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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » MONTÙ BECCARIA : SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA “GIÙ LE MANI DA MONTÙ”

MONTÙ BECCARIA : SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA “GIÙ LE MANI DA MONTÙ”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
30 Marzo 2018
in Lombardia
Reading Time: 4 mins read
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Il sindaco di Montù Beccaria, Amedeo Quaroni, interviene con una lettera aperta, in merito alla vicenda  del sacerdote accusato di pedofilia.

“Il sentimento che ho condiviso con i miei concittadini ed in particolare con i genitori di minori, dal primo momento in cui ho avuto la notizia – scrive Quaroni- che un sacerdote accusato di pedofilia era in mezzo a noi, è stato quello della preoccupazione! Come primo cittadino mi sono attivato immediatamente per trasmettere questa nostra preoccupazione agli organi ecclesiastici ed in particolare al nostro parroco Padre Simone Baggio, che mi rassicurava del fatto che il sacerdote in questione era già stato richiamato dalla sua diocesi di Napoli da dove era arrivato in prestito temporaneo e senza un incarico specifico, in seguito ad una richiesta di aiuto per mantenere il servizio alle numerose parrocchie in capo alla nostra.

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L’immediato allontanamento del religioso, la mia conoscenza personale dello stesso, la sua convivenza in comunità parrocchiale a stretto contatto con il Parroco e con altri componenti della parrocchia, la totale assenza anche minima di lamentele in questo lasso di tempo da parte dei cittadini e ancor meno da parte dei genitori di Montù, ancorché la stima che tanti riponevano in lui, mi ha concesso di allentare la morsa della preoccupazione, del resto mai sopita, riponendo la fiducia nella giustizia. Premesso che sono d’accordo sul fatto che la curia di Napoli non abbia agito con la dovuta prudenza mandando in una parrocchia un sacerdote che anche se dichiarato innocente dallo Stato e dalla Chiesa era stato pur accusato di un gravissimo reato. Purtroppo certe accuse infamanti anche se infondate ti segnano per tutta la vita ….e comunque, sono sicuro che se informati per tempo, né il nostro Vescovo di Tortona, né Padre Egidio Pittiglio Superiore dei Missionari della Divina Redenzione, né Padre Simone nostro Parroco si sarebbero accollati l’onere di un rischio simile.

Non posso però condividere gli attacchi che mi sono stati rivolti, gratuiti, ingiustificati ed immeritati, che sono arrivati tramite i social , facebook e tramite gli organi di stampa.

Mi è stato rimproverato di non aver provveduto a consegnare il soggetto alle autorità competenti ma di averlo fatto…. scappare! Cari signori, Don Silverio Mura per lo Stato Italiano è un uomo libero ed innocente fino a prova contraria. Si faceva chiamare Don Saverio ? Sì è vero! Probabilmente sapendo dell’accusa infamante che si portava dietro ha preferito presentarsi ai suoi nuovi confratelli e ai parrocchiani con il nome di Don Saverio anziché Silverio diverso da quello indicato dai suoi documenti che riportano fedelmente Silverio Mura con residenza a Napoli.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

In qualità di Sindaco e di cittadino anche se avessi saputo del nome Saverio-Silverio non avrei potuto denunciare nessuno solo perché si fa chiamare con un nome diverso, nel nostro stesso comune ci sono montuesi che si fanno chiamare e sono conosciuti con nomi che non corrispondono alla loro carta di identità ma non per questo sono perseguibili per legge. Tanto meno potevo consegnare all’autorità giudiziaria o trattenere un uomo che non è ricercato da nessuno se non da qualche testata giornalistica o scandalistica.

Ribadisco la mia vicinanza alla comunità montuese, anche se mi hanno fatto male frasi del tipo …”sapevano tutto” …”il Sindaco non poteva non sapere”…”il Sindaco non si interessa perché ha i figli grandi”…. “c’è omertà perché non è periodo di elezioni” …e altre perle ben più gravi, di questo genere!

Ma per questo perdono tutti, perché comprendo che nella foga del momento e della condanna generale di uno dei peggiori crimini che un uomo possa commettere, la pedofilia, si possa perdere anche il lume della ragione e lasciarsi andare a pesanti ed inopportune quanto imperdonabili accuse gratuite anche contro pubblici ufficiali ed autorità, lo capisco!

A proposito di “ omertà” io sono stato il primo a rispondere ai giornalisti su “Il Giorno” che ringrazio per la bellissima foto mai in 30 anni di “carriera politica“ mi avevano riservato una pagina intera con una mia gigantografia….carini vero? Grazie!

Il giorno dopo ho risposto a ”La Provincia Pavese” ed in entrambe i casi ho detto quello che sapevo raccomandando a tutti prudenza nel giudicare e nell’esprimersi….ma non sono stato ascoltato !

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Un tornado mediatico ha messo il nostro paese nell’occhio del ciclone per volere stesso di alcuni suoi cittadini che, pur non avendo niente di concreto da denunciare, han pensato bene di fare una bella pubblicità gratuita al loro paese.

Adesso però si sta esagerando .

Ho visto che gli accusatori di Don Silverio: la presunta vittima che si presenta con nome di fantasia senza mai mostrare il suo volto e i suoi avvocati e i suoi collaboratori, accettati inopportunamente nel nostro gruppo di facebook : ….“ sei di Montù Beccaria se…” , costoro stanno mettendo in atto un attacco vero e proprio, teso a minare la tranquillità delle nostre famiglie ed il buon nome del nostro paese!

Montù Beccaria, se Don Silverio sarà giudicato colpevole delle accuse che gli vengono contestate, si augura che gli venga inflitta la peggior condanna che lo Stato Italiano possa commutare!

Ma se qualcuno pensa di strumentalizzarci e di voler utilizzare la serenità dei nostri ragazzi e delle loro famiglie per trovare facili appigli al fine di consolidare un castello accusatorio che scricchiola, prego rivolgersi altrove! La richiesta di indennizzo che chiedono lor signori alla curia di Napoli mi è stato detto essere pari a circa un milione e mezzo di euro, non siamo della partita, grazie!!

Mi avvalerò se necessario anche della tutela di un legale per difendere la nostra immagine. Diffido già da ora chiunque , che in forme diverse, persista nell’infangare il nome di Montù Beccaria, la sua storia, la sua gente, la serenità dei suoi ragazzi e delle loro famiglie .

Siamo nella settimana Santa – conclude Quaroni-  credo che mai come adesso dobbiamo tutti insieme trovarci solidali intorno al nostro Parroco, una persona di un’umanità , di una sensibilità e di una bontà straordinaria! Don Simone ha bisogno di noi, del nostro conforto, della nostra solidarietà! Diamogliela!

Da parte mia, come sempre, sapete dove trovarmi, sono disponibile per qualsiasi chiarimento ed aiuto per il bene del nostro paese e dei nostri ragazzi che sono il nostro futuro e la ragione della nostra vita!

Amedeo Quaroni

Sindaco di Montù Beccaria”

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Leggi anche la risposta di Diego Esposito

Lettera aperta della vittima Diego Esposito al sindaco di Montù Beccaria Amedeo Quaroni

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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