L’accordo è un passo in avanti per certi versi unico e memorabile: le vittime degli abusi che in Spagna chiedono giustizia ma si sono spesso dovute scontrare con il muro di gomma della Chiesa saranno risarcite grazie all’intervento del governo.
La conferenza dei vescovi spagnoli ha reso noto una intesa che consentirà alle persone abusate (e che non desiderano cercare aiuto direttamente dalle strutture ecclesiastiche) di rivolgersi al Ministero della Giustizia e al Difensore Civico dello Stato spagnolo, una figura chiave che in questi anni ha assunto un ruolo di primo piano nel fare luce su tanti casi. Sarà lui che valuterà le richieste e avrà l’ultima voce sui risarcimenti.
Il ministro della Giustizia spagnolo Félix Bolaños ha detto in una conferenza stampa a Madrid che centinaia di vittime – i cui aggressori sono nel frattempo morti o sono assai anziani – «potrebbero finalmente ricevere il riconoscimento richiesto e alla fine ricevere una equa riparazione economiche dalla chiesa».
«Oggi abbiamo pagato un debito alle vittime», ha affermato Bolaños. »È vero che lo Stato ha agito in ritardo, ma alla fine lo abbiamo fatto.
Fino a ieri, le vittime non potevano fare nulla anche perché questi crimini erano caduti in prescrizione». In quasi tutti i paesi europei (escludendo l’Italia che non prevede affatto alcun risarcimento alle vittime) la Chiesa ha creato dei percorsi di giustizia riparativa. Il caso spagnolo è comunque un unicum vper via dell’insolito coinvolgimento dello Stato.
Il percorso che ha portato a questo accordo è stato piuttosto travagliato. Negli ultimi anni l’opinione pubblica, le coraggiose inchieste del Pais e le pressioni di alcuni politici spagnoli hanno fatto affiorare i crimini passati commessi da preti e vescovi pedofili. Nel frattempo emergevano anche gli insabbiamenti continui che erano stati fatti dalle diocesi, dagli istituti religiosi e dal Vaticano stesso. Alla fine il Parlamento è dovuto intervenire e ha incaricato il Difensore Civico di indagare e redigere un rapporto. Il documento lo ha consegnato l’anno scorso. Sono 800 pagine e conta 487 casi di abusi sessuali.
I vescovi spagnoli hanno subito respinto i risultati di quella ricerca sostenendo che gli abusatori all’interno della Chiesa non erano migliaia e migliaia ma “solo” 728 dal 1945. E che la maggior parte dei crimini si era verificata prima del 1990. Nel 2024 il governo – di fronte all’atteggiamento poco collaborativo della Chiesa – ha annunciato che avrebbe fatto pressioni sui vescovi per garantire un risarcimento alle vittime. Intanto l’episcopato costituiva un proprio comitato speciale per ascoltare le vittime, valutare le richieste e garantire una certa riparazione “economica, spirituale e psicologica”.
In base al nuovo accordo, le vittime possono rivolgersi al Ministero della Giustizia spagnolo attraverso una petizione. La procedura arriverà al Difensore Civico che valuterà caso per caso e proporrà una compensazione che il comitato ecclesiale a sua volta valuterà in seguito. La conferenza episcopale spagnola oggi ha anche informato che la Chiesa ha già pagato 2 milioni di euro per dei risarcimento a più di cento vittime dall’apertura del suo comitato speciale nel 2024.
https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_risarcimenti_chiesa_pedofilia_papa_leone_spagna_vescovi_spagnoli_vittime-9286141.html























