La prossima settimana incontro tra Betori e il portavoce Aspettati
Firenze, 24 agosto 2010 – “La Chiesa è la prima a essere offesa dai peccati dei suoi membri”: ha detto il 15 aprile di tre anni fa il cardinale Ennio Antonelli all’indomani dell’esplosione sui giornali del caso di don Cantini, parroco-padrone alla Regina della Pace. Un’affermazione sulla quale, negli ultimi mesi, la Chiesa universale, colpita dal susseguirsi di episodi di pedofilia, dei quali si sono resi colpevoli in tutto il mondo numerosi sacerdoti, a lungo coperti dai loro vescovi, ha riflettuto molto, fino a prendere decisioni radicali, come di fatto annullare ogni forma di prescrizione. Ecco perché il caso Cantini è ancora aperto e per le diciannove ragazze violentate dal prete fra il ’73 e l’87, durante il suo lungo apostolato alla parrocchia del Ponte di Mezzo, c’è ancora speranza di ottenere piena giustizia e una maggiore considerazione all’interno della Chiesa, “brutta’’ finché si vuole, come sottolineato anche dal ‘ribelle obbedientissimo’ don Milani, ma pur sempre “mamma’’.
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