Vibo Valentia, don Felice La Rosa condannato per prostituzione minorile
Don Felice La Rosa, ex parroco di Zungrì, in provincia di Vibo Valentia, è stato condannato per prostituzione minorile. La sentenza del ...
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Read moreDetailsDinanzi al gup di Catanzaro si trovano don Felice La Rosa, ex parroco di Zungri, un pensionato ed un cittadino ...
Read moreDetailsL’indagine risale allo scorso novembre. Il sacerdote avrebbe pagato una somma di denaro per le prestazioni sessuali di un 15enne ...
Read moreDetailsIl parroco di Zungrim originario di Calimera, don Felice La Rosa, è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Squadra Mobile ...
Read moreDetailsTra i destinatari della misura don Felice La Rosa, per 11 anni parroco di Zungri. L’accusa è stata formulata dalla ...
Read moreDetailsTre persone, tra cui un sacerdote di 35 anni, don Felice La Rosa, sono state arrestate dalla Squadra mobile di ...
Read moreDetailsIl sacerdote avrebbe avvicinato la ragazza, l’avrebbe accarezzata più volte, stringendola contro un finestrino e provocandole alcune abrasioni al volto. ...
Read moreDetailsUn test psicologico del Cnr assicura caratteristiche di coscienziosità e bassa impulsività. Evidentemente il demone non si manifesta chiaramente nella personalità ...
Read moreDetailsLui è il francescano che ha subito dieci anni di gogna mediatica prima di essere dichiarato innocente in un processo ...
Read moreDetailsPEDOFILIA, L’APPELLO DEL PEDAGOGISTA: “TORNATE A PARLARE CON I VOSTRI FIGLI” Aboliamo immediatamente un luogo comune: non è il voto di ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



