di Davide Romano – Vi fu un tempo in cui i protestanti francesi guardavano con distaccata superiorità agli scandali della Chiesa cattolica. “È il celibato”, mormoravano nei loro templi. “È la struttura gerarchica vaticana”. Poi è arrivata la lettera di Catherine.
Ottantun anni, una vita passata a nascondere il suo segreto, Catherine (nome di fantasia) ha scritto quest’estate alla redazione di Réforme, il giornale protestante francese. Ha raccontato di quando, bambina, fu abusata da un pastore riformato. Non un giovane focoso, non un celibe represso, ma un pastore in pensione, sposato, padre di quattro figli e nonno. Per sessant’anni ha sepolto quel trauma, emerso solo quando suo figlio si è tolto la vita. “Ho continuato ad andare avanti nella vita senza pormi domande”, ha scritto, “senza sapere da dove venisse il mio disagio”.
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