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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » PRETI PEDOFILI; Depositata in Italia la prima Interrogazione Parlamentare #interrogazionepretipedofili

PRETI PEDOFILI; Depositata in Italia la prima Interrogazione Parlamentare #interrogazionepretipedofili

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
29 Novembre 2017
in Istanze alle Istituzioni
Reading Time: 6 mins read
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Un evento storico per il nostro paese che, a differenza di molti altri dell’UE, dopo lo scandalo dei preti pedofili iniziato anche in Europa nel 2009, non si era mai interessato al fenomeno, al punto che ancora oggi il Governo Italiano non è in grado di fornire dati sull’entità del problema.

Nel 2002 a sollevare per la prima volta la questione fu il Presidente degli eurodeputati Radicali Maurizio Turco che, però, non riuscì a stimolare l’interesse della politica italiana.

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Anche la Rete L’ABUSO, in questi anni, ha cercato in più occasioni di sollecitare le forze politiche che, in ben tre occasioni, ci diedero udienza ma non si riuscì ad arrivare al deposito di un documento che desse il via quantomeno ad una presa di consapevolezza, da parte del Governo e delle Istituzioni, sull’inequivocabile fatto che, anche in Italia, esiste questo problema e da quanto è emerso dalla recente denuncia contenuta nel libro di Gianluigi Nuzzi, riproposta da LE IENE nei servizi di Gaetano Pecoraro, sembra tutt’altro che sotto controllo.

Perseverare certe volte è diabolico, ma non ci siamo arresi e finalmente abbiamo trovato non solo l’attenzione, ma anche la concretezza e la disponibilità del Deputato savonese Matteo Mantero (M5s), al quale, negli ultimi mesi, abbiamo argomentato le nostre preoccupazioni, non solo legate alla fallimentare gestione del problema da parte della Santa Sede, ma sopratutto all’assenza delle istituzioni su un problema così grave per la salute psicofisica di cittadini minorenni.

L’interrogazione a risposta scritta 4/18626 depositata lunedì 27 novembre che vede come destinatari: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTERO DELL’INTERNO, MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, si basa principalmente sulle raccomandazioni avanzate alla Santa Sede il 25 febbraio 2014 dal Comitato ONU per la tutela del fanciullo, raccomandazioni alle quali la Santa Sede avrebbe dovuto rispondere il primo settembre scorso, ma non lo ha fatto.

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Anche per questo motivo è di fondamentale importanza che a mettere mano al problema siano le istituzioni, un problema che, è bene ricordare, non essere materia di fede o di libertà di religione, ma un crimine ai danni di cittadini in età minore, quindi particolarmente fragili ed indifesi.

Nel documento depositato lo scorso lunedì si interroga anche sull’efficacia del così detto “certificato antipedofilia” introdotto in Italia il 6 aprile del 2014 che, come abbiamo fatto più volte notare, presenta diverse lacune. Sono infatti esentati dall’esibire il documento i lavoratori autonomi, l’intera categoria del volontariato, scout, allenatori, sacerdoti ecc., paradossalmente le categorie che da sempre sono quelle più a rischio.

Nella conferenza stampa di questa mattina a Genova, oltre all’illustrazione dell’Interrogazione Parlamentare, si è discusso anche di alcune violazioni della Convenzione di Lanzarote e della responsabilità civile dello Stato Italiano che ha sottoscritto, come la Santa Sede, la Convenzione ONU per la tutela del fanciullo e che, di fatto, sta permettendo alla sola categoria dei sacerdoti cattolici di commettere le stesse violazioni che la Commissione ONU ha contestato alla Santa Sede, anche sul suolo italiano.

Il Presidente

Francesco Zanardi

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TESTO INTEGRALE;

