ALBENGA. Riceve nel suo ufficio nel palazzo vescovile chiunque gli chieda conforto, alle 17 dice messa nella cappella privata insieme al fratello e poi si trasferisce nella sua abitazione. Dall’arrivo del vescovo coadiutore Borghetti, inviato dal Santo Pontefice, monsignor Mario Oliveri, 71 anni, pastore della diocesi ingauna da 25 anni (sabato alle 10 in Cattedrale la solenne messa per l’anniversario dell’ordinazione episcopale) si è ritirato ad una sorta di vita privata obbligata dall’arrivo del nuovo prelato. Ma Oliveri di dare le dimissioni dall’incarico non sembra averne nessuna intenzione. Il vescovo nominato il 4novembre 1990, sembra avere tutta l’intenzione di rimanere ancora tre anni a palazzo vescovile nonostante i messaggi arrivatigli dal Vaticano sulla necessità di un suo passo indietro per evitare imposizioni. La conferma indiretta è arrivata domenica dalle pagine dell’Avvenire.
«Sarei disposto ad affrontare altri 25 anni di episcopato» ha ribadito nell’intervista rilasciata al giornale cattolico a voler ribadire un’intenzione capace di irretire i suoi superiori. Una lunga chiacchierata nella quale monsignor Mario Oliveri sembra volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe di fronte agli ultimi accadimenti. Sottola sua gestione,la diocesi di Albenga e Imperia ha vissuto uno dei periodi più delicati e costellato da scandali e inchieste. La condanna per pedofilia di don Luciano Massaferro, con la presa di posizione di Oliveri a favore del parroco alassino, è stata la più eclatante. Ma non l’unica.
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