Alessandro Battaglia è una delle tante vittime di abuso sessuale compiute in questi anni da esponenti della Curia. Il ragazzo in un primo momento ha mantenuto il riserbo su quanto capitatogli, ma quando è andato ad un incontro di vittime in Germania ha capito che gli abusi vanno denunciati il prima possibile. In quella occasione, infatti, si è imbattuto in una parete composta da nomi di persone, chiese di cosa si trattasse e scopri che si erano i nominativi di ragazzi che si erano tolti la vita in seguito ad abusi subiti: “Lì ho capito di non essere più una vittima, ma un sopravvissuto”.
La sua storia è anche l’ennesima dimostrazione che non esistono solo i sacerdoti che approfittano della propria posizione, ma anche una forma di omertà vigente all’interno di tutta l’istituzione Chiesa su simili reati che bisogna scardinare. La sua denuncia, insieme a quella di altre vittime, ha condotto ad un indagine ed alla condanna di don Mauro Galli, ma Alessandro adesso richiede che a pagare per quanto successo sia anche l’allora arcivescovo della diocesi di Milano Mario Delpini, il quale, informato degli abusi del sacerdote, decise di non denunciarlo e di spostarlo a Legnano.
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