Don Marino Genova condannato a sei anni di carcere per atti sessuali con minore
So quanto Giada ha sofferto, ho visto di persona quando sono andato da lei a Portocannone cosa era costretta a ...
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Lei è una ragazza sicula e bella, ha lunghi capelli e un corpo sinuoso, lui è Gaetano Incardona, ex arciprete ...
In principio fu Gianluigi Nuzzi, cronista di lungo corso e volto noto della tv. Nel libro che pubblicò nel 2015, ...
Di Francesca Lagatta Il 9 gennaio del 2014, di fronte all'evidenza delle prove, don Lucio Gatti si arrende ai giudici ...
Di Francesca Lagatta “Non avrei mai pensato di scrivere o di cercare di avere un contatto epistolare con una personalità ...
La legge dice che una ragazzina di 14 anni può fare sesso con un uomo molto più maturo di lei, ...
È l'aprile del 2009. Giada Vitale, ha 13 anni appena, ha perso da poco l'adorata nonna e il suo papà, è ...
Di Francesca Lagatta - Quando il Presidente Francesco Zanardi ed io avevamo deciso nell'aprile scorso che avremmo creato il primo ...
Il Docu-Film Giovedì 9 giugno ore 18 Libreria UBIK Savona Ancora una volta la chiesa savonese finisce sulle pagine delle ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso
