Incalzato dal giudice McClellan, il cardinale Pell ha sostenuto di essere all’oscuro dei 138 abusi ai danni di 53 vittime commessi dal prete Gerald Ridsale con parole che hanno fatto sobbalzare i giudici: «Una storia triste l’ha definita il prelato – ma che per me non era di grande interesse». Nessuno, ha detto il cardinale, ipotizzò mai che quei sacerdoti «fossero pedofili e che venissero allontanati per questo motivo». Tentare di applicare una giustificazione similare ad alcuni casi italiani, sarebbe tuttavia un autentico funambolismo che sfida il buon senso. Perché nella mappa degli abusi sessuali commessi da religiosi in Italia, non ci sono soltanto i 117 religiosi condannati con sentenza definitiva tra il 2000 e il 2014, e i 67 ancora indagati o in attesa di sentenza. Ma ci sono anche alcuni casi, troppi casi, che sono di certo «storie tristi», e di sicuro interesse per tutti, prelati compresi. Il nostro viaggio parte dalla diocesi di Locri-Gerace, dove nel 2006 approda l’allora 32enne don Francesco Rutigliano. Pugliese di nascita, il giovane è al primo anno di sacerdozio, affidato alle parrocchie di Bivongi e Pazzano. Ma a Riace, provincia di Reggio, qualcosa di brutto accade quasi subito. Perché tra il 2006 e il 2008 don Francesco abusa di una giovane vittima di 14-15 anni, dalla psiche fragile e dal vissuto piuttosto travagliato. I fatti vengono alla luce soltanto nel 2011, quando a sancire la colpevolezza di Rutigliano è il decreto di condanna della Congregazione per la Dottrina della Fede del 20 giugno 2011.
Secondo quanto si apprende dal documento dell’ex Santo Uffizio, il procedimento canonico nei confronti del sacerdote è cominciato due anni prima, quando «il 12 giugno 2009 venne accusato davanti a questo Tribunale per abuso su minori avvenuto a danno del Sig (omissis) nel periodo fra il 2006 e il 2008». Le accuse, precisa il decreto, «riguardavano ripetute molestie, baci, toccamenti, nonché atti sessuali completi avvenuti in molteplici occasioni».Pertanto, conclude il Tribunale ecclesiastico, «il Rev. Rutigliano è dichiarato colpevole del delitto di abuso di minore, con l’aggravante dell’abuso di dignità o ufficio, commesso nei confronti del Sig… (omissis) nel periodo fra il 2006 e il 2008». Le gravissime responsabilità imputate a don Francesco si traducono in una sospensione temporanea di quattro anni dall’esercizio di qualunque ministero pubblico, che fanno salva possibilità di dire messa in forma privata. Il prete pugliese viene trasferito pertanto presso il Santuario dell’Amore misericordioso di Collevalenza a Todi, in provincia di Perugia, dove secondo buon senso dovrebbe rimanere appartato per i successivi 4 anni. Ma come documentato da «l’Abuso», associazione di vittime di preti pedofili, don Francesco è ospite nel 2013 dell’ambasciatore di Spagna in occasione della Cerimonia dell’Omaggio floreale alla Sacra Effige dell’Immacolata, in piazza di Spagna a Roma. E nel febbraio del 2014 partecipa al concistoro dei Vescovi indetto da Papa Francesco in piazza San Pietro. «Il responsabile di abusi sessuali su minori», scrive Rete L’abuso, «andava e veniva alle occasioni importanti in Vaticano, sia con Papa Ratzinger (2013) sia con Papa Francesco (2014)».
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