• Datacenter
  • CoudMAIL
  • WebMAIL
  • Webmail Pec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU -G
  • Login UE
venerdì 17 Aprile 2026
Rete L'ABUSO
5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
ACCEDI o REGISTRATI | Login
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | Home » world » news » Lo schiaffo del Papa al nunzio: sarà processato da un tribunale di laici

Lo schiaffo del Papa al nunzio: sarà processato da un tribunale di laici

Si apre l’11 luglio il processo a monsignor Wesolowski, l’arcivescovo polacco accusato di pedofilia. Tutto quello che c’è da sapere.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
10 Luglio 2015
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

L’appuntamento è fissato per la mattina dell’11 luglio presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, a due passi da Casa Santa Marta dove vive Papa Francesco. Mentre il pontefice è in viaggio in America Latina a migliaia di chilometri di distanza, si apre una pagina nuova nella storia della giustizia vaticana: per la prima volta all’interno delle mura leonine viene giudicato un arcivescovo accusato di pedofilia. Si tratta dell’ex nunzio polacco nella Repubblica Domenicana, monsignor Jozef Wesolowski. Non solo. Per la prima volta nella storia un arcivescovo di Santa Romana Chiesa sarà processato da un collegio giudicante interamente composto da laici: il presidente sarà infatti Giuseppe Dalla Torre, affiancato dai giudici Piero Antonio Bonnet e Paolo Papanti Pelletier. Giudice supplente: Venerando Marano. Cancelliere: Raffaele Ottaviano. L’accusa sarà impersonata dal promotore di giustizia Gian Piero Milano e dai suoi due «aggiunti»: Alessandro Diddi e Roberto Zannotti. La difesa del monsignore è affidata all’avvocato Antonello Blasi che era stato indicato come legale d’ufficio all’atto dell’arresto (il 22 settembre 2014) e poi è stato confermato come avvocato di fiducia.

Di cosa è accusato il monsignore polacco?
I fatti sono noti: l’arcivescovo Wesolowski, buon amico di san Giovanni Paolo II e del suo segretario, il cardinale Stanislaw Dziwisz, è stato nominato nunzio nella Repubblica Domenicana e delegato apostolico a Porto Rico il 24 gennaio 2008. Cinque anni dopo, il 21 agosto 2013 è costretto a dimettersi travolto dalle accuse di aver ripetutamente abusato negli anni di bambini domenicani costretti a prostituirsi e di possedere nei suoi computer una mole ingente di foto e filmati pedopornografici. Il grande accusatore è un diacono locale, suo assistente, che ha denunciato di essere stato costretto dall’arcivescovo a procurargli continuamente bambini per rapporti sessuali. Wesolowski, nonostante le accuse, è rimasto a lungo al suo posto, finché un’inchiesta condotta dalla giornalista televisiva Piera Nuria e le proteste dei vescovi locali, non hanno spinto la Santa Sede a sollevarlo dall’incarico e richiamarlo a Roma nell’agosto 2013. Nel frattempo era già stato aperto un fascicolo a suo carico anche dalla procura della Repubblica Domenicana. Ma a quanto pare neppure durante il suo soggiorno a Roma, presso la Casa internazionale del Clero a via della Scrofa, Wesolowski ha smesso di compiere i suoi crimini: secondo l’accusa pure in quel periodo avrebbe continuato a raccogliere e immagazzinare nel suo computer materiale pedopornografico, costringendo così la magistratura vaticana ad arrestarlo e a rinchiuderlo nella Casa dei Penitenzieri. Attualmente, per ragioni di salute in attesa del processo, la carcerazione preventiva dell’arcivescovo polacco è stata convertita in obbligo di dimora, nello stesso luogo, senza la possibilità di allontanarsi dalla Città del Vaticano.

Wesolowski ha già subito un processo canonico?

L’arcivescovo è già stato processato dalla giurisdizione canonica: la Congregazione per la dottrina della fede (l’organismo competente a giudicare i cosiddetti «delicta graviora» come le violenze sui minori) ha acquisito dalla magistratura domenicana le prove a carico di Wesolowski (i verbali delle testimonianze dei bambini e dei suoi collaboratori, le testimonianze dei vescovi del luogo, le perizie informatiche) e lo ha condannato alla pena più grave, cioè la riduzione allo stato laicale. Si è trattato di un processo «penale amministrativo canonico». Ora si attende il deposito della sentenza contro la quale, molto probabilmente, il presule farà appello. Intanto però la decisione dell’ex sant’Uffizio è già esecutiva: il monsignore polacco non solo è stato dimesso dal corpo diplomatico della Santa Sede ma gli è stato anche tolto lo stato clericale.
Tuttavia il Papa, anche come segnale da dare all’esterno, ha fortemente voluto che Wesolowski venisse processato pure dinanzi a un tribunale civile come è, a tutti gli effetti, quello presso lo Stato della Città del Vaticano. Per fare questo ci sono voluti due precisi atti normativi: il primo è un «Motu Proprio» (cioè una legge emanata direttamente dal Papa) dell’11 luglio 2013, intitolato «Ai nostri tempi», che estende la giurisdizione del tribunale vaticano anche ai pubblici ufficiali della Santa Sede, come era il nunzio polacco. Il secondo è un «rescritto di udienza» di Francesco del settembre scorso che ha autorizzato il Tribunale vaticano a processare l’arcivescovo. Di norma, infatti, arcivescovi e vescovi potrebbero essere giudicati solo da un’apposita commissione di tre membri nominata personalmente dal Papa. Il «rescritto» papale invece demanda il giudizio al Tribunale composto da soli laici.

