• Datacenter
  • Cloud
  • ViaWEB
  • WebMAIL
  • WebPec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU
  • UE
martedì 7 Luglio 2026
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti
Dona il tuo 5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media
accedi-registrati
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » LA TERRIBILE STORIA DELLE CASE MAGDALENE

LA TERRIBILE STORIA DELLE CASE MAGDALENE

Redazione WebNews by Redazione WebNews
20 Novembre 2018
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

Fabio Casalini – Le Case Magdalene erano istituti femminili che avevano il compito di accogliere ragazze orfane oppure donne la cui condotta era considerata peccaminosa ed in contrasto con i pregiudizi di una società benpensante. In questi istituti, però, le ragazze erano trattate come schiave. Queste le loro storie.

La maggior parte di questi istituti era gestita da suore, appartenenti a vari ordini religiosi, per conto della Chiesa cattolica.
Ricostruiamo la storia di questi istituti.
Le Case Magdalene sorsero in Inghilterra ed in Irlanda nel corso del XIX secolo, avendo come scopo la riabilitazione di donne che avevano lavorato come prostitute. In Irlanda le Case prendevano il nome da Santa Maria Maddalena.

In breve tempo l’amministrazione delle Case Magdalene passò sotto il controllo della Chiesa cattolica, che ne favorì la diffusione. Le Case, inizialmente concepite come ricoveri di breve termine, si trasformarono in luoghi di rifugio di lungo periodo. Con il trascorrere del tempo, la ragione d’essere di questi istituti si allontanò sempre più dall’intento iniziale, in altre parole togliere dalla strada le prostitute nel tentativo di riabilitarle alla società, aiutandole a trovare un impiego fisso. Alle donne ospitate in questi istituti era richiesto di lavorare, spesso come lavandaie, anche contro la loro volontà.

BNPS.co.uk (01202) 558833Picture: Peter WillowsSt Mary’s Training School, Dublin, 1935-1938, where Kathleen worked (pic supplied by Pat Cotton 01142372710)Kathleen Legge (77), who was forced to work at the Magdalene Laundry in Dublin, pictured at her house in Bournemouth, Dorset.

Le suore, che curavano la gestione degli istituti, spesso attuavano regole severe e provvedimenti decisi contro le ragazze che non svolgevano diligentemente i compiti loro assegnati. Nell’accettazione delle pazienti non vi era alcuna discriminazione religiosa o razziale. Dopo il ricovero, le donne erano chiamate le sorelle di Santa Margherita, ma non pronunciavano alcun voto religioso. Un fattore importante da tenere in considerazione nell’analisi di questi istituti attiene al fatto che, nella maggior parte dei casi, le donne erano trattenute contro la loro volontà. Questa “segregazione” avveniva grazie alla complicità dei familiari delle ragazze, preoccupati, nella maggior parte dei casi, di mantenere “integro” l’onore e la reputazione della famiglia. La prostituzione non era l’unica causa d’inserimento in uno di questi istituti. Tra gli altri motivi ritenuti validi per il viaggio in una Casa Magdalene vi era il fatto d’essere una madre nubile, essere considerata troppo brutta oppure l’essere stata vittima di uno stupro. Come abbiamo visto in precedenza, la maggior parte delle donne rinchiuse in questi istituti svolgeva delle mansioni quotidiane, spesso attinenti al lavoro della lavandaia. Le dure condizioni lavorative, e le rigide regole imposte dalle suore, furono i motivi che portarono alla nascita di feroci critiche alle Case Magdalene. Inoltre, fattore da non dimenticare, le ragazze prestavano manodopera non retribuita, motivo che permetteva proficui guadagni agli istituti (in Irlanda questi istituti erano conosciuti come Magdalene Laundries – Lavanderie Magdalene).

L’esistenza delle Case Magdalene non fu tenuta in gran considerazione sino al 1993, quando un ordine di suore a Dublino, quelle di Nostra Signora della Carità, vendette una parte dell’istituto ad un imprenditore immobiliare, poiché avevano perso denaro con la compravendita di azioni in Borsa. Le operazioni d’ampliamento volute dall’imprenditore consentirono la scoperta di una fossa comune contenente 133 cadaveri. Le suore fecero in modo che i resti fossero cremati e seppelliti presso il cimitero di Glasnevin, dividendo il costo della sepoltura con l’imprenditore immobiliare. Più tardi emerse che vi erano altri 22 cadaveri che le sorelle chiesero di riesumare. In tutto furono riesumati e cremati 155 cadaveri. Con il tempo questa situazione generò uno scandalo pubblico.
Nel 1998 all’interno del documentario Sex in a cold climate furono intervistate ex detenute delle Case Magdalene, che riferirono di aver subito abusi sessuali, fisici e psicologici da parte di suore e preti. Ammisero altresì d’essere state completamente isolate dal mondo esterno durante il periodo di ricovero presso le strutture.

