Preti pedofili ; secondo le percentuali di padre Hans Zollner in Italia potrebbero esserci 750.000 vittime

Membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori e presidente del Centre for child protection (Ccp) della Pontificia università gregoriana, padre Hans Zollner, nell’agosto 2018 ha dichiarato all’agenzia dei vescovi Sir, «Troppi sacerdoti, tra il 4 e il 6 per cento nell’arco di 50 anni (negli Usa, ndr), hanno agito contro il Vangelo e contro le leggi. Sarebbe stupido pensare che in altri Paesi come l’Italia non sia accaduto lo stesso».

Purtroppo il dato percentuale fornito da Zollner, stando ai risultati delle varie commissioni di inchiesta governative (l’Italia è l’unico dei paesi più industrializzati che non ha mai quantificato l’entità del fenomeno), risulta addirittura in difetto. Terremo quindi buona la percentuale che più si avvicina alla media dei dati emersi, quella del 6 %.

In assenza di un dato ufficiale fornito da una commissione di inchiesta, che anche il Comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite sollecita al Governo italiano, il collega irlandese Mark Vincent Healy (esperto di statistiche), sulla base dei dati percentuali forniti dalle commissioni d’inchiesta, sulla base della popolazione cattolica e sul numero dei sacerdoti, è riuscito a fornire una statistica percentuale attendibile. (vedi tabella a lato)

Sempre sulla base della popolazione e del numero di sacerdoti (siamo il paese più popolato al mondo), ha poi quantificato il possibile numero di vittime italiane, basandosi su due rapporti, quello del dott. Richard Sipe, che afferma che il pedofilo medio ha 250 o più vittime nel corso della sua vita, e quello di padre Andrew M. Greeley il quale ritiene che ci siano 50 vittime per sacerdote. (http://bit.ly/LOJiBb pagina 27).

Stando al dato percentuale fornito da padre Hans Zollner, usando quello del 6% che come abbiamo detto è il dato che più si avvicina alla media, otteniamo sulla base del rapporto Greeley un numero di vittime stimate che sarebbe di 150.000 mentre, sulla base del rapporto Sipe, potremmo arrivare a 750.000.

Sarebbe a questi punti doveroso che il Governo quantificasse anche in Italia l’entità del fenomeno.

Francesco Zanardi

 

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