L’ex nunzio può essere processato due volte?
Tra la giurisdizione penale canonica e quella penale civile, di fronte al Tribunale vaticano non vi è alcuna sovrapposizione né interferenza, ha sottolineato il promotore di giustizia, Gian Piero Milano, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il 31 gennaio scorso. Ha respinto così la tesi di quanti sostengono che il prelato polacco non può essere giudicato dalla giurisdizione vaticana perché già condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede. «Ci si è posti il dubbio se l’esistenza di una concorrente giurisdizione di organi statuali vaticani (il nostro Tribunale) e di organi canonici (la Congregazione per la dottrina della fede) su una medesima fattispecie penale potesse costituire violazione del principio generale “ne bis in idem” (“non due volte per la stessa cosa”, ndr)», riferisce Milano. E risponde che tale dubbio è da fugare poiché «altro sono le sanzioni previste dalle leggi penali vaticane, altro le sanzioni canoniche attribuite alla competenza della Congregazione per la dottrina della fede nei confronti dei chierici. Nelle prime si realizza la giurisdizione dello Stato, per le seconde opera la giurisdizione sullo status (del sacerdote, del vescovo ecc. ndr)».

Quali pene rischia Wesolowski?
Sono due i principali capi di accusa a carico del monsignore: anzitutto la detenzione di materiale pedopornografico con l’aggravante dell’ingente quantità. Si parla di centinaia di migliaia di file di foto e filmati rinvenuti nel computer della nunziatura e nel portatile dell’arcivescovo, che Wesolowski avrebbe continuato a raccogliere anche quando ormai era stato richiamato a Roma a partire dall’agosto 2013. In questo caso si applica la legge VIII emanata da Papa Francesco nel luglio 2013 che sanziona proprio questo tipo di reati. Il presule rischia fino a 24 mesi di carcere che possono però essere aumentati a discrezione del giudice a causa delle aggravanti.
Per i reati di violenza sui minori, che il monsignore polacco avrebbe compiuto invece nella Repubblica Domenicana, si deve applicare il codice penale Zanardelli del 1889, che il Vaticano recepì nel suo ordinamento ed è tuttora vigente. Si può ben immaginare che quel codice non prevedeva i reati di pedofilia come li intendiamo oggi. Tuttavia al caso di Wesolowski si possono applicare gli articoli 335 e 372 che sanzionano «la corruzione mediante atti di libidine» (pena prevista: fino a 30 mesi di reclusione) e le «lesioni personali gravi» comminando pene che possono andare da uno a cinque anni secondo la gravità. Nelle lesioni personali gravi sono compresi anche i danni psicologici. Sommando tutte le pene previste, Wesolowski rischia fino a 9 anni di carcere.

Quanto durerà il processo?

Le indagini, ormai concluse, sono durate oltre otto mesi: sono state coordinate dal promotore di giustizia Milano e condotte dalla gendarmeria vaticana sotto la responsabilità del comandante, Domenico Giani. Gli inquirenti vaticani hanno acquisito dalla Congregazione per la dottrina della fede il materiale probatorio che era giunto dalla Repubblica Domenicana. Tuttavia, poiché il processo si svolgerà secondo le norme del codice di procedura penale Finocchiaro-Aprile del 1913, ammodernato con la legge IX del 2013, la fase dibattimentale sarà molto importante. Fondamentali saranno le prove che verranno portate dinanzi al tribunale. Non è da escludere che la difesa chieda la perizia psichiatrica per il monsignore, mentre l’accusa potrebbe portare in aula dei testimoni. La magistratura domenicana ha fornito documenti e verbali con i racconti delle vittime ma il Vaticano potrebbe presentare richiesta di rogatoria per portare altre prove e testimonianze: a cominciare dal diacono Francisco Javier Occi Reyes, ex collaboratore del nunzio e ora suo grande accusatore. Arrestato dalla polizia domenicana, il diacono avrebbe rivelato di essere stato lui ad avvicinare i bambini poveri per portarli all’arcivescovo. Per questa ragione potrebbe essere chiesta anche una rogatoria alla Repubblica Domenicana.
La prima udienza del processo, l’11 luglio, sarà certamente pubblica ma è molto probabile che, riguardando reati su minori, la difesa chieda che le udienze successive si svolgano a porte chiuse. Il processo entrerà nel vivo tra settembre e ottobre. Si prevede che per giungere alla sentenza ci vorrà almeno un anno. Se condannato, Wesolowski avrà facoltà di appello.

