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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusatori » Abusi e coperture, accuse a Di Nardo alla vigilia dell’udienza con Francesco

Abusi e coperture, accuse a Di Nardo alla vigilia dell’udienza con Francesco

Redazione WebNews by Redazione WebNews
13 Settembre 2018
in Città del Vaticano
Reading Time: 6 mins read
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Il presidente dei vescovi Usa incontra Francesco per discutere la crisi mentre scoppia il caso di un suo sacerdote accusato di molestie che non è stato fermato 

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

Anche il cardinale Daniel Di Nardo, arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti, viene ora accusato di non aver agito correttamente lasciando un prete sospetto abusatore a contatto con i bambini. Una vicenda che deve essere ancora pienamente chiarita e investigata prima di attribuire gravi responsabilità al porporato. La notizia rimbalza da Oltreoceano proprio giovedì 13 settembre 2018, nel giorno in cui è prevista l’udienza con Papa Francesco alla quale partecipano Di Nardo, il vicepresidente dell’episcopato e arcivescovo di Los Angeles José Horacio Gómez e il cardinale di Boston Sean O’Malley in qualità di presidente della commissione vaticana per la tutela dei minori.

Quella degli abusi sui minori e delle coperture degli abusatori, sembra una storia senza fine. L’Associated Press ha riportato le dichiarazioni di due vittime di abusi le quali sostengono che Di Nardo non avrebbe agito come doveva per fermare un sacerdote arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di abuso su minori. Una delle vittime ha raccontato che durante un incontro il cardinale avrebbe promesso che il prete accusato, Manuel La Rosa-Lopez – attualmente parroco nella chiesa di St. John Fisher a Richmond e vicario episcopale della diocesi per gli ispanici – sarebbe stato allontanato da qualsiasi possibilità di contatto con i bambini, mentre invece era stato trasferito in un’altra parrocchia a qualche decine di chilometri di distanza.

Padre Manuel è finito in manette martedì scorso, dopo essersi consegnato alla polizia a Conroe, in Texas. Ha 60 anni ed è accusato di aver molestato entrambe le vittime – un maschio e una femmina – quando erano adolescenti. Secondo il racconto che entrambi hanno fatto all’Associated Press, padre La Rosa-Lopez avrebbe cercato prima di fare amicizia con loro per poi tentare un contatto fisico. La vittima di sesso maschile era all’epoca dei fatti (1998-2001) aveva intenzione di entrare in seminario e svolgeva delle mansioni nella parrocchia del Sacro Cuore di Conroe dove padre Manuel all’epoca era viceparroco. Ha riferito anche che il sacerdote era solito toccarlo, prima sulle braccia, poi abbracciandolo e poi baciandolo sulla guancia. Una notte gli avrebbe mostrato le foto di alcuni seminaristi giovani dicendo che «si divertiva molto con loro». Aveva quindi cercato di spogliare l’adolescente mettendogli le mani nei pantaloni. Ma il ragazzo era scappato.

L’altra vittima, di sesso femminile, non ha voluto raccontare all’AP i dettagli delle molestie, ma ha detto di essere stata toccata in modo inappropriato da padre Manuel poco prima di Pasqua del 2001, dopo che aveva compiuto 16 anni. Mentre la prima molestia è stata riferita alle autorità ecclesiastiche soltanto di recente – l’anno scorso, secondo la vittima, nell’agosto 2018 secondo la diocesi – quella della ragazza venne denunciata a suo tempo e venne detto alla famiglia della ragazza che il sacerdote sarebbe stato spostato.

Nel 2010 la ragazza viene a sapere che LaRosa-Lopez era stato nominato da Di Nardo vicario episcopale per gli ispanici e aveva pensato che fosse possibile che il cardinale – arrivato alla guida della diocesi dopo quella prima denuncia – non ne fosse a conoscenza. Per questo aveva contattato le autorità ecclesiastiche e aveva iniziato a frequentare un terapista pagato dalla diocesi. La donna che ha denunciato di essere stata molestata racconta ad Associated Press di aver incontrato Di Nardo e di essere rassicurata del fatto che padre Manuel era stato sottoposto a trattamenti psichiatrici e che non gli era stato più permesso di lavorare con i bambini. Nell’ultima fase dell’incontro è stato fatto entrare lo stesso padre La Rosa-Lopez che la donna ha affrontato e che si sarebbe scusato con lei. La vittima afferma di aver scoperto che il sacerdote continuava a lavorare nella parrocchia St. John Fisher a Richmond anche in presenza di bambini.

Entrambe le vittime hanno chiesto all’Associated Press di rimanere anonime. L’uomo che ha denunciato gli abusi ha incontrato il cardinale Di Nardo, e il coordinatore dell’assistenza per le vittime della diocesi, nel pomeriggio dello scorso 10 agosto. «Il cardinale sembrava avere un atteggiamento sprezzante», riporta la vittima negli appunti scritti subito dopo l’incontro e condivisi con AP. Il porporato avrebbe reagito dicendo: «Avresti dovuto dircelo prima!». Le due vittime avevano creduto che i loro casi sarebbero stati troppo vecchi per essere perseguiti ma in realtà dal 2007 la legge del Texas ha rimosso la prescrizione per gli abusi sui minori.