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18626

presentato da

MANTERO Matteo

testo di

Lunedì 27 novembre 2017, seduta n. 891

   MANTERO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.— Per sapere – premesso che:

   il comitato sui diritti del fanciullo dell’Onu ha esaminato il secondo rapporto periodico della Santa Sede e ha adottato, nella sua 1875a seduta, tenutasi il 31 gennaio 2014, le osservazioni conclusive di cui al punto 43: Il Comitato prende nota dell’impegno espresso dalla delegazione della Santa Sede di ritenere inviolabile la dignità e l’intera persona di ogni fanciullo. Il Comitato cionondimeno esprime la sua più profonda preoccupazione circa l’abuso sessuale sul bambino commesso dai membri degli ordini cattolici che operano sotto l’autorità della Santa Sede, con chierici che sono stati coinvolti nell’abuso sessuale di decine di migliaia di bambini in tutto il mondo. Il Comitato è gravemente preoccupato per il fatto che la Santa Sede non ha riconosciuto l’entità dei crimini commessi, non ha preso le misure necessarie per affrontare i casi di abuso sessuale sul bambino e per proteggere i bambini, e ha adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione dell’abuso da parte dei perpetratori e all’impunità degli stessi. Il Comitato è particolarmente preoccupato del fatto che:

    «Ben noti autori di abusi sessuali su bambino sono stati trasferiti di parrocchia in parrocchia o in altri Paesi nel tentativo di tenere nascosti tali crimini, una pratica documentata da numerose commissioni nazionali d’inchiesta. La pratica della mobilità dei criminali, che ha permesso a molti preti di rimanere in contatto con i fanciulli e di continuare ad abusare di loro, tuttora pone i fanciulli di molti Paesi ad alto rischio di abuso sessuale, poiché dozzine di autori di abusi sessuali sul bambino sono segnalati essere tuttora in contatto con fanciulli; (…)

    i casi di abuso sessuale su bambino, quando affrontati, sono stati trattati come gravi delitti contro la morale tramite procedimenti riservati previsti per misure disciplinari che hanno permesso a un’ampia maggioranza di autori di abuso e a quasi tutti quelli che hanno nascosto l’abuso sessuale sul bambino di sfuggire ai procedimenti giudiziari negli Stati dove gli abusi sono stati commessi;

    a causa del codice del silenzio imposto a tutti i membri del clero sotto pena di scomunica, i casi di abuso sessuale su bambino non sono quasi mai stati denunciati alle autorità per l’applicazione della legge nei Paesi dove tali crimini sono stati commessi. Al contrario, casi di suore e preti ostracizzati, degradati e licenziati per non aver rispettato l’obbligo del silenzio sono stati denunciati al Comitato così come casi di preti che hanno ricevuto congratulazioni per essersi rifiutati di denunciare gli autori di abuso su bambino, come dimostrato nella lettera indirizzata dal Cardinale Castrillon Hojos al Vescovo Pierre Pican nel 2001;

    denunciare alle autorità nazionali per l’applicazione della legge non è mai stato reso obbligatorio e ciò è stato esplicitamente rifiutato in una lettera ufficiale indirizzata ai membri della Conferenza episcopale Irlandese dal Vescovo Moreno e dal Nunzio Storero nel 1997. In molti casi, le autorità della Chiesa, incluso al più alto livello della Santa Sede hanno mostrato riluttanza e in alcuni casi, hanno rifiutato di cooperare con le autorità giudiziarie e le commissioni nazionali d’inchiesta.

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    Limitati sforzi sono stati fatti per mettere in grado i fanciulli iscritti nelle scuole e istituzioni cattoliche di proteggere se stessi dall’abuso sessuale» –:

   quali iniziative il Governo abbia intenzione di mettere in atto al fine di prevenire e reprimere il fenomeno degli abusi sessuali;

   se intenda assumere iniziative normative volte ad estendere l’obbligo di richiedere il cosiddetto certificato antipedofilia per tutte le categorie oggi esenti, che vengono a contatto con minori, anche per attività di volontariato o dove non è previsto un rapporto di lavoro subordinato;

   se e di quali elementi statistici disponga il Governo circa i procedimenti, definiti e ancora pendenti, nelle procure della Repubblica per reati sessuali contro minori, che vedono indagati o imputati ministri di culto;

   se e quali iniziative intenda assumere il Governo, per quanto di competenza, nell’ambito dei rapporti bilaterali con la Santa Sede, al fine di valutare l’opportunità dell’istituzione di un fondo per i risarcimenti a favore delle vittime dei reati di molestie e abusi sessuali perpetrati da ministri di culto in Italia;

   se e quali iniziative il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, nell’ambito dei rapporti bilaterali con la Santa Sede, per promuovere il rafforzamento dello scambio di informazioni ovvero per introdurre strumenti di cooperazione finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati di molestie e abusi sessuali perpetrati da ministri di culto in Italia.
(4-18626)

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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