Sant’Angelo in Vado, sacerdote accusato di molestie sessuali su una 14enne
SANT’ANGELO IN VADO – Le attenzioni del parroco sulla ragazzina di 14 anni. Carezze, massaggi proibiti e attenzioni. Chiesto il rinvio a ...
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Read moreDetailsPesaro, 28 aprile 2024 – È stata ascoltata dalla Procura di Urbino la presunta vittima nell’inchiesta che ha coinvolto, con l’accusa di abuso su minore, il sacerdote ...
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Read moreDetailsDi Ferruccio Sansa - Tratto da il Fatto Q del 1-12-19 Certi segreti alla fine emergono. Inesorabilmente. A settembre, all’associazione ...
Read moreDetailsStoria di don X. Uno scandalo celato che oggi riemerge. Un sacerdote accusato di molestie su ragazzi, mai denunciato. Il ...
Read moreDetailsLa Corte d'appello ribadisce la pena inflitta in primo grado allo studioso dei segreti di Fatima. Dovrà risarcire la vittima ...
Read moreDetails“Don Giangiacomo Ruggeri è libero”. Titola così il “Corriere Adriatico”, il quotidiano più diffuso nelle Marche, che spiega: “decaduta anche la ...
Read moreDetailsSolideo Paolini, autore di libri sui segreti di Fatima, presidente del circolo 'Cattolici per la tradizione' è accusato di aver abusato ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



