• Datacenter
  • CoudMAIL
  • WebMAIL
  • Webmail Pec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU -G
  • Login UE
venerdì 24 Aprile 2026
Rete L'ABUSO
5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
ACCEDI o REGISTRATI | Login
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | Home » world » news » LA TERRIBILE STORIA DELLE CASE MAGDALENE

LA TERRIBILE STORIA DELLE CASE MAGDALENE

Redazione WebNews by Redazione WebNews
20 Novembre 2018
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

Fabio Casalini – Le Case Magdalene erano istituti femminili che avevano il compito di accogliere ragazze orfane oppure donne la cui condotta era considerata peccaminosa ed in contrasto con i pregiudizi di una società benpensante. In questi istituti, però, le ragazze erano trattate come schiave. Queste le loro storie.

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.
ADVERTISEMENT

La maggior parte di questi istituti era gestita da suore, appartenenti a vari ordini religiosi, per conto della Chiesa cattolica.
Ricostruiamo la storia di questi istituti.
Le Case Magdalene sorsero in Inghilterra ed in Irlanda nel corso del XIX secolo, avendo come scopo la riabilitazione di donne che avevano lavorato come prostitute. In Irlanda le Case prendevano il nome da Santa Maria Maddalena.

In breve tempo l’amministrazione delle Case Magdalene passò sotto il controllo della Chiesa cattolica, che ne favorì la diffusione. Le Case, inizialmente concepite come ricoveri di breve termine, si trasformarono in luoghi di rifugio di lungo periodo. Con il trascorrere del tempo, la ragione d’essere di questi istituti si allontanò sempre più dall’intento iniziale, in altre parole togliere dalla strada le prostitute nel tentativo di riabilitarle alla società, aiutandole a trovare un impiego fisso. Alle donne ospitate in questi istituti era richiesto di lavorare, spesso come lavandaie, anche contro la loro volontà.

70db5 1542538321752844
BNPS.co.uk (01202) 558833Picture: Peter WillowsSt Mary’s Training School, Dublin, 1935-1938, where Kathleen worked (pic supplied by Pat Cotton 01142372710)Kathleen Legge (77), who was forced to work at the Magdalene Laundry in Dublin, pictured at her house in Bournemouth, Dorset.

Le suore, che curavano la gestione degli istituti, spesso attuavano regole severe e provvedimenti decisi contro le ragazze che non svolgevano diligentemente i compiti loro assegnati. Nell’accettazione delle pazienti non vi era alcuna discriminazione religiosa o razziale. Dopo il ricovero, le donne erano chiamate le sorelle di Santa Margherita, ma non pronunciavano alcun voto religioso. Un fattore importante da tenere in considerazione nell’analisi di questi istituti attiene al fatto che, nella maggior parte dei casi, le donne erano trattenute contro la loro volontà. Questa “segregazione” avveniva grazie alla complicità dei familiari delle ragazze, preoccupati, nella maggior parte dei casi, di mantenere “integro” l’onore e la reputazione della famiglia. La prostituzione non era l’unica causa d’inserimento in uno di questi istituti. Tra gli altri motivi ritenuti validi per il viaggio in una Casa Magdalene vi era il fatto d’essere una madre nubile, essere considerata troppo brutta oppure l’essere stata vittima di uno stupro. Come abbiamo visto in precedenza, la maggior parte delle donne rinchiuse in questi istituti svolgeva delle mansioni quotidiane, spesso attinenti al lavoro della lavandaia. Le dure condizioni lavorative, e le rigide regole imposte dalle suore, furono i motivi che portarono alla nascita di feroci critiche alle Case Magdalene. Inoltre, fattore da non dimenticare, le ragazze prestavano manodopera non retribuita, motivo che permetteva proficui guadagni agli istituti (in Irlanda questi istituti erano conosciuti come Magdalene Laundries – Lavanderie Magdalene).
7e8f1 2

ADVERTISEMENT
L’esistenza delle Case Magdalene non fu tenuta in gran considerazione sino al 1993, quando un ordine di suore a Dublino, quelle di Nostra Signora della Carità, vendette una parte dell’istituto ad un imprenditore immobiliare, poiché avevano perso denaro con la compravendita di azioni in Borsa. Le operazioni d’ampliamento volute dall’imprenditore consentirono la scoperta di una fossa comune contenente 133 cadaveri. Le suore fecero in modo che i resti fossero cremati e seppelliti presso il cimitero di Glasnevin, dividendo il costo della sepoltura con l’imprenditore immobiliare. Più tardi emerse che vi erano altri 22 cadaveri che le sorelle chiesero di riesumare. In tutto furono riesumati e cremati 155 cadaveri. Con il tempo questa situazione generò uno scandalo pubblico.
Nel 1998 all’interno del documentario Sex in a cold climate furono intervistate ex detenute delle Case Magdalene, che riferirono di aver subito abusi sessuali, fisici e psicologici da parte di suore e preti. Ammisero altresì d’essere state completamente isolate dal mondo esterno durante il periodo di ricovero presso le strutture.

27be2 4

Nel 1999 due ragazze internate presso l’istituto Mary Norris, Josephine McCarthy e Mary-Jo McDonagh, fornirono resoconti sui maltrattamenti subiti dai collaboratori della struttura.
Le accuse sulle condizioni nei conventi e sul trattamento dei detenuti furono trasformate in un film nel 2002, The Magdalene sisters, scritto e diretto da Peter Mullan.
Nel giugno del 2011, Mary Rafferty scrisse sul giornale The Irish Time che all’inizio degli anni quaranta del secolo scorso alcune istituzioni statali irlandesi, tra cui l’esercito, passarono dall’utilizzo di lavanderie commerciali alle Magdalene laundries. La risposta fu abbastanza sconcertante poiché riferiva che i contratti contenevano un’equa clausola salariale, sebbene le ragazze delle Case Magdalene non percepissero compensi.
Ricordando la forte connotazione cattolica dell’Irlanda, come si comportò il governo?
2acd1 1542385065533029Dal 2001 il governo irlandese riconobbe che le donne ospitate nelle Case Magdalene erano vittime d’abusi. Pur tuttavia resistette alle richieste d’indagini ed alle proposte di risarcimento poiché, secondo il governo irlandese, le lavanderie erano gestite privatamente e gli abusi avvenuti al loro interno non erano di competenza governativa. Nel frattempo era nata un’associazione a difesa delle ragazze che avevano vissuto all’interno delle istituzioni cattoliche, Justice for Magdalenes. L’associazione sosteneva che le condizioni all’interno delle lavanderie e lo sfruttamento delle lavoratrici erano palesi violazioni dei diritti umani. Non ottenendo risposta dal governo irlandese, Justice for Magdalenes presentò il caso al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura che, il 6 giugno del 2011, invitò il governo irlandese ad indagare sulle accuse di tortura all’interno delle Case Magdalene. Il governo fu obbligato ad istituire una commissione d’inchiesta. Il 5 febbraio del 2013 il comitato pubblicò i risultati delle indagini: furono trovate prove di una rilevante collusione tra stato ed istituti cattolici.
f4600 5La commissione d’inchiesta rilevò significativi abusi verbali nei confronti delle donne-lavoratrici, ma non vi erano evidenze d’abusi fisici o sessuali regolari. Il 19 febbraio dello stesso anno, il primo ministro Enda Kenny rilasciò formali scuse di stato definendo le lavanderie come la vergogna della nazione: “Io come primo ministro, a nome dello Stato, dichiaro che il governo si pente profondamente e si scusa incondizionatamente con tutte quelle donne per il danno che è stato fatto loro e per ogni dolore che hanno sofferto come conseguenza del tempo che hanno trascorso all’interno di una lavanderia Magdalene”. Il primo ministro dichiarò altresì che lo stato aveva in previsione il risarcimento da offrire alle vittime delle lavanderie cattoliche. Le reazioni del mondo cattolico non si fecero attendere. Sorvolando sulle interviste rilasciate, in forma anonima, da diverse suore – che manifestavano disappunto per l’inchiesta poiché convinte di aver servito il paese – e da alcune associazioni sorte a difesa delle Case Magdalene, importante fu la presa di posizione che giunse dagli Stati Uniti dove era sorta un’associazione a tutela delle suore e degli istituti cattolici. Il presidente di tale istituzione cattolica dichiarò “che nessuna donna era stata imprigionata, ne costretta contro la propria volontà a rimanere”. Altresì affermò che “si tratta di una bugia” e che le donne alloggiate, presso tali istituzioni, “erano prostitute o candidate a per la professione più antica del mondo”.
Le istituzioni religiose che si occupavano delle Case Magdalene si rifiutarono categoricamente di partecipare alla creazione del fondo per il risarcimento delle vittime della loro opera caritatevole.
L’ultima Casa Magdalene è stata chiusa il 25 settembre del 1996.
A tutt’oggi non esiste una statistica esatta di quante donne siano state ospitate all’interno delle istituzioni cattoliche divenute lavanderie nel corso del tempo.
https://www.viaggiatoriignoranti.it/2018/11/la-terribile-storia-delle-case-magdalene.html
ADVERTISEMENT
ADVERTISEMENT
Previous Post

