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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | Home » world » news » Perché Francesco ha sposato due sconosciuti, ma rifiuta di ascoltare testimoni scomodi

Perché Francesco ha sposato due sconosciuti, ma rifiuta di ascoltare testimoni scomodi

Redazione WebNews by Redazione WebNews
23 Gennaio 2018
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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di Sandro Magister

Puntuali, le parole dette da papa Francesco ad alta quota, questa volta durante il suo volo di ritorno dal Perù a Roma, nella notte tra il 21 e il 22 gennaio, hanno prodotto l’ennesima grande confusione:

> Video della conferenza stampa di papa Francesco

Sono stati due gli argomenti esplosivi della conferenza stampa, entrambi localizzati in Cile: la sorte del vescovo di Osorno, Juan de la Cruz Barros Madrid, e il matrimonio-lampo celebrato dal papa tra una hostess e uno steward, durante il volo da Santiago a Iquique.

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In questo secondo caso Francesco ha detto d’aver giudicato all’istante che “tutte le condizioni erano chiare” per la validità del sacramento e quindi che si potesse celebrarlo da subito. Per maturare tale certezza ha spiegato che gli sono bastate le parole dei due sposi.

Riguardo al vescovo di Osorno, è avvenuto l’opposto. Il papa ha detto che ha “studiato e ristudiato” a lungo il caso, ma gli sono mancate le “evidenze” della sua colpevolezza. E per questo mantiene il vescovo alla testa della diocesi, nonostante le accuse che continuano ad essere portate contro di lui, accuse che per il papa sono in realtà “calunnie”.

In Cile, rispondendo seccamente alla domanda di un giornalista, Francesco aveva parlato non di “evidenze” mancanti, ma di “prove”. E dell’uso di quest’ultima parola – in realtà poco o per niente diversa dalla precedente – ha chiesto scusa in aereo. Ha mantenuta ferma, invece, la correttezza della parola “calunnia” da lui applicata a chi si dice vittima di abusi sessuali di cui il vescovo sarebbe stato a conoscenza.

Ha anche detto, però, di non aver mai dato retta alle “vittime” perché né “sono venute” né “si sono presentate” da lui. Quando in realtà esse hanno chiesto più e più volte, pubblicamente, di essere ascoltate dal papa, affinché potesse verificare sulla base delle loro testimonianze proprio quelle “evidenze” che egli continua a dire mancanti.

Durante il volo di ritorno a Roma, Francesco ha inoltre fornito una nuova esegesi della lettera da lui scritta ai vescovi cileni il 31 gennaio del 2015 e resa nota da “Associated Press” alla vigilia di questo viaggio in Cile.

Da com’era scritta quella lettera, infatti, sembrava di capire che anche papa Francesco in persona ritenesse giusto, fino a tutto il 2014, l’esonero di quel vescovo, salvo poi mutare parere e promuoverlo, il 10 gennaio del 2015, alla sede di Osorno.

Ma ora pare che non sia stato così. Dalle parole dette da Francesco in aereo si dovrebbe ricavare che egli abbia da sempre ritenuto quel vescovo “bravo e buono”, anche quando “qualche persona della conferenza episcopale” cilena voleva che rinunciasse. E infatti non una ma due volte il papa ha detto di aver respinto la sua rinuncia, sia prima che dopo la nomina ad Osorno, perché accettarla avrebbe significato “ammettere la sua colpevolezza”, quando invece, ha scandito: “Sono convinto che sia innocente”.

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In questo groviglio di contraddizioni, resta non spiegato perché alle vittime della guida spirituale del vescovo di Osorno, il sacerdote Antonio Karadima, sia stato dato amplissimo credito, arrivando rapidamente alla condanna canonica del reprobo, mentre ad alcune di queste stesse vittime non viene dato invece credito e neppure ascolto, quando accusano il vescovo.

Nella conferenza stampa in aereo, Francesco ha inoltre detto di aver “ringraziato” il cardinale Sean O’Malley, capo della pontificia commissione per la tutela dei minori, per le parole da lui dette sulla questione.

In realtà, la nota pubblicata dal cardinale il 20 gennaio sul sito della sua arcidiocesi di Boston, è tutt’altro che consonante con il papa.

O’Malley ha detto che “è comprensibile che quelle parole di Francesco siano state fonte di grande dolore per le vittime di abusi sessuali”, perché “espressioni come: ‘se non puoi dimostrare le tue accuse, non puoi essere creduto’ relegano le vittime nell’esilio del discredito”:

> Cardinal O’Malley: Pope caused “great pain” for abuse survivors in Chile

Tornando al matrimonio-lampo benedetto da Francesco in volo tra Santiago del Cile e Iquique, va notato che tale sbocco era stato fatto presagire dagli stessi sposi già un mese prima, in un’intervista al quotidiano cileno “El Mercurio” del 19 dicembre:

> Con emoción y nerviosismo: Tripulación del avión que trasladará al Papa en Chile cuenta cómo recibieron la noticia

Sull’aereo, però, tutto è sembrato essere accaduto di sorpresa, a giudicare dal video della “breaking news” data subito dopo dagli stessi sposi ai giornalisti in volo con loro:

> Il papa: “Vi sposo, dai, facciamolo!”

E anche Francesco – stando a quanto da lui detto durante il volo per Roma – sembra sia stato colto di sorpresa dall’idea di sposare la hostess e lo steward, ma abbia deciso di procedere all’istante, dando immediato credito ai due.

E al giornalista che in conferenza stampa gli ha chiesto “che cosa direbbe ai parroci che si troveranno di fronte fidanzati intenzionati a sposarsi sugli aerei o sulle navi”, ha risposto tranquillo:

“Bisogna dire ai parroci che il papa li ha interrogati bene, era una situazione regolare”.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.