ADVERTISEMENT

http://www.panorama.it/news/urbi-et-orbi/lo-schiaffo-del-papa-al-nunzio-pedofilo-sara-processato-da-un-tribunale-di-laici/

ADVERTISEMENT
ADVERTISEMENT
Previous Post

Marsala, “Molestie telefoniche”: assolto don Vito Caradonna

Next Post

Wesolowski malato, processo rinviato

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

ArticoliCorrelati

audiencia13
Cronaca e News

Il Papa annuncia un viaggio a Napoli, diocesi sotto esame per casi di pedofilia

by Redazione WebNews
11 Febbraio 2019

di Franca Giansoldati Città del Vaticano – La scorsa settimana, mentre il Papa era in viaggio negli Emirati Arabi, la...

9a73d3282c4ae67b116cf3e100bb210b S
Calabria

Prete Arrestato, Il Vescovo Sapeva? E Su Facebook Nasce La Pagina “Io Sto Con Don Antonello”

by Redazione WebNews
20 Dicembre 2015

Dopo lo scandalo di ieri dovuto all’arresto del parroco di Messignadi Don Antonello Tropea, accusato di aver avuto rapporti orali...

20180611 121330 A5979D1E

Abusi, Papa accetta dimissioni dei primi tre vescovi cileni

11 Giugno 2018
unnamed 1

«Preti pedofili, il mio film in cerca di verità»

18 Febbraio 2016
elisa claps 1200x900 1

Elisa Claps, parla il fratello: “Ho le prove, un sacerdote sapeva dov’era mia sorella”

25 Aprile 2014
DiegoDallaPalma 300x294 1

LA PAURA DELL’UOMO (IN) NERO

15 Novembre 2014
bambina stuprata nel condominio di casa trovate tra le scale sanguinante internapoli 2167327

«Io violentata dal prete durante le vacanze con l’oratorio»: la curia di Milano avvia un’indagine

18 Ottobre 2020
image

Dopo le ‘voci’ su don Rialti scatta l’inchiesta su presunta pedofilia. Tutti sorpresi: parrocchiani, curia e Madonnina del Grappa

6 Aprile 2012
Abusi, il brutto caso del vescovo «insabbiatore» ora accusato anche dal predecessore apre il “processo” in Vaticano

Scandalo nella Chiesa italiana: un prete condannato e un vescovo accusato di insabbiamento

25 Agosto 2024
unnamed 2

Processo al video hard del prete

5 Novembre 2014
Load More
Next Post
8089868f20c66d8e237e21c1c3c4b9f4 300x200 1

Wesolowski malato, processo rinviato

don paolino marchese 1280x720 1

Don Paolino Marchese condannato a sei anni per abusi su una minorenne

suora

Abusa di una 13enne che voleva diventare suora: condannato sacerdote

Ti sei già tesserato?

Tesseramento Soci

Tesseramento Soci
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

MD dona alla tua associazione del cuore

Con la tua spesa puoi aiutare la tua associazione del cuore. Insieme possiamo fare arrivare un segnale di fiducia a milioni di persone. Perché donare è alimentare speranza.

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Highlights

Summer in Red

Casa del Jazz, Ris e Scientifica sul posto: si cercano tracce di Emanuela Orlandi e Paolo Adinolfi

Chiesa cattolica Due preti di Bienne sospesi per sospetti di abusi

Pontificia ipocrisia da tanto al chilo

Il caso – Abusi, sulle tracce dell’ex docente: «Se ho ferito qualcuno, mi dispiace»

Casa del Jazz, Pietro Orlandi: “Il Vaticano si è servito della criminalità per organizzare il sequestro di Emanuela. Ho prova dei legami del boss Nicoletti con i Cardinali Poletti e Casaroli”

5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • La lettera segreta e inedita di Prevost scritta a Benedetto XVI nel giorno della rinuncia: “Grazie per il suo coraggio”

    La lettera segreta e inedita di Prevost scritta a Benedetto XVI nel giorno della rinuncia: “Grazie per il suo coraggio”

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • SPAGNA – Dall’autorità morale all’intervento statale: entra in vigore il nuovo protocollo per le vittime di abusi nella Chiesa

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Pontificia ipocrisia da tanto al chilo

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Il Papa promette misericordia ai pedofili

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • L’ultimo Servizio/ L’altra storia di Ugo Poletti. Una porpora “nera” nel caso Orlandi (prima parte)

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Summer in Red

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Don Giovanni Gatto – Montebelluna

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
Rete L'ABUSO

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento Soci
  • Privacy policy
  • Cookie Policy
  • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

recaptcha placeholder image

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

recaptcha placeholder image

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Login / Registrati

recaptcha placeholder image
Password dimenticata?
Registrati
Or

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.