Parole opere e omissioni, i Legionari di Cristo si sciacquano la coscienza sul caso di Vladimir Reséndiz Gutiérrez, sotto processo ma volato in Messico

Next Post

Negli Usa una class action contro Vaticano e vescovi

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

ArticoliCorrelati

4818172 1136 prete
Emilia Romagna

Il sacerdote resta in carcere E spunta un’altra brutta storia

by Redazione WebNews
11 Maggio 2009

Il prete avrebbe confermato ai poliziotti di aver avuto un rapporto sessuale col ragazzino in canonica. Gli accertamenti sulla vittima...

unnamed
Calabria

Don Roberto Mastro, il dottor Jekyll a processo per abusi su 17 minori di 14 anni

by Redazione WebNews
15 Aprile 2014

Amici di Simeri Crichi, Catanzaro, Crotone e zone limitrofe, ecco che succede a due passi da casa vostra, nel silenzio...

917907 1378904184 1289 kS1E U10602910341091M 700x394@LaStampa.it

Abusi sessuali su minori a Castelletto Ticino

14 Aprile 2013
972703 donGelmini 300x168 1

Don Gelmini, una perizia potrebbe far sospendere il processo

7 Febbraio 2014
roma prostituzione di ragazzini 1281436

Allarme a Roma, bimbi si prostituiscono anche a 10 anni

20 Febbraio 2020
1.4.22 Thorp sex abuse

20 anni dopo “Spotlight” del Boston Globe, abbiamo bisogno di un database nazionale del clero accusato

8 Gennaio 2022
2. Apertura Giada 1 567x1024 1

Caso don Marino, lo sfogo di Giada Vitale: «La Chiesa non mi aiuta»

10 Aprile 2019
vaticano

Intercettare un prete? Bisognerà informare il Vaticano, informare anche delle indagini

19 Maggio 2010
WhatsApp Image 2022 09 13 at 15

Abusi su minori, ora l’ex parroco va in cura

12 Gennaio 2023
sit in pedofilia

Una vittima telefona in Vaticano; quali risposte ? (contiene audio telefonate)

22 Aprile 2018
Load More
Next Post
4363d3ee a192 11e8 80c5 5c4b2629bd5b basilica di san pietro cupola R86c9eyy0LeF9njq6fd1m9O 1024x576@LaStampa.it

Negli Usa una class action contro Vaticano e vescovi

d37f3f10ef8003988fd882830b570d5f 690 0 N

"Abominevoli gli abusi del prete"

20121214 brunelleschi

Pedofilia nella chiesa, torna l'incubo don Cantini. Scoop di Panorama con documenti inediti e omissioni curia Firenze

Ti sei già tesserato?

Tesseramento Soci

Tesseramento Soci
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Highlights

Abusi e pedofilia, tre passi decisivi per proteggere le vittime

Violenza sessuale su due ragazzine, condanna definitiva per un catechista

EL PAÍS consegna al Vaticano un rapporto con 24 persone accusate di pedofilia nella Chiesa in America

Il bilancio Chi è stato indennizzato dalla Chiesa, in Ticino, per abusi

La Cei, su abusi mai eludere anche le conseguenze giudiziarie – Le vittime, ‘Chiesa disonesta, noi vittime di propaganda falsa e per nulla riparativa’

Il dilemma della Chiesa

5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • I tribunali hanno confermato la designazione dei Testimoni di Geova come ‘setta distruttiva’.

    I tribunali hanno confermato la designazione dei Testimoni di Geova come ‘setta distruttiva’.

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • San Marino – ‘Caso Pedofilo’: in esame il pdl dell’opposizione per l’istituzione di una commissione d’inchiesta politica

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Violenza sessuale su due ragazzine, condanna definitiva per un catechista

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Quasi 4.400 persone abusate da preti in Italia, denuncia un gruppo di vittime

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Una ex monaca di clausura racconta la vita monastica tra omosessualità e stupri a cielo aperto

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Pedofilo, bocciata la Commissione d’inchiesta

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Violenza sessuale su minori: fissato il processo per don Ciro Panigara

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
Rete L'ABUSO

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento Soci
  • Privacy policy
  • Cookie Policy
  • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

recaptcha placeholder image

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

recaptcha placeholder image

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Login / Registrati

recaptcha placeholder image
Password dimenticata?
Registrati
Or

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.