Presunti abusi sessuli, il Vaticano riapre il caso di un sacerdote a Napoli
L'associazione 'La rete l'Abuso', che sostiene la presunta vittima, aveva parlato di "muro di gomma" da parte del Vaticano Il ...
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Read moreDetailsDiego Esposito, abusato quando aveva 13 anni, non riesce ad avere giustizia dalla Chiesa: “Se mai mi dovesse accadere qualcosa ...
Read moreDetailsIl cardinale avrebbe dovuto lasciare la diocesi a giugno, al compimento dei 75 anni. Papa Francesco, invece, gli ha chiesto ...
Read moreDetailsIL 22 GENNAIO non sarà una giornata facile per l’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. Comincia infatti al tribunale di Napoli, ...
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Read moreDetailsÈ stato convocato ieri dagli agenti della Polizia Postale di Napoli Diego Esposito il 41enne che il 9 marzo scorso aveva ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



