Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava
Dall'ordinanza di custodia cautelare emergono le storie raccontate dalle presunte vittime. Nei paesi dove don Pascal Manca aveva esercitato il ...
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Read moreDetailsVercelli, 24 aprile 2015 La Polizia di Stato di Vercelli ha eseguito nella mattinata del 24 aprile l’ordinanza applicativa della ...
Read moreDetailsdi FLORIANA RULLO Ha abusato di tre ragazzi che frequentavano la scuola che dirigeva solo perché forte del potere dell'abito ...
Read moreDetailsA Vercelli un parroco è stato arrestato perché approfittava dell'abito da sacerdote e della sua posizione di direttore dell'Istituto Don ...
Read moreDetailsdi MARA CHIARELLI - Cacciato dal Consiglio generale della Congregazione nel febbraio 2012, nonostante il divieto della Chiesa allora impostogli ...
Read moreDetailsLe accuse delle presunte vittime del parroco di Villamar sono contenute in un esposto alla procura della Repubblica. Drogati e ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



