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Pedopornografia, arresti in tutta Italia da parte della Postale. Coinvolti anche un sacerdote e un maestro delle elementari

redazione web by redazione web
20 Giugno 2015
Reading Time: 3 mins read
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Scacco matto alla pedopornografia da parte della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Roma. Nel deepweb un traffico di foto e filmati. Coinvolte nell’indagine più di 100 persone, anche un sacerdote e un maestro delle elementari.

“La maggior parte dei video e delle immagini trovati sono particolarmente efferati e scabrosi, raffiguranti bambini in tenera età abusati, umiliati e talvolta seviziati”, riferiscono gli stessi investigatori.

Aygor

L’indagine, di portata internazionale, è iniziata nel 2013 dalla collaborazione tra il Bundeskriminalamt, l’ufficio federale della Polizia criminale tedesca e il compartimento di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, coordinata dal servizio polizia postale e dal pool ‘reati sessuali’ della Procura di Roma e il coinvolgimento dello Scip (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale) della Criminalpol. L’Operazione Aygor della Polizia di Stato ha portato all’ arrestato di 17 persone e di altre 92 denunciate, su tutto il territorio nazionale. Come dichiarato più volte, la Polizia Postale per compiere questo tipo di operazioni si avvale di agenti sotto copertura. Nella rete ardita dagli investigatori sono caduti uomini tra i 25 e i 75 anni, pensionati, disoccupati, professionisti, impiegati, operai, artisti ed anche un sacerdote ed uno psicologo. Inoltre anche un maestro delle elementari di 56 anni residente a Trepuzzi, paese sito nella provincia di Lecce. Nella sola abitazione dell’uomo sono stati trovati 950 dvd e cd, contenenti foto e filmati di bambini.

Il Deepweb

Le indagini sembrano essere state assai complicate. Per avere un’idea di cosa sia il deepweb ne diamo una breve spiegazione: Come è (oramai) noto il web profondo, la rete nascosta ai normali motori di ricerca è accessibile attraverso vari protocolli. Quella più conosciuta utilizza le estensioni .onion, raggiungibili solo attraverso la configurazione della rete Tor (The Onion Router), scaricandone il Bundle; poi troviamo la rete I2P, i cui siti hanno estensione .i2p e che ha servizi di siti web nascosti, bittorrent anonimi, email, proxy di connessione a internet e molti altri servizi; Freenet, che comprende l’archiviazione di file di grandi dimensioni e forum decentrati e utilizza un hosting statico;  l’ Anonet, una rete decentralizzata della darknet (parte del deepweb), i cui servizi “sono appoggiati sulla rete IPv4 (ICANN) – specifica un esperto della rete nascosta, che vuole mantenere l’anonimato -, ma inseriscono una sovrastruttura di controllo per anonimizzare le comunicazioni. Nel fare questo, praticamente, creano tutti dei “mondi” paralleli” . In questi luoghi oscuri di internet, tutte le connessioni sono criptate e vige, quindi, l’anonimato.  Le varie estensioni dei siti danno l’idea della vastità del deepweb, che a detta di una ricerca condotta nel 2000 da Bright Planet,  “il Web è costituito da oltre 550 miliardi di documenti mentre Google ne indicizza solo 2 miliardi, ossia meno dell’uno per cento”. Tutto ciò rende chiaro quanto siano complicate le indagini che vengono effettuate in questi meandri oscuri della rete e quanto, i pedofili stessi, abbiano livelli altissimi di conoscenza della navigazione in internet e di utilizzo di esso. Ricordiamo, inoltre, che internet e web non hanno la stessa spiegazione, ovvero, il web sono i documenti, ovvero le pagine, i siti, che si aprono normalmente, internet, invece è tutto, quindi server, email, chat, siti, etc.

Tutto questo ricercare l’anonimato da parte dei pedofili, sembra marcare la grande paranoia che hanno di essere scoperti, non solo per perpetrare il reato, ma (ipotiziamo), per le regole adottate dai galeotti nei penitenziari. I pederasti sono una delle categorie più odiate e,  una volta in carcere, non solo rischiano di subire, da parte degli altri detenuti, lo stesso tipo di tortura che loro stessi hanno inflitto ai bambini, ma rischiano la morte. L’articolo 41bis dell’Ordinamento Penitenziario, difatti, prevede un’apposita sezione per gli individui accusati di pedofilia.

La tecnica dei pedofili

La tecnica usata dai pedofili, era quella del file sharing, ovvero la condivisione attraverso una rete di computer dei files contenenti immagini e video. Durante le perquisizioni ne sono stati ritrovati decine di migliaia, tutti sui computer e sugli altri dispositivi sequestrati, quali smartphone, tablet e hard disk esterni, protetti “da un sistema sofisticato di crittografia”. Ora le indagini sul materiale saranno affidate agli analisti forensi.

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