Fotografava minorenni nudi o durante le prestazioni sessuali che saldava con paghette e regalini. Mischiando, secondo