Nel 1999 due ragazze internate presso l’istituto Mary Norris, Josephine McCarthy e Mary-Jo McDonagh, fornirono resoconti sui maltrattamenti subiti dai collaboratori della struttura.
Le accuse sulle condizioni nei conventi e sul trattamento dei detenuti furono trasformate in un film nel 2002, The Magdalene sisters, scritto e diretto da Peter Mullan.
Nel giugno del 2011, Mary Rafferty scrisse sul giornale The Irish Time che all’inizio degli anni quaranta del secolo scorso alcune istituzioni statali irlandesi, tra cui l’esercito, passarono dall’utilizzo di lavanderie commerciali alle Magdalene laundries. La risposta fu abbastanza sconcertante poiché riferiva che i contratti contenevano un’equa clausola salariale, sebbene le ragazze delle Case Magdalene non percepissero compensi.
Ricordando la forte connotazione cattolica dell’Irlanda, come si comportò il governo?
Dal 2001 il governo irlandese riconobbe che le donne ospitate nelle Case Magdalene erano vittime d’abusi. Pur tuttavia resistette alle richieste d’indagini ed alle proposte di risarcimento poiché, secondo il governo irlandese, le lavanderie erano gestite privatamente e gli abusi avvenuti al loro interno non erano di competenza governativa. Nel frattempo era nata un’associazione a difesa delle ragazze che avevano vissuto all’interno delle istituzioni cattoliche, Justice for Magdalenes. L’associazione sosteneva che le condizioni all’interno delle lavanderie e lo sfruttamento delle lavoratrici erano palesi violazioni dei diritti umani. Non ottenendo risposta dal governo irlandese, Justice for Magdalenes presentò il caso al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura che, il 6 giugno del 2011, invitò il governo irlandese ad indagare sulle accuse di tortura all’interno delle Case Magdalene. Il governo fu obbligato ad istituire una commissione d’inchiesta. Il 5 febbraio del 2013 il comitato pubblicò i risultati delle indagini: furono trovate prove di una rilevante collusione tra stato ed istituti cattolici.
La commissione d’inchiesta rilevò significativi abusi verbali nei confronti delle donne-lavoratrici, ma non vi erano evidenze d’abusi fisici o sessuali regolari. Il 19 febbraio dello stesso anno, il primo ministro Enda Kenny rilasciò formali scuse di stato definendo le lavanderie come la vergogna della nazione: “Io come primo ministro, a nome dello Stato, dichiaro che il governo si pente profondamente e si scusa incondizionatamente con tutte quelle donne per il danno che è stato fatto loro e per ogni dolore che hanno sofferto come conseguenza del tempo che hanno trascorso all’interno di una lavanderia Magdalene”. Il primo ministro dichiarò altresì che lo stato aveva in previsione il risarcimento da offrire alle vittime delle lavanderie cattoliche. Le reazioni del mondo cattolico non si fecero attendere. Sorvolando sulle interviste rilasciate, in forma anonima, da diverse suore – che manifestavano disappunto per l’inchiesta poiché convinte di aver servito il paese – e da alcune associazioni sorte a difesa delle Case Magdalene, importante fu la presa di posizione che giunse dagli Stati Uniti dove era sorta un’associazione a tutela delle suore e degli istituti cattolici. Il presidente di tale istituzione cattolica dichiarò “che nessuna donna era stata imprigionata, ne costretta contro la propria volontà a rimanere”. Altresì affermò che “si tratta di una bugia” e che le donne alloggiate, presso tali istituzioni, “erano prostitute o candidate a per la professione più antica del mondo”.
Le istituzioni religiose che si occupavano delle Case Magdalene si rifiutarono categoricamente di partecipare alla creazione del fondo per il risarcimento delle vittime della loro opera caritatevole.
L’ultima Casa Magdalene è stata chiusa il 25 settembre del 1996.
A tutt’oggi non esiste una statistica esatta di quante donne siano state ospitate all’interno delle istituzioni cattoliche divenute lavanderie nel corso del tempo.
https://www.viaggiatoriignoranti.it/2018/11/la-terribile-storia-delle-case-magdalene.html
Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime
Previous Post

Parole opere e omissioni, i Legionari di Cristo si sciacquano la coscienza sul caso di Vladimir Reséndiz Gutiérrez, sotto processo ma volato in Messico

Next Post

Negli Usa una class action contro Vaticano e vescovi

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

ArticoliCorrelati

Giudice close up focussed on the judge hammer on the table 2023 05 13 03 05 50 utc
World

Rhode Island, valanga di cause contro la diocesi: riemergono decenni di abusi e insabbiamenti

by Redazione WebNews
5 Luglio 2026

La diocesi cattolica romana di Providence si trova nel pieno di una tempesta giudiziaria senza precedenti: solo nel primo giorno...

3798db9a 09b7 11e3 a5f8 2627c2e12265
World

È morto Roger Vangheluwe, ex vescovo di Bruges, protagonista dello scandalo di pedofilia che scosse il Belgio

by Redazione WebNews
3 Luglio 2026

«I vescovi sono consapevoli che questo annuncio potrebbe provocare una nuova ondata di emozioni tra le vittime», si legge nel...

Immagine 2026 07 03 013148

Mons. Cordileone concorda un risarcimento multimilionario per chiudere oltre 500 casi di abusi nell’arcidiocesi di San Francisco

3 Luglio 2026
Immagine 2026 07 02 172801

Don Ciro Panigara condannato a 5 anni per abusi sui bambini. La Diocesi: “Siamo vicini alle vittime”

2 Luglio 2026
Don Ciro Panigara. Foto da BresciaToday

Abusi su minori, sacerdote condannato a 5 anni a Brescia

1 Luglio 2026
WhatsApp Image 2026 06 17 at 13

Io sono Matteo

1 Luglio 2026
1782817159 AP26180716123305

L’arcidiocesi di San Francisco ha accettato di pagare 395 milioni di dollari alle vittime di abusi sessuali da parte del clero

30 Giugno 2026
Immagine 2026 06 29 142917

Vescovo di Northampton accusato di stupro di minore

29 Giugno 2026
Immagine 2026 06 28 142323

Il Vaticano cerca di proteggersi dal rafforzamento UE sulle norme penali italiane in materia di abusi sessuali

28 Giugno 2026
image

Contesto della situazione del Concordato nella Repubblica Ceca

28 Giugno 2026
Load More
Next Post
4363d3ee a192 11e8 80c5 5c4b2629bd5b basilica di san pietro cupola R86c9eyy0LeF9njq6fd1m9O 1024x576@LaStampa.it

Negli Usa una class action contro Vaticano e vescovi

d37f3f10ef8003988fd882830b570d5f 690 0 N

"Abominevoli gli abusi del prete"

20121214 brunelleschi

Pedofilia nella chiesa, torna l'incubo don Cantini. Scoop di Panorama con documenti inediti e omissioni curia Firenze

Ti sei già tesserato?

Tesseramento

tesseramento antique
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

Highlights

Mons. Cordileone concorda un risarcimento multimilionario per chiudere oltre 500 casi di abusi nell’arcidiocesi di San Francisco

3 Luglio 2026

Don Ciro Panigara condannato a 5 anni per abusi sui bambini. La Diocesi: “Siamo vicini alle vittime”

2 Luglio 2026

Abusi su minori, sacerdote condannato a 5 anni a Brescia

1 Luglio 2026

Io sono Matteo

1 Luglio 2026

L’arcidiocesi di San Francisco ha accettato di pagare 395 milioni di dollari alle vittime di abusi sessuali da parte del clero

30 Giugno 2026

Vescovo di Northampton accusato di stupro di minore

29 Giugno 2026

5Xmille

5Xmille e sostieni le vittime

5Xmille rete labuso page antique
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • Immagine 2025 12 22 202959

    Garlasco, la pista dei legali di Sempio: “Dietro la morte di Chiara un giro di pedofili”

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Delitto di Garlasco, per Savu c’è un collegamento tra la morte di Chiara Poggi e il Santuario della Bozzola

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • “Ecco cosa contiene il dossier fantasma su Emanuela Orlandi”: dopo 40 anni emerge l’indice del fascicolo segreto sparito

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • SARDEGNA: Cara CEI, tra un “solletico” e una “misericordia” sono 44 i casi di cui 36 non pubblici, le vittime 202

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Garlasco, novità su presunti abusi sessuali del santuario della Bozzola prima della morte di Chiara Poggi

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Padre Efisio Schirru, accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, rieletto provinciale.

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Violenze sessuali del clero sui minori: Protetti gli “abusatori” non le vittime

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Rete L'ABUSO

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • 5Xmille e sostieni le vittime
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Accedi o Registrati al Portale

Effettua il tuo accesso

login Accedi o registrti

Accedi o Registrati al Portale

Puoi farlo con un CLICK utilizzando i tuoi account social

Accedi con Facebook  Accedi con GOOGLE

In alternativa puoi registrarti compilando il modulo che trovi QUI

Accedi registrati

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Login / Registrati

Password dimenticata?
Registrati

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.