Vescovi-abusi: mi avete resa invisibile
Eccellenze reverendissime, cari vescovi italiani, credo che perdonerete l’ardire di questa mia lettera, ma rappresenta il mio estremo tentativo di ...
Read moreDetailsEccellenze reverendissime, cari vescovi italiani, credo che perdonerete l’ardire di questa mia lettera, ma rappresenta il mio estremo tentativo di ...
Read moreDetailsLa diocesi cattolica romana di Brooklyn, è stata citata in giudizio da quattro persone che hanno dichiarato di essere state ...
Read moreDetailsDal 1963 al 2023, nelle parrocchie della diocesi di Bolzano, sono stati commessi almeno 67 abusi sessuali su minori da parte di ...
Read moreDetails«Tutti dobbiamo fare dei passi per un cambio di mentalità: tanti sapevano e tacevano, questo è il nodo vero». Lo ...
Read moreDetailsMai prima d'ora era stata effettuata un'indagine di questo tipo all'interno della Chiesa cattolica italiana. Lunedì 20 gennaio 2025, un ...
Read moreDetails“C’è un termine che congiunge le vittime di abusi con i genitori, è survivors. Siamo tutti dei sopravvissuti, ma non ...
Read moreDetailsLo racconto mettendoci la faccia. Ci vuole un coraggio da matti a parlare di quanto ho subito da quel parroco ...
Read moreDetails42115 BOLZANO-ADISTA. “Il coraggio di guardare” era già un titolo che faceva sperare: il progetto avviato, unico e assolutamente inedito in ...
Read moreDetailsKlaus Walter ha 69 anni. È un liutaio e abita a Bolzano. Il suo è uno dei 67 casi accertati ...
Read moreDetailsHa cominciato a espiare da alcuni giorni la sua condanna in carcere, a La Spezia, l'ex parroco a Massa Gianluca ...
Read moreDetails42115 BOLZANO-ADISTA. “Il coraggio di guardare” era già un titolo che faceva sperare: il progetto avviato, unico e assolutamente inedito in ...
Read moreDetails“Sono passati quasi cinquant’anni. Ho subito abusi dai 9 anni ai 15, più o meno. Ero una bambina e per ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



