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IL VATICANO SI È RIFIUTATO DI CONSEGNARE IL CARDINALE IMPLICATO IN UNA COPERTURA DI ABUSI SESSUALI

Redazione WebNews by Redazione WebNews
22 Ottobre 2018
in Città del Vaticano
Reading Time: 5 mins read
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di Christine Niles, M.St. (Oxon.), JD

I critici denunciano la mossa per proteggere Cdl. Luis Ladaria Ferrer come scappatoia dalla giustizia

CITTA ‘DEL VATICANO ( ChurchMilitant.com ) – Il Vaticano sta invocando l’immunità sovrana per un cardinale implicato nel coprire gli abusi sessuali.

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Il cardinale Luis Ladaria Ferrer, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato convocato in Tribunale penale il 19 settembre per rispondere del suo ruolo nella consulenza a Cdl. Philippe Barbarin su come disciplinare un prete predatore.

Barbarin, che dirige la diocesi di Lione, in Francia, è sotto processo per non aver sanzionato  p. Bernard Preynat , accusato di aggressione omosessuale di più membri scout dal 1980-1990. Le rivelazioni sul cardinale popolare e mediatico hanno scosso la Chiesa in Francia negli ultimi anni, facendo sì che più vescovi francesi chiedessero perdono e si impegnassero a implementare misure più forti contro l’abuso sessuale. Una petizione online che richiede la dimissione di Barbarin ha raccolto oltre 100.000 firme.

“Mi rendo conto oggi che la mia risposta in quel momento non era commisurata alla posta in gioco”, ha detto Barbarin a Le Monde l’anno scorso. “Oggi non ci comporteremmo così, ecco cosa era sbagliato.”

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A Preynat fu permesso di rimanere in un ministero attivo dopo che Barbarin aveva appreso nel 2007 che il prete aveva abusato di più giovani maschi. Barbarin ammette di aver omesso di rimuovere Preynat in base alla certezza del sacerdote di non aver molestato nessuno dopo il 1991. Il sacerdote è stato autorizzato a rimanere nel ministero fino al 2015, dopo che sono emerse ulteriori accuse di abuso.

Nel 2015, Barbarin si era rivolto a Ladaria per avere indicazioni sulla disciplina di Preynat. Ladaria all’epoca era segretario per la Congregazione per la Dottrina della Fede e responsabile del dipartimento che supervisionava la cattiva condotta sessuale del clero. A quel tempo consigliò a Barbarin di prendere “misure disciplinari appropriate evitando lo scandalo pubblico”. Gli avvocati delle vittime sostengono che questo è un chiaro messaggio di Ladaria per non perseguire la giustizia. Sia Barbarin che Ladaria furono condannati dal tribunale di Lione ad essere processati per il loro ruolo nel coprire gli abusi di Preynat.

Dopo che il tribunale ha ritardato due volte il procedimento a causa della mancata risposta del Vaticano alla convocazione, il Vaticano ha inviato una nota diplomatica il 17 settembre – due giorni prima dell’inizio del processo – al Ministero degli Affari Esteri francese e la Corte di Lione chiarendo che ha respinto la convocazione. Sostenendo che la corrispondenza di Ladaria con Barbarin è avvenuta “nell’esercizio delle funzioni sovrane” e che il diritto internazionale riconosce “l’immunità penale ratione materiae  ai pubblici ufficiali per gli atti compiuti in nome del sovrano pontefice”, il Vaticano ha ritenuto la convocazione inaccettabile.

François Devaux, che ha avviato il procedimento contro Barbarin, ha sbattuto la mossa del Vaticano, dicendo che “evidenzia il particolare problema della Chiesa: un sistema che ci permette di eludere la giustizia …”.

Ladaria è stato scelto per sostituire Cdl. Gerhard Müller a capo della CDF nel 2017, il cui mandato di cinque anni non è stato rinnovato da Papa Francesco. Müller in seguito confermò che il motivo era dovuto agli scontri tra lui e il papa sulla sua gestione degli abusatori del clero. Il papa ha ripetutamente ignorato le raccomandazioni del CDF sulla punizione per i sacerdoti accusati, scegliendo invece la clemenza. In almeno un caso, Francesco fu costretto a scusarsi dopo aver annullato le sanzioni imposte a p. Mauro Inzoli, condannato in un tribunale penale per aver abusato di più giovani maschi.

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Il processo a Barbarin è programmato per andare avanti senza Ladaria nel gennaio 2019. I procedimenti canonici contro il cardinale francese sono stati sospesi durante l’inchiesta penale.

(Traduzione con Google)

VATICAN REFUSED TO HAND OVER CARDINAL IMPLICATED IN SEX ABUSE COVER-UP

Critics slam move to protect Cdl. Luis Ladaria Ferrer as evasion of justice

VATICAN CITY (ChurchMilitant.com) – The Vatican is invoking sovereign immunity for a cardinal implicated in covering up sex abuse.

Cardinal Luis Ladaria Ferrer, prefect of the Congregation for the Doctrine of the Faith, was summoned to criminal court Sept. 19 to answer for his role in advising Cdl. Philippe Barbarin on how to discipline a predator priest.

Barbarin, who heads the diocese of Lyon, France, is facing trial for failing to sanction Fr. Bernard Preynat, accused of homosexual assault of multiple Scout members from 1980–1990. The revelations about the popular and media-friendly cardinal have rocked the Church in France over the past several years, causing multiple French bishops to ask forgiveness and pledge to implement stronger measures against sex abuse. An online petition demanding that Barbarin resign has garnered more than 100,000 signatures.

“I realize today that my answer at that time was not commensurate with the stakes,” Barbarin told Le Monde last year. “Today, we would not act like that, that’s what was wrong.”

Preynat was allowed to remain in active ministry after Barbarin learned in 2007 that the priest had abused multiple young males. Barbarin admits he failed to remove Preynat based on the priest’s assurance that he had not molested anyone after 1991. The priest was allowed to remain in ministry until 2015, after further allegations of abuse surfaced.

In 2015, Barbarin had turned to Ladaria for guidance on disciplining Preynat. Ladaria at the time was secretary for the Congregation for the Doctrine of the Faith and in charge of the department overseeing clerical sexual misconduct. He advised Barbarin at the time to take “appropriate disciplinary measures while avoiding public scandal.” The victims’ attorneys argue this was a clear message from Ladaria not to pursue justice. Both Barbarin and Ladaria were ordered by the Lyons court to stand trial for their role in covering up Preynat’s abuse.

After the court twice delayed proceedings because of the Vatican’s failure to respond to the summons, the Vatican sent a diplomatic note Sept. 17 — two days before the start of trial — to the French Ministry of Foreign Affairs and the Lyon court making clear it rejected the summons. Arguing that Ladaria’s correspondence with Barbarin took place “in the exercise of sovereign functions” and that international law recognizes “criminal immunity ratione materiae to public officials for acts performed in the name of the sovereign pontiff,” the Vatican deemed the summons unacceptable.

François Devaux, who initiated the proceedings against Barbarin, slammed the Vatican’s move, saying it “highlights the particular problem of the Church: a system that allows us to evade justice … .”

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Ladaria was tapped to replace Cdl. Gerhard Müller as head of the CDF in 2017, whose five-year term was not renewed by Pope Francis. Müller later confirmed the reason was owing to clashes between him and the pope over his handling of clerical abusers. The pope repeatedly ignored the CDF’s recommendations on punishment for accused priests, instead choosing leniency. In at least one case, Francis was forced to apologize after reversing sanctions imposed on Fr. Mauro Inzoli, convicted in criminal court of abusing multiple young males.

Barbarin’s trial is scheduled to move forward without Ladaria in January 2019. Canonical proceedings against the French cardinal have been suspended during the criminal investigation.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

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