La vicenda della ragazza scomparsa da Agrigento Samantha Castelli continua ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, assumendo contorni sempre più complessi e controversi. Tuttavia, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, il quadro sarebbe meno misterioso di quanto inizialmente ipotizzato, tanto che gli inquirenti tenderebbero a ridimensionare l’intera vicenda, arrivando a parlare apertamente di una possibile bufala.
Nonostante ciò, risulta confermato che una persona è attualmente sottoposta a indagine, mentre sul piano mediatico e sociale il caso ha assunto toni accesi. A colpire particolarmente è quanto accaduto durante una recente celebrazione religiosa (un funerale!!!), quando un sacerdote, ha aperto la messa con parole forti e inusuali, dichiarando pubblicamente di essere accusato di stupro, violenza e persino di aver fatto sparire la giovane donna. Un intervento che ha inevitabilmente alimentato clamore e interrogativi.
Parallelamente emerge la figura di un uomo, Giuseppe Li Vecchi, accusato di stalking proprio nei confronti del sacerdote, elemento che aggiunge ulteriore complessità a una vicenda già frammentata e ricca di versioni contrastanti. Proprio quest’ultimo, ha deciso di rendere pubblica una lettera aperta, dal tono sorprendentemente distensivo, quasi a voler abbassare la tensione e offrire una diversa chiave di lettura dei fatti.
Il testo integrale della lettera, diffuso per questo giornale, sembra puntare più alla chiarificazione che allo scontro, pur senza sciogliere i nodi principali della vicenda.
Restano infatti aperti numerosi interrogativi: dalla reale scomparsa della ragazza, alla sua esistenza, dalle responsabilità – se ve ne sono – delle persone coinvolte, fino al ruolo delle dichiarazioni pubbliche che, in assenza di riscontri ufficiali definitivi, rischiano di alimentare confusione e polarizzazione.
Le indagini da parte degli inquirenti sono chiari ed inequivocabili: si tratta di una enorme fake news. Ma Li Vecchi ha voluto comunque scrivere questa lettera.
Nella foto la presunta Samantha Castelli. Esisterà davvero?
Eccola la lettera:
“Sono Giuseppe Li Vecchi, di Siculiana, e desidero fare chiarezza in merito alle accuse che mi sono state rivolte da un sacerdote di Agrigento, che mi ha contestato presunti comportamenti di stalking nei suoi confronti e una presunta diffamazione di altri sacerdoti in relazione alla vicenda della scomparsa e dell’omicidio di una ragazza da me conosciuta come Samantha Castelli.
Preciso innanzitutto che non ho nulla contro il sacerdote di Agrigento e nemmeno contro altri sacerdoti che sono stati citati come possibili complici in questa vicenda, perché non sono l’autore di altri contenuti sul web. Ho realizzato solo dei video di sfogo e chiarimento riguardo a ciò che ho appreso sul web e dalle informazioni condivise dalla ragazza che si faceva chiamare Samantha Castelli, in un momento emotivamente delicato, ma senza alcuna intenzione persecutoria o diffamatoria. Tutto ciò che avevo da dire è stato già riferito alle autorità competenti ed è agli atti: mi sono infatti sottoposto a interrogatorio di garanzia e ho dichiarato ogni cosa direttamente davanti al giudice, nel quale ripongo piena fiducia.
Tengo inoltre a chiarire che non posso affermare con certezza che la ragazza si chiamasse effettivamente “Samantha Castelli”, poiché tale nominativo non risulta all’anagrafe del Comune di Agrigento. È possibile che utilizzasse un altro nome. Desidero confermare che la ragazza è reale e l’ho conosciuta personalmente. Alcuni racconti che mi aveva fatto riguardo a un sacerdote sono stati da me divulgati su TikTok in un momento di sfogo, ma ribadisco che quanto accaduto è stato già completamente chiarito in sede giudiziaria“.















