Don Mauro condannato a 6 anni
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Bambole gonfiabili con le sembianze di bambine per controllare gli impulsi sessuali dei pedofili. Sono circa dieci anni che l’imprenditore giapponese Shin Takagi ha fondato l’aziendaTrottle, specializzata nella vendita esclusiva ai quattro angoli del globo di impressionanti bambolotti con i tratti del viso e del corpo soprattutto femminili che paiono veri.
Il sito web The Atlantic ha incontrato Takagi e ne ha poi pubblicato una lunga intervista. L’uomo, che a quanto risulta ha avuto in passato problemi di pedofilia, ha spiegato che i suoi prodotti sono uno strumento per tutti coloro che, come lui, lottano contro un’attrazione sessuale difficile da cancellare nei confronti dei minori. “Dovremmo accettare socialmente che non vi è alcun modo per modificare le perversioni di nessuno”, ha affermato Takagi. “Per questo sto aiutando tante persone ad esprimere i loro desideri, in modo legale ed etico. La vita non è degna di essere vissuta se si deve vivere con un così forte desiderio represso”.
A livello medico-sanitario e psicoterapeutico esistono diversi trattamenti per la pedofilia: dalla terapia cognitivo-comportamentale ad altri interventi più drastici, come lacastrazione chimica, volti a sopprimere le pulsioni più irrefrenabili. Tentativi di cura utilizzati da tempo, anche se un’analisi condotta dalla Mayo Clinic, di Rochester nel Minnesota, ha recentemente rilevato che questi trattamenti “non mutano l’orientamento sessuale di base del pedofilo verso i bambini”. Inoltre, tra le persone che hanno effettivamente molestato i bambini, lo studio cita tassi di recidività che vanno dal 10% al 50%. Ed è qui che entra in gioco Takagi per ridurre ulteriori ‘danni’ a vittime e… carnefici. A suo parere queste stupefacenti bambole possono salvare i bambini dagli abusi sessuali, e i suoi clienti – perlopiù uomini che vivono da soli – gli scrivono e lo ringraziano per l’idea: “Spesso ricevo lettere da parte degli acquirenti. Le lettere dicono ‘Grazie per le tue bambole, così posso evitare di commettere un crimine’ ”. Tra questi, spiega sempre l’imprenditore del ‘sol levante’ ci sono anche medici, insegnanti e parecchie celebrità occidentali. Oltre a molte donne che comprerebbero le bambole per ‘appianare un desiderio di maternità inespresso’.
Basta fare un breve tour sul sito e l’estrema varietà e verosimiglianza delle bambole di Takagi con le vere bambine lascia esterrefatti e anche parecchio nauseati. Si va dalla classicascolaretta made in Japan a bimbe in mutandine e reggiseno, da fanciulle con un orsetto tra le braccia a bambine di nemmeno otto-dieci anni completamente nude, magari con una mela a coprire il pube. Sempre nella home page della Trottla viene più volte specificato che “non si esportano bambole in Nord e Sud Corea, Cina, Israele e Medio Oriente (eccetto il Kuwait)”. Le bambole non hanno nomi, ma solo codici di vendita. Inoltre, come spiega Takagi al corrispondente di Tokyo di The Atlantic, la soluzione chimica che usa per creare la pelle delle sue creature è cancerogena e con effetti tossici su cervello, fegato e reni. “Tutti i miei dipendenti sono ex militari e possono lavorare con il materiale velenoso solo due giorni a settimana, indossando obbligatoriamente maschera e guanti di protezione – ha detto Takagi – Mi chiedo spesso cosa mi ucciderà prima: le sigarette che fumo o questa sostanza”.
Michael Seto, psicologo e sessuologo presso l’Università di Toronto, ha riferito a The Atlantic che ci sono due tipi diversi di pedofilo: “Per alcuni la possibilità di un accesso ‘artificiale’ alla pornografia infantile o di bambole del sesso può essere uno sbocco sicuro per i propri impulsi sessuali riducendo la probabilità di cercare pornografia infantile o di violenza sessuale su bambini veri; per gli altri, i sostituti in lattici potrebbero addirittura aggravare il loro senso di frustrazione”. Insomma, per ora, gli effetti ‘curativi’ delle bambole di Takagi sembrano soprattutto per le sue entrate commerciali.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/16/giappone-bambole-gonfiabili-bambine-per-controllare-gli-impulsi-dei-pedofili/2380318/
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso
