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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » lazio » Don Ruggero Conti: le indagini si spostano anche in altre comunità dove era viceparroco!!!

Don Ruggero Conti: le indagini si spostano anche in altre comunità dove era viceparroco!!!

Redazione WebNews by Redazione WebNews
2 Luglio 2008
in Lazio
Reading Time: 4 mins read
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Il giornale “la Repubblica” di oggi titola sulla cronaca di Roma:

NUOVE ACCUSE A DON RUGGERO – TRE BAMBINI DENUNCIANO ABUSI. Nuove accuse nei confronti di Don Ruggero Conti.

Altri tre bambini hanno raccontato di aver subito abusi dal parroco… ma le indagini vanno anche indietro nel tempo: altri giovani, ora maggiorenni, sono stati contattati dagli investigatori che vogliono capire se il sacerdote avesse compiuto in passato altre violenze… Il prete, inoltre, avrebbe fatto vedere ai bambini film pornografici che sono stati ritrovati nel suo appartamento…

Il quotidiano aveva messo anche qualche giorno fà un altro articolo della testimonianza di un ragazzo che così racconta gli abusi subiti da parte di Don Ruggero:

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‘Ecco come quel prete mi ha fatto violenza’
Repubblica – 02 luglio 2008 pagina 7 sezione: ROMA

Ecco i verbali dell’ ultimo interrogatorio che si è svolto lunedì, davanti agli inquirenti che seguono il caso, presso una compagnia dei carabinieri. Eugenio, un nome di fantasia, racconta ai carabinieri la sua triste storia: con don Ruggero Conti, Eugenio avrebbe avuto un vero e proprio legame, durato anni. «Da circa dieci anni, perciò da quando ne avevo sette», ha detto Eugenio al magistrato, «frequento la chiesa della Natività di Santa Maria Santissima. Don Ruggero l’ ho conosciuto subito. Fino a quando avevo undici anni, cioè quando ho fatto la prima comunione, tutto è stato normale. Poi ricordo, era pomeriggio: mi trovavo da solo nella parrocchia. Guardavo la tv seduto su un divano. Arrivava don Ruggero: si sedeva al mio fianco, mi diceva di sdraiarmi, poi mi accarezzava la testa, il petto, fino a portare la mano sulla patta dei miei pantaloni. Meravigliato da questo comportamento, scostavo bruscamente la mano di don Ruggero. Lui smetteva. Nei giorni e nei mesi seguenti la cosa si ripeteva spesso e don Ruggero non riusciva nei suoi intenti. «Un giorno, però, ricordo che era sera verso le 21, mi trovavo sempre da solo nell’ abitazione di don Ruggero, dopo aver cenato. Eravamo seduti sul solito divano e lui iniziava nuovamente ad accarezzarmi. Vista la mia resistenza, mi offriva 50 euro, dicendomi che sarebbero stati miei se gli avessi permesso di farmi toccare nelle parti intime e di farmi praticare un rapporto orale. Allettato da tale proposta permettevo a don Ruggero…. di praticarmi un rapporto orale…» «Tutte le volte che poteva, tutte le volte che si presentava l’ occasione» continua Eugenio nell’ interrogatorio, «don Ruggero ci provava di nuovo. Io ci stavo soltanto quando avevo bisogno di soldi. Mi dava un po’ meno della prima volta, 20 o 30 euro. Don Ruggero non mi dava soltanto soldi. Mi regalava anche qualche capo di abbigliamento o i soldi per una pizza, a volte senza chiedermi in cambio di fare quelle cose. Dal 2004 fino ad oggi don Ruggero mi ha molestato sessualmente più di 20 volte. L’ ultima volta è stata circa due settimane fa. Don Ruggero – conclude il giovane – voleva sempre avere rapporti orali. A volte mi raccontava che gli piaceva fare queste cose soltanto con i ragazzi. Personalmente non conosco altri ragazzi che abbiano subito le mie stesse molestie. Ricordo però che una volta don Ruggero mi raccontò di essere riuscito a convincere a fare le stesse cose un altro ragazzo che di nome fa Stefano (nome di fantasia, ndr). Il sacerdote mi ha detto che con lui ha fatto tutto: cioè con lui ha avuto rapporti completi». – (rory cappelli e anna maria liguori)

E nello stesso tempo i parrocchiani di Selva Candida, convinti dell’innocenza del sacerdote, e che non hanno minimamente interesse per le vittime, agiscono in questo modo:

Preghiera e striscioni per don Ruggero
Repubblica – 04 luglio 2008 pagina 1 sezione: ROMA

«Ruggy ti voglio bene», «Torna presto ti aspettiamo». Sono questi i due striscioni con cui la chiesa Natività di Maria Santissima spezza un silenzio durato giorni. Iniziato lunedì mattina, quando don Ruggero Conti è stato arrestato con l’ accusa di pedofilia. E da quello stesso giorno, fra pianti e lacrime, i fedeli del parroco lo avevano difeso, ma senza nessuna manifestazione, rispettando il volere del vescovo, monsignor Gino Reali. Ma ieri il “popolo” di don Ruggero non ce l’ ha fatta più. In mattinata è partito il passaparola: tutti convocati al rosario delle 20.30. E, dopo il momento di preghiera, sui cancelli della chiesa sono stati appesi gli striscioni. A cui si è unito un silenzio durato una ventina di minuti, in cui gli unici rumori erano quelli dei pianti e dei singhiozzi dei fedeli, tutti vestiti con una t-shirt bianca su cui, a penna, avevano scritto le frasi più svariate a sostegno del loro parroco. «La preghiera è la nostra unica arma», ha detto il vice parroco don Giorgio. E, dopo l’ incontro in chiesa, i parrocchiani hanno deciso di bloccare la strada. Un centinaio di persone, guidate dagli animatori dei campi estivi che gridavano: «don Ruggero uno di noi». E, a quanto si dice in zona, ieri la sorella Marinella sarebbe andata a trovarlo in carcere. «Sta malissimo – ha spiegato Igino – piange sempre e da giorni è senza le sue medicine». E lo stato di salute di don Ruggero preoccupa i suoi fedeli. «Vorremmo sapere almeno come sta – ha spiegato Raffaella Soffiatti – abbiamo mandato telegrammi e lettere, ma senza ricevere risposta. Per tutti noi ha fatto tantissimo, ormai siamo una sola famiglia». – VALERIA FORGNONE

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.