Esce oggi per Solferino “La ragazza che sapeva troppo”, libro inchiesta su Emanuela Orlandi, a 40 anni dal rapimento, a cura del giornalista del Corriere della sera Ferruccio Pinotti e del procuratore Giancarlo Capaldo che ha indagato sulla cittadina vaticana 15enne scomparsa nel 1983 nel cuore di Roma. Un titolo che può sembrare fuorviante, come se Emanuela Orlandi avesse la responsabilità di ciò che le è accaduto, come se fosse depositaria di inconfessabili segreti, alludendo a chissà cosa. Getta quasi un’ombra di ambiguità su una ragazzina di 15 anni. “Capisco la preoccupazione e la condivido”, spiega a FqMagazine Pinotti. “Mi dispiace ma quel titolo è appropriato perché se davvero Emanuela Orlandi era cosciente di essere stata oggetto di abusi e lo ha rivelato, poco prima della scomparsa, all’amica che è stata intervistata in “Vatican Girl”, a cui Emanuela avrebbe detto, pochi giorni prima di scomparire quel segreto, di essere stata importunata da un alto prelato, allora sapeva delle cose e di essere in pericolo. Perché altrimenti aveva sentito il bisogno di condividere una cosa del genere? In quel senso lei era ‘la ragazza che sapeva troppo’”.
Qui un estratto dal libro/inchiesta – L’evoluzione della versione di Federica Orlandi
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