• Datacenter
  • CoudMAIL
  • WebMAIL
  • Webmail Pec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU -G
  • Login UE
martedì 13 Gennaio 2026
Rete L'ABUSO
Sondaggio anonimo "Senza fare nomi"
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
        • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
        • Informazione sui contenuti – Liberatoria
        • Cookie Policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
ACCEDI o REGISTRATI | Login
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
        • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
        • Informazione sui contenuti – Liberatoria
        • Cookie Policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

Portale della Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti | Campania | PONTICELLI: ECCO PERCHÉ IL TRIBUNALE ECCLESIASTICO HA ASSOLTO DON SILVERIO MURA DALLE ACCUSE DI PEDOFILIA

PONTICELLI: ECCO PERCHÉ IL TRIBUNALE ECCLESIASTICO HA ASSOLTO DON SILVERIO MURA DALLE ACCUSE DI PEDOFILIA

Redazione WebNews by Redazione WebNews
23 Marzo 2019
in Campania
Reading Time: 9 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

 Il Tribunale Ecclesiastico Metropolitano Penale dell’Archidiocesi di Milano ha assolto il parroco di Ponticelli Don Silverio Mura, accusato nel 2010 da Arturo Borrelli di aver abusato sessualmente di lui quando era un bambino. Borrelli ha conosciuto Don Mura tra i banchi di scuola, era il suo insegnante di religione.

A diramare la notizia è l’avv. Stefano Bartone, difensore di don Mura, che ha anche inviato agli organi si stampa la sentenza definitiva, emessa lo scorso 6 marzo, che assolve pienamente il sacerdote.            

Gli atti a carico di don Silverio Mura furono trasmessi dalla Curia napoletana al tribunale della diocesi lombarda nel luglio scorso, dopo che il Papa decise di riaprire il caso. Il processo ecclesiastico penale era stato promosso dalla Congregazione per la dottrina della fede.

L’assoluzione del sacerdote napoletano arriva dopo quattro anni di istruttoria, gettando nello sconforto le due presunte vittime che a distanza di più di 20 anni, puntano il dito contro il sacerdote.

ADVERTISEMENT

Una sentenza che potrebbe essere ribaltata, in ogni caso, in sede civile, dove si svolgerà un altro processo per un eventuale risarcimento dei danni.

Una vicenda che fin da subito ha diviso l’opinione pubblica e in particolar modo gli abitanti di Ponticelli, la comunità in cui Don Mura ha vissuto e lavorato per tanti anni .

Uno scenario controverso, dunque, perché se su un fronte il sacerdote ha adottato un comportamento ambiguo, sull’altro i suoi accusatori non si sono rivelati tanto più attendibili.

Se il sacerdote di Ponticelli non ha commesso gli abusi, infatti, andrebbe chiarito perché venne trasferito dalla curia di Napoli sotto falso nome a Montù Beccaria, un paese in provincia di Pavia, dove gli era consentito di fare catechismo, permettendogli così anche di interagire con i bambini, mentre all’ombra del Vesuvio fu reso noto che era stato mandato in un convento “a curarsi”.

Così come resta da chiarire se la malformazione al pene alla quale le due presunte vittime fanno riferimento sia stata accertata – rilevabile solo con il pene in erezione – e, in tal caso, in che modo il sacerdote abbia giustificato il fatto che due bambini siano venuti a conoscenza di un particolare tanto intimo.

Altro interrogativo legato alla figura del sacerdote è l’ingente quantitativo di denaro di cui disponeva e che gli permetteva di elargire di continuo regali costosi alle presunte vittime: completi delle squadre di calcio, biciclette, scooter e molto altro. Un tenore di vita in forte distonia con il suo status di semplice insegnante, proveniente da una famiglia modesta.

Infine, quando Arturo Borrelli, il principale accusatore del prete, lo incontra a distanza di anni, filmando quell’incontro con una videocamera nascosta, Don Mura non fa nulla per difendersi dalle accuse di pedofilia né tantomeno ha querelato il Borrelli per averlo ingiuriato e diffamato pubblicamente e in più circostanze.

ADVERTISEMENT

Sul fronte delle vittime, invece, emergono una serie di fatti che possono concorrere a chiarire il contesto in cui è maturata la decisione del tribunale Ecclesiastico di Milano di assolvere il prelato.

