A leggere questi due SMS, tra le altre cose agli atti, sembrerebbe che don Marino Genova già nel 2012 fosse più che cosciente di esercitare una notevole influenza su Giada Vitale e ammette di non averla protetta. Eppure il tribunale sembra non aver voluto tenere conto di questo dato e scrive che il sacerdote non era in grado di somministrare il test “Minnesota”.
Ma sembrerebbe che il sacerdote non ne avesse affatto bisogno, stando a quanto ha scritto, era perfettamente cosciente di quanto stava accadendo.
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