Ai domiciliari in provincia di Sondrio, difeso dall’avvocato Renzo Inghilleri, Onyema era accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di tre ragazzi di religione musulmana, nessuno dei quali si è costituito parte civile per chiedere i danni. Per lui il pm Nicola Serianni aveva chiesto 8 anni con lo sconto di un terzo per il rito alternativo, quindi 5 anni e 4 mesi. Il giudice ha escluso l’aggravante dell’abuso della qualità di ministro di culto e ha prosciolto l’imputato dall’imputazione di violenza privata, per aver malmenato una delle vittime con un pugno nel tentativo di convincerlo a non fare denuncia. Come chiesto dalla stessa difesa, il reato è stato riqualificato in percosse, non procedibile d’ufficio; e, in assenza di querela, è arrivato il non doversi procedere. Il legale del sacerdote nigeriano aveva chiesto l’assoluzione sostenendo che non c’erano riscontri alle dichiarazioni dei tre ragazzi. Scontato l’appello.
A rivolgersi alla polizia era stato uno dei giovani vittime delle «attenzioni particolari». Circa due anni fa aveva segnalato che un sacerdote della congregazione Don Guanella, che si occupa di bisognosi, orfani, malati, emarginati, era solito allungare le mani e invitare alcuni di loro ad assistere alle sue pulsioni sessuali. In base a quanto raccontato, non si trattava di rapporti sessuali completi ma di toccamenti e palpeggiamenti. Le molestie sarebbero avvenute in momenti in cui il religioso era da solo coi ragazzi per colloqui e altre attività della comunità.
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