Di seguito vi riproponiamo l’articolo di Andrea Morigi pubblicato su Libero del 5 maggio sul cardinale Robert Francis Prevost, eletto ieri Papa con il nome di Leone XIV. Sul nuovo Pontefice, prima del Conclave, gravavano le ombre sullo scandalo pedofilia nella Chiesa americana e le accuse di aver “coperto” due casi.
«Il meno americano tra gli americani» è il cardinale Robert Francis Prevost, vescovo di Chiclayo in Perù. Pur essendo nato a Chicago nel 1955 proviene da una famiglia di origini italiane, spagnole e francesi e perciò non è considerato uno yankee dai porporati sudamericani che lo sponsorizzano, sensibilizzati dalla berretta rossa honduregna Óscar Rodríguez Maradiaga, 82enne e quindi troppo anziano per essere eletto al Soglio Pontificio. Di Prevost, nel Sacro Collegio è apprezzata soprattutto l’esperienza missionaria e pastorale maturata fra il 2001 e il 2013, gli anni in cui era priore generale degli Agostiniani. Avendo studiato in Europa e viaggiato in lungo e in largo per i 50 Paesi dove è presente il suo ordine religioso, padroneggia numerose lingue e soprattutto non è percepito come uno dei candidati preferiti dell’attuale amministrazione Trump. Altrimenti, non sosterrebbero uno statunitense.
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