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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Abusi sessuali, in Gran Bretagna si dimette l’arcivescovo di Canterbury Welby

Abusi sessuali, in Gran Bretagna si dimette l’arcivescovo di Canterbury Welby

La guida spirituale della Chiesa anglicana non avrebbe informato la polizia delle violenze commesse da un amico avvocato, che avrebbe preso di mira almeno 130 tra bambini e ragazzi nei campi estivi

Redazione WebNews by Redazione WebNews
12 Novembre 2024
in World
Reading Time: 3 mins read
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Si è dimesso Justin Welby, l’arcivescovo anglicano di Canterbury. La decisione è arrivata dopo l’accusa di aver nascosto gli abusi sessuali e psicologici contro minorenni da parte di un amico avvocato, John Smyth, morto nel 2018. Welby non avrebbe informato la polizia delle violenze dell’uomo, avvenute nei campi estivi organizzati dalla chiesa anglicana. Il caso ha scatenato la rabbia dei fedeli e dei vertici della Chiesa anglicana. Alcuni membri del Sinodo generale, l’assemblea nazionale della Chiesa, aveva chiesto le dimissioni dal momento che l’arcivescovo aveva “perso la fiducia del suo clero”.

“Credo che farmi da parte sia nell’interesse della Chiesa d’Inghilterra, che amo profondamente e che ho avuto l’onore di servire”, ha annunciato l’arcivescovo di Canterbury in un comunicato.

Con la denuncia si sarebbero prevenuti ulteriori abusi

 Secondo un’indagine indipendente, Welby non ha mai denunciato Smyth nonostante fosse stato informato degli abusi da lui compiuti nell’agosto 2013, poco dopo essere diventato arcivescovo di Canterbury. La Makin Review, che ha condotto l’indagine, ha rilevato che se Smyth fosse stato denunciato alla polizia nel 2013, si sarebbe potuto contribuire a scoprire la verità, si sarebbero prevenuti ulteriori abusi e ciò avrebbe portato a una possibile condanna penale.

Gli abusi sarebbero continuati fino alla morte

 “In effetti, sono stati persi tre anni e mezzo, un lasso di tempo entro il quale John Smyth avrebbe potuto essere assicurato alla giustizia e ogni abuso che stava commettendo in Sudafrica sarebbe stato scoperto e fermato”, ha rilevato l’indagine. Tra il 1984 e il 2001, Smyth infatti ha vissuto in Zimbabwe e successivamente in Sudafrica. Ha continuato ad abusare di ragazzi e giovani uomini e ci sono prove che gli abusi siano continuati fino alla sua morte, avvenuta in Sudafrica nell’agosto 2018. Smyth in veste di predicatore laico avrebbe preso di mira almeno 130 tra bambini e ragazzi nel corso di campi estivi cristiani per giovani tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Premier Starmer: “Accuse orribili”

 Il futuro dell’arcivescovo di Canterbury “è una questione che riguarda la Chiesa”, ha detto il primo ministro britannico, Keir Starmer. “Vorrei essere chiaro: da quello che so le accuse sono orribili, sia per la loro portata sia per il loro contenuto”, ha affermato Starmer, aggiungendo: “E’ una questione che riguarda la Chiesa, ma non mi tirerò indietro dal fatto che queste sono accuse orribili e che i miei pensieri sono con le vittime”.

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/abusi-gb-si-dimette-arcivescovo-canterbury-welby_90223880-202402k.shtml

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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