Crema, 9 novembre 2016 – È stato depositato venerdì il ricorso contro la sentenza di condanna ai danni di don Mauro Inzoli, 66 anni, l’ex presidente del Banco alimentare, esponente di punta di Comunione e Liberazione, ex parroco della parrocchia della SS. Trinità di Crema condannato con rito abbreviato lo scorso giugno a quattro anni e nove mesi di reclusione per abusi sessuali su cinque minori di età compresa da 12 a 16 anni. Lo comunica il suo avvocato, il legale milanese Corrado Limentani, che ha assistito, insieme al collega Nerio Diodà, il prete cremasco per tutto l’iter giudiziario, cominciato nel giugno del 2014 all’indomani della sentenza definitiva del Vaticano.
«Abbiamo presentato il ricorso con tre settimane d’anticipo rispetto ai tempi concessi – afferma Limentani – e abbiamo speranze che in appello a Brescia si possa assistere a una conclusione molto diversa. Riteniamo che sia sui capi d’imputazione, sia su alcune aggravanti ci sia ragione di credere a una decisione diversa da parte del giudice». In pratica l’avvocato ritiene che la pena comminata al suo assistito sia stata troppo severa. I cinque minori abusati sono stati risarciti prima del processo di Cremona con 25 mila euro ciascuno e questo avrebbe fatto sperare in una pena meno severa. Ricordiamo che il procuratore Roberto Di Martino, che ha sostenuto l’accusa, aveva chiesto nove anni di reclusione che, ridotti per il rito, erano diventati sei anni e che il giudice Letizia Platè aveva deciso di condannare don Mauro a quattro anni e nove mesi.
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