Una deroga eccezionale “nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e redenzione”. E’ quella concessa a don Michele Mottola, il sacerdote condannato per abusi su una ragazzina minorenne che frequentava la sua chiesa a Trentola Ducenta, che ha partecipato alle celebrazioni per la chiusura dell’anno giubilare che si sono svolte nei giorni scorsi nella Chiesa Cattedrale di Aversa.
La presenza di don Michele, che ha sfilato insieme ad altri presbiteri durante le celebrazioni in Cattedrale, non è passata inosservata finendo al centro delle polemiche a ridosso di Capodanno e animando il dibattito pubblico sui social. In tanti hanno espresso perplessità chiedendo una presa di posizione pubblica alla chiesa di Aversa. E la risposta non si è fatta attendere. Il vescovo Angelo Spinillo, in una nota, ha ribadito come “la denuncia di quanto, a suo tempo, era accaduto e di cui lo stesso Rev. Mottola si era pubblicamente accusato, avvenne per iniziativa della Diocesi”, si legge. La Diocesi precisa come il sacerdote abbia “espiato le pene che gli sono state comminate dal Tribunale Statale e dal Tribunale Ecclesiastico”.
Attualmente, prosegue la Diocesi, “il Rev. Mottola è soggetto ad una serie di restrizioni che precludono chiaramente la sua partecipazione al ministero ecclesiastico, come anche ad eventi pubblici. Nel giorno della conclusione del Giubileo, come in qualche altra eccezionale occasione precedente, il Vescovo ha ritenuto opportuno, nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e di redenzione, che in altra forma è contemplata anche negli articoli della Costituzione della Repubblica, permettere al Rev. Mottola di partecipare alla celebrazione”.
Un deroga “eccezionale”, dunque, che “non annulla le precedenti restrizioni comminate allo stesso per l’esercizio del ministero sacerdotale e la Diocesi di Aversa assicura che in nessun modo viene meno l’attenzione su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro”, conclude.
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