Accusato di pedofilia, prete muore di infarto prima della sentenza

Un prete accusato di pedofilia muore di infarto poche settimane prima che venga condannato per aver abusato di sei giovani ragazzi.

Un ex prete pedofilo che sta affrontando un lungo periodo di prigione per abusi sessuali su sei giovani ragazzi è morto prima della condanna. Il sacerdote di Sydney, James Cunneen, sarebbe stato condannato il 14 febbraio per una serie di reati sessuali su minori risalenti agli anni ’80. Ma è morto di infarto all’ospedale di Blacktown il 28 dicembre. La notizia viene diffusa solo ora. A rivelarlo è The Daily Mail.

Chi era il prete accusato di pedofilia morto d’infarto

Nel 2014 il comportamento del sacerdote è stato esposto durante la Commissione sugli abusi sessuali su minori. Il sessantenne è stato successivamente dichiarato colpevole di dieci accuse di violenza sessuale contro sei bambini dal tribunale distrettuale di Parramatta nell’ottobre 2019. Inizialmente era stato accusato di aver abusato di otto adolescenti, ma era stato ritenuto colpevole solo per atti contro sei dei ragazzi. In questi giorni, era attesa la pronuncia della sentenza.

Cunneen si unì all’Ordine francescano dei frati minori nel 1979, prima di lasciare il sacerdozio e di tornare in Nuova Zelanda negli anni ’90, secondo quanto riportato dai quotidiani locali. Quando avrebbe compiuto i crimini contro i bambini, era in servizio in due parrocchie della diocesi di Parramatta alla fine degli anni ’80: la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Marayong e il Santo Nome di Maria a Rydalmere. Un necrologio lo ricorda così: “Ti abbiamo apprezzato così tanto e ci mancherai molto. Vivrai sempre nei nostri cuori”. Anche una delle vittime dell’uomo spiega che questi “è moro in disgrazia”.

Accusato di pedofilia, prete muore di infarto prima della sentenza