“Verona, la Diocesi in campo «I preti viventi non c’entrano»”
Corriere del Veneto "Verona, la Diocesi in campo «I preti viventi non c'entrano»" VERONA — «Nessuno dei religiosi viventi, destinatari ...
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Read moreDetails«In passatto un fratello ha coinvolto in pratiche sessuali alcuni allievi, è stato espulso dalla congregazione» Invia Stampa VERONA (28 ...
Read moreDetails«Ma nessuno dei religiosi viventi accusati lavora in istituto». «Solidarietà alle vittime» VERONA — Questa volta l’atteggiamento è assolutamente evangelico. ...
Read moreDetailssabato 7 marzo 2009 DEL PROCESSO A DON GELMINI: L'ACCUSATORE COLPEVOLIZZATO ...pubblico la corrispondenza intercorsa tra Bruno Zanin e me ...
Read moreDetailsEx parroco di Laglio. Il religioso era stato condannato in primo grado per violenza sessuale su un minore all'epoca dei ...
Read moreDetailsCorriere del Veneto 2009-01-27 num: - pag: 7 Dopo i racconti dell'associazione sordi il fascicolo dovrà essere «integrato» Presunte molestie ...
Read moreDetails* 26/01/2009 Verona. La vicenda che ha portato alla pubblicazione su L’Espresso di un servizio in cui 15 sordi veronesi ...
Read moreDetailsPreti pedofili/ Radicali: Rinuncino a prescrizione e chiariscano Vescovo e Curia Verona sapevano:hanno tentato di insabbiare tutto Roma, 23 gen. ...
Read moreDetailsdi Marino Bisso e Rory Cappelli - Si allarga l´indagine sui preti pedofili. Dopo Don Ruggero Conti nel mirino della ...
Read moreDetailsLe prime denunce risalgono al 1992. Forse anche a prima. Alcuni provvedimenti erano già stati presi: recitare il salmo 51 tutti i ...
Read moreDetailsContinuiamo a seguire le vicende, oltre che di padre (?) Tully, anche del collega pedofilo padre (?) Mario Pezzotti. Ricordiamo ...
Read moreDetailsMASSIMO NUMA e NICCOLO' ZANCAN TORINO Lui sapeva. Così hanno denunciato due genitori. Così ha ripetuto diverse volte don Pier ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