La diocesi di Galveston-Houston, in un comunicato pubblicato mercoledì 12 settembre 2018, così ricostruisce la vicenda. «Nel 2001 una ragazza di 16 anni e la sua famiglia avevano notificato a questa arcidiocesi che padre Manuel La Rosa-Lopez l’aveva baciata e toccata in modo inappropriato quando era vicario parrocchiale nella Chiesa del Sacro Cuore a Conroe. Abbiamo immediatamente comunicato questa informazione al Servizio di Protezione dell’infanzia (agenzia governativa per la tutela dei minori, ndr) per una ulteriore indagine. Il padre La Rosa-Lopez ha negato di aver toccato la ragazza in modo inappropriato, e la famiglia aveva deciso di non dar seguito alla denuncia e ha lasciato il Paese quello stesso anno. Dopo una revisione interna, che ha incluso la presentazione delle accuse anteriori alla creazione, nel 2003, della Commissione di revisione dell’arcidiocesi, nel 2004 è stato permesso al padre La Rosa-Lopez di tornare al ministero in parrocchia».

Dopo il rientro della vittima negli Stati Uniti, «l’arcidiocesi – continua il comunicato – in accordo con il nostro impegno di assicurare assistenza pastorale, ha offerto alla giovane servizi di sostegno psicologico per un periodo di tempo, fino a che lei non ha deciso di interrompere la terapia».

La diocesi afferma che durante gli ultimi 17 anni non sono state presentate altre accuse di condotte inappropriate con minori da parte del sacerdote. Fino a quest’anno. «Durante un incontro a Houston il 10 agosto 2018 un uomo di 36 anni ha presentato una formale accusa all’arcidiocesi di Galveston-Houston dichiarando che padre La Rosa-Lopez ha abusato di lui dal 1998 al 2001, quando era studente della scuola secondaria e padre La Rosa-Lopez era assegnato alla chiesa del Sacro Cuore a Conroe. L’arcidiocesi ha informato immediatamente di questa denuncia il Servizio di Protezione dell’infanzia. Padre La Rosa-Lopez ha negato queste accuse di abuso sessuale».

«Ieri (martedì 11 settembre 2018, ndr) il procuratore del distretto della Contea di Montgomery ha emesso un ordine di arresto contro padre La Rosa-Lopez» e il sacerdote si è «consegnato volontariamente al Dipartimento di polizia di Conroe» quella stessa sera. «Abbiamo preso questo caso molto seriamente, e abbiamo riportato le informazioni ricevute dalle due persone al Servizio di Protezione dell’infanzia, e abbiamo rimosso dal ministero padre La Rosa-Lopez. Siamo impegnati a cooperare con le autorità civili nelle loro indagini».

Dalla lettura del comunicato della diocesi emerge dunque la denuncia immediata in entrambi i casi alle autorità civili. Nel primo caso, quello del 2001, Di Nardo non era ancora arrivato alla guida della diocesi. È necessario attendere ulteriori chiarimenti e indagini approfondite prima di individuare una diretta responsabilità del cardinale, anche se con ogni probabilità la vicenda si sarebbe potuta gestire meglio.

Il cardinale Daniel Di Nardo, 69 anni, originario di Pittsburg (Pennsylvania), è diventato vescovo coadiutore di Sioux City (Iowa) nell’agosto 1997. L’anno successivo è subentrato nella guida della diocesi. È stato nominato coadiutore di Galveston-Houston nel gennaio del 2004 ed è subentrato nella guida della diocesi nel febbraio 2006. Nel novembre 2007 ha ricevuto la porpora cardinalizia. Nel novembre 2016 è stato eletto presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti e in questa veste partecipa agli incontri con il Papa.

Dopo la pubblicazione del dossier dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò, riguardante le coperture di cui ha goduto il cardinale Theodore McCarrick, che si concludeva con la richiesta di dimissioni del Papa, Di Nardo aveva dichiarato: «Le domande sollevate meritano risposte basate su prove. Senza queste risposte, gli innocenti possono essere contaminati da false accuse e il colpevole può essere lasciato a ripetere i peccati del passato» Il presidente dei vescovi Usa non aveva fatto alcun cenno alla clamorosa richiesta di dimissioni avanzata da Viganò e dalla rete dei suoi sostenitori. Aveva invece affermato: «Sono fiducioso che Papa Francesco condivida il nostro desiderio di maggiore efficacia e trasparenza nella questione legata alla disciplina dei vescovi», manifestando «il nostro affetto fraterno per il Santo Padre in questi giorni difficili».

Di Nardo aveva sottolineato la necessità di «un esame su come i gravi fallimenti morali di un fratello vescovo potrebbero essere stati tollerati per così tanto tempo e non hanno dimostrato alcun impedimento al suo avanzamento». E aveva concluso avanzando la richiesta di una visita apostolica per gli Stati Uniti al fine di «cercare la verità».

Papa Francesco, sentito il C9, il Consiglio dei cardinali che lo aiutano nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa universale, ha convocato i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo in Vaticano dal 21 al 24 febbraio 2019 per affrontare il tema della protezione dei minori e degli adulti vulnerabili.

http://www.lastampa.it/2018/09/13/vaticaninsider/abusi-e-coperture-accuse-a-di-nardo-alla-vigilia-delludienza-col-papa-yyuswh8q2NmffQiSGYToqO/pagina.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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