In una mail inviata alla curia di Napoli, poco dopo lo shock traumatico che gli avrebbe consentito di rielaborare il trauma subito da ragazzino, Arturo Borrelli, che all’epoca lavorava come guardia giurata, minacciava di suicidarsi davanti alla curia partenopea con l’arma di ordinanza. Secondo quanto riferito dalla curia, con l’intento di preservare l’incolumità del Borrelli e della collettività, quella mail fu inoltrata alla Questura di Napoli, determinando il licenziamento della presunta vittima.

Una condotta mai violenta, ma spesso ingestibile, quella adottata dal Borrelli nel corso degli anni in cui ha portato avanti la sua battaglia per rivendicare giustizia. Una battaglia portata avanti soprattutto sui social e attraverso i social, dove sovente il Borrelli indirizza imprecazioni e maledizioni al cardinale Sepe, giungendo ad additarlo come il responsabile delle sofferenze patite, fino al giorno della morte, dal figlio 18enne, sopraggiunta in seguito ad un incidente stradale avvenuto lo scorso giugno in via Mastellone a Barra. Nonostante la curia partenopea si sia fatta carico di tutte le spese relative ai funerali del giovane, il Borrelli si è guardato bene dal rendere nota questa notizia e anche pochi minuti prima di dare l’estremo saluto al figlio, è salito sul pulpito dell’altare per inveire contro coloro che apostrofa come “gli artefici di tutti i suoi mali”.

Ben più rilevanti, invece, le incongruenze che emergono dalla testimonianza di Giuseppe Scognamiglio, nome di fantasia della seconda presunta vittima, che accusa Don Mura di essersi servito di lui anche come corriere di armi e droga.

Nel corso di una lunga intervista registrata lo scorso aprile, infatti, Scognamiglio riferisce che negli anni in cui Don Silverio passò alla parrocchia del comune vesuviano di Pollena Trocchia, oltre ad abusare sessualmente di lui, lo obbligava a recarsi in bici fino a Ponticelli per consegnare ad una donna un misterioso zainetto in cui gli riferiva che fossero contenuti dei libri di religione.

Un percorso di circa cinque chilometri, complessivamente dieci tra andata e ritorno, che il ragazzino avrebbe compiuto “2 o 3 volte a settimana, per circa due anni” e poi precisa: “lo avrò fatto una decina di volte in tutto”. Pertanto, – se la matematica non è un’opinione – i conti non tornano.

Da Pollena Trocchia a Ponticelli in bicicletta per raggiungere un luogo ben preciso: il Rione De Gasperi, la roccaforte del clan Sarno, all’epoca dei fatti. In quegli anni, i Sarno, partendo proprio dalla “torre di controllo” costruita nel rione che per anni ha funto da fortino del clan, con una serie di alleanze, unitamente all’utilizzo di metodi camorristici efferati, riuscirono ad imporsi sull’intera periferia orientale di Napoli, oltre che sull’entroterra vesuviano, spingendosi fino al cuore del centro storico partenopeo.

In quegli anni, i Sarno, non erano “un” clan, ma “il” clan. Tutte le dinamiche malavitose del territorio erano riconducibili alla cosca fondata dai fratelli Giuseppe, Vincenzo, Ciro e Luciano Sarno.

Scognamiglio riferisce che i suoi viaggi terminavano proprio lì, nella roccaforte del clan più temuto e temibile dell’epoca. Seppure sia in grado di descrivere minuziosamente l’abitazione del sacerdote, nella ricostruzione del percorso compiuto da “corriere inconsapevole”, non è in grado di fornire dettagli altrettanto attendibili, apparendo nervoso e contraddittorio.

Sostiene che il sacerdote gli avrebbe mostrato nel corso di un viaggio in auto il percorso che avrebbe dovuto compiere, invitandolo a non fermarsi mai lungo la strada, per poi indicargli la donna alla quale doveva consegnare lo zaino.

Il viaggio sarebbe terminato, dunque, in una zona del rione dove  si rileva la presenza di un grosso spiazzale, attualmente semideserto, in seguito all’avvio del piano di riqualificazione del rione. Negli anni in cui si sarebbero svolti i fatti narrati, invece, il De Gasperi viveva il suo momento di massimo splendore, soprattutto perché nel cuore di quello spiazzale vi erano una scuola ed una chiesa, perennemente frequentate. Allo stato attuale, la scuola è occupata abusivamente da una famiglia che l’ha adibita ad abitazione e la chiesa è stata chiusa e ripetutamente vandalizzata, in quanto rientrante nel piano di abbattimento. Scognamiglio, nella sua ricostruzione, non menziona la presenza di due edifici tanto voluminosi quanto iperfrequentati in quegli anni e quando gli viene fatto notare, sorpreso e stupito chiede: “veramente là ci sta una chiesa!?”

Quella di Scognamiglio somiglia molto alla ricostruzione di un ragazzino abbastanza informato sulle dinamiche camorristiche del quartiere in cui vive e che da uomo torna a Ponticelli con un enorme gap culturale ed emotivo da colmare: quello relativo al nuovo e caotico disegno criminale consequenziale al pentimento delle figure-simbolo del clan Sarno.

In effetti, Scognamiglio ha trascorso molti anni lontano da Napoli, non a caso, proprio gli anni in cui i fratelli Sarno decisero di passare dalla parte dello Stato e solo pochi mesi dopo il suo ritorno a Ponticelli, mentre sentiva una giornalista fare domande sul presunto prete pedofilo del quartiere, si è reso conto di essere “la persona che quella giornalista stava cercando”.

In sostanza, la descrizione geografica e la ricostruzione storica proposte dalla presunta vittima, trovano riscontro nell’epoca contemporanea, come se “a caccia di elementi utili” per rendere credibile la pesante accusa, Scognamiglio effettivamente si sia recato nel rione. Oggi, per l’appunto, e non 20 anni fa.

La presunta vittima, afferma di aver scoperto per caso, un giorno, il reale contenuto dello zainetto che gli era richiesto di trasportare. Decise di fermarsi, – secondo quanto dichiara – perchè insospettito dall’eccessivo peso dello zaino, quindi ne sbircia il contenuto e così avrebbe rilevato la presenza dei panetti di droga, avvolti in nastro isolante marrone, e delle pistole, avvolte negli asciugamani. Scognamiglio mima anche minuziosamente il modo in cui erano ripiegati gli asciugamani in cui erano occultate le pistole. Come fa a conoscere alla perfezione il verso in cui erano chiuse, se sostiene, invece, di averle aperte e per giunta una sola volta?

Inoltre, proprio mentre ricostruisce quei fatti, nel corso dell’intervista, Scognamiglio ricorda di aver visto anche una bomba all’interno di quello zaino, asserendo che potrebbe essere verosimile, dato che pochi giorni prima, proprio attraverso le pagine del nostro giornale, aveva appreso del ritrovamento di alcuni ordigni bellici in un arsenale della camorra, provenienti dalla ex-Jugoslavia.

Infine, Scognamiglio sostiene di ricordare bene l’identità della donna alla quale il sacerdote gli avrebbe indicato di consegnare lo zainetto: la mamma dei “fraulella”, ovvero i fratelli Antonio e Giuseppe D’Amico, reggenti dell’omonimo clan, oltre che di Annunziata D’Amico, la donna-boss giustiziata nell’ottobre del 2015, dopo aver preso il posto dei fratelli al comando dell’organizzazione criminale, in seguito alla loro carcerazione.

I fratelli “fraulella”, in effetti, intraprendono la carriera camorristica come reclute del clan Sarno, per poi fondare un sodalizio autonomo in concomitanza dei primi segni di cedimento palesati dai fratelli Sarno, quando scelgono di passare dalla parte dello Stato.

Un nome attendibile, quindi, quello della “mamma dei fraulella”, che potrebbe rivelarsi utile a rafforzare il quadro accusatorio contro Don Mura. Tuttavia, Scognamiglio, ignora un dettaglio tutt’altro che trascurabile: la madre dei fratelli D’Amico non solo non ha mai vissuto nel Rione De Gasperi, ma soprattutto osteggiava fortemente l’ascesa criminale dei figli. Tra madre e figli, infatti, i litigi accesi erano all’ordine del giorno, tant’è vero che i figli Antonio e Giuseppe accusavano la madre di essere una “spia” della polizia, disposta a tutto pur di sottrarli al loro destino, anche “venderli” alle forze dell’ordine. Era la sorella Annunziata a fare da tramite tra madre e figli. Cercava di mediare, “la passillona”, questo il soprannome della donna-boss del clan D’Amico, consegnando ai fratelli i messaggi ricchi di rabbia e paura della madre. Eppure, nemmeno Annunziata è riuscita a sottrarsi al fascinoso richiamo della malavita.

Inoltre, incrociando le informazioni derivanti da fonti investigative con le testimonianze rese dai collaboratori di giustizia, si delinea uno scenario ben più ampio in termini di traffici illeciti, con il porto di Torre del Greco completamente alla mercè dei Sarno. Informazioni preziose ed attendibili che aiutarono gli inquirenti a scardinare il “sistema Sarno” in tal senso, furono rese da Anna Sodano, collaboratrice di giustizia uccisa dal clan, il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Scognamiglio precisa che anche in altre circostanze si sarebbe recato nel Rione De Gasperi in compagnia di Don Mura: quando il sacerdote veniva convocato per dare l’estrema unzione alle reclute del clan vittime di agguati e pertanto impossibilitate ad entrare in chiesa per la celebrazione liturgica dei funerali.

La presunta vittima dichiara di non aver mai visto i cadaveri, perché Don Mura entrava da solo, lasciandolo all’ingresso della stanza con il turipolo dell’incenso tra le mani. In merito a questi fatti, non vi è riscontro in chiave investigativa né tantomeno i collaboratori di giustizia confermano l’esistenza di questo rituale, fosse anche solo per le difficoltà insite nel prelevare un cadavere dal luogo dell’agguato. Una ricostruzione che manifesta forti analogie con la scena con la quale si apre la terza serie di “Gomorra”, andata in onda in prima Tv su Sky nel novembre del 2017, quindi pochi mesi prima dell’intervista rilasciataci da Scognamiglio.

La presunta vittima sostiene anche che il sacerdote, dopo gli abusi sessuali, era solito svolgere due pratiche: regalargli soldi e fumare quella che lui definiva “la sigaretta puzzolente”, ovvero, uno spinello.

Alle anomalie fin qui elencate, aggiungiamo un altro tassello importante: la stampa nazionale ha definito quello contro Don Mura “il processo più grande della storia della Chiesa per numero di vittime”. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato di Arturo Borrelli, sarebbero almeno 10 le “vittime accertate”.

Perché nella sentenza si fa riferimento solo a due persone?

In seguito alla risonanza mediatica assunta dal “caso Don Mura”, diverse persone, attraverso messaggi inviati sui social, hanno confidato a “Rete l’abuso” di aver subìto lo stesso trattamento in tenera età dal sacerdote, precisando, però, di non voler testimoniare né di voler essere chiamate in causa in nessun altro modo. Una prova che non può assumere alcun valore giuridico, quindi.

Lo stesso avvocato del Borrelli, in presenza di altre due persone, chiedeva al direttore di questo giornale, la giornalista Luciana Esposito, di divulgare un comunicato in cui esortava le presunte vittime del sacerdote a contattare la redazione per raccontare la loro storia. Aggiungendo poi che, di lì a poco, avrebbe pubblicato un ulteriore comunicato in cui rendeva noto di aver raccolto le testimonianze di altre otto vittime, così da “spaventare la curia di Napoli”.

Quanto riportato in questo articolo rappresenta una buona parte della testimonianza resa dalla giornalista Luciana Esposito, ascoltata dalla Curia di Napoli come persona informata dei fatti nel giugno del 2018, e inviata al Tribunale ecclesiastico di Milano.

Ponticelli: ecco perché il tribunale Ecclesiastico ha assolto Don Silverio Mura dalle accuse di pedofilia

ADVERTISEMENT
Previous Post

Don Giovanni, vittima di un pedofilo, attaccato e minacciato per aver detto di essere stato abusato da bambino

Next Post

“Coprì casi di pedofilia”. Cile, si dimette il cardinale Ezzati

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

Related Posts

Silverio Mura
Campania

Nuova bufera su don Silverio, accusato di pedofilia: “Usava i bambini come corrieri della droga”

by Redazione WebNews
26 Marzo 2018

Una delle presunte vittime di don Silverio Mura, il parroco accusato di aver abusato sessualmente di alcuni bambini a Ponticelli,...

Silverio Mura
Campania

Nuove segnalazioni su don Silverio Mura al 3° giorno di sciopero della fame di Diego Esposito.

by Redazione WebNews
20 Gennaio 2016

Oggi è il 3° giorno di sciopero della fame per Diego Esposito, vittima del sacerdote Silverio Mura, che con questa...

Come e chi alimenta la pedofilia in Italia?

BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

9 Giugno 2011
download

Due rom di 11 e 16 anni col prete. Napoli, sequestrato il cinema in cui fu arrestato il prete pedofilo cosentino

5 Maggio 2015
1490689858 7c97917f52f67308fd2306603e63771d

Diego Esposito (nome di fantasia) – vittima di abusi da parte di un prete della Diocesi di Napoli – esplode di rabbia in diretta a La Zanzara su Radio 24

2 Febbraio 2016
Cattura 4 2

Vittima del prete pedofilo incontra Papa Francesco, ecco l’audio esclusivo: “Vai avanti”

26 Luglio 2018
sepe 1

Vittima di pedofilia da parte di un sacerdote. “La Curia di Napoli del cardinale Sepe mi ha offerto 250 euro per risarcirmi”

29 Gennaio 2016
prete di spalle

Diacono abusa minore. Succede a Napoli in un internet point

11 Gennaio 2015
preti kQNC U46070524348284UlB 512x384@CorriereMezzogiorno Web Mezzogiorno

«Dossier falso sul prete di Monte di Dio»: imputati un sacerdote e un carabiniere

15 Dicembre 2018
Trasferiti al Nord Italia i due preti napoletani accusati di violenza sessuale

Trasferiti al Nord Italia i due preti napoletani accusati di violenza sessuale

19 Agosto 2024
Load More
Next Post
6ea9e998 4cd3 11e9 aa27 bebea1f4a5ff Clipboard 14911 k3MF U11202676584790aRG 1024x576@LaStampa.it

"Coprì casi di pedofilia". Cile, si dimette il cardinale Ezzati

58

Pedofilia, si dimette l’arcivescovo di Santiago del Cile. Andrà a processo per l’occultamento di tre abusi

bd8459731c01469042d66e80dde028f2.jpg 997313609

Istituto “Maria Mazzarello delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la posizione di Maria Angela Faré, il chiarimento degli avvocati

I più letti 24h

  • Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

    Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • HA ABUSATO DI UN GIOVANE SICILIANO

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dalla retorica della “vita” alla realtà dei diritti: la legge 194/78 è una conquista femminista e democratica. Va applicata e difesa

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Non solo Padre Paolo: altri quattro ragazzini vittime di abusi sessuali – che cosa sappiamo

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sinéad O’Connor, crocifissa per aver detto la verità

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Ti sei già tesserato?

Tesseramento Soci

Tesseramento Soci
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
4 Gennaio 2024
ShareTweetShareSendShareSend

Highlights

Dalla retorica della “vita” alla realtà dei diritti: la legge 194/78 è una conquista femminista e democratica. Va applicata e difesa

Pedofilia: Papa Leone XIV, ‘tante volte la Chiesa ha chiuso le porte alle vittime”

Non solo Padre Paolo: altri quattro ragazzini vittime di abusi sessuali – che cosa sappiamo

Abusi nel Collegio francescano: svelati altri quattro episodi di pedofilia

Abusi, arcivescova anglicana sospettata di aver coperto il caso di un prete: choc nella chiesa inglese

Minore abusò di una ragazzina, i genitori condannati al risarcimento

5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

DONA

DONA – Sostieni il nostro costante impegno

DONA – Sostieni il nostro costante impegno
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
1 Gennaio 2010
ShareTweetShareSendShareSend

Trending

Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’
Sicilia

Ex sacerdote condannato per i giudici ‘aveva un approccio predatorio’

by Redazione WebNews
12 Gennaio 2026

Atti fisici a chiara connotazione sessuale, dissimulati sotto il pretesto di scherzi camerateschi, palpeggiamenti e altro insieme...

Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

Abusi al seminario francescano: indagine su altri quattro casi. Padre Paolo Contini critica la Chiesa: “Troppi silenzi”

12 Gennaio 2026
Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

Un nuovo documentario affronta gli abusi contro le suore cattoliche e il famigerato caso di Marko Rupnik

11 Gennaio 2026
La Chiesa cattolica spagnola risarcirà le vittime di abusi sessuali

La Chiesa cattolica spagnola risarcirà le vittime di abusi sessuali

9 Gennaio 2026
Spagna, il clero cede sugli abusi

Spagna, il clero cede sugli abusi

9 Gennaio 2026

Onda Viola

Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili

Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
by Rete L'ABUSO Human Rights Connect - ODV/ETS
23 Settembre 2024
ShareTweetShareSendShareSend
Rete L'ABUSO

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Navigate Site

  • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento Soci
  • Privacy policy
  • Cookie Policy
  • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

recaptcha placeholder image

*By registering into our website, you agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.
All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

recaptcha placeholder image

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
      • Gli autori che scrivono sul nostro blog
      • Privacy policy
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MEDIACENTER
    • Podcast
    • Sala CONFERENZE e MEETING online
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.

Login / Registrati

recaptcha placeholder image
Password dimenticata?
Registrati
Or

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.