A 39 anni dalla sua scomparsa il caso di Emanuela Orlandi non è stato ancora risolto. Il fratello Pietro, che da anni si batte per la ricerca della verità su quanto accaduto alla sorella, ha lanciato un nuovo appello al Vaticano affinché venga ascoltato insieme al suo avvocato per confrontarsi su nuovi elementi da loro raccolti e che potrebbero rappresentare un punto di svolta nel caso.
“Siamo ad un punto di svolta. Io e l’avvocato abbiamo elementi in mano che possono aiutarci con certezza a capire che cosa è successo – le parole di Pietro Orlandi – però ci serve la collaborazione di persone anche che lavorano in Vaticano, che sono a conoscenza di questo fatto, che si liberino la coscienza e che abbiamo il coraggio di non rimanere nell’anonimato. Abbiamo bisogno di loro”. Come ogni anno, il 22 giugno, giorno della scomparsa di Emanuela, il fratello organizza un sit-in per commemorare Emanuela e far sì che i riflettori sulla vicenda non si spengano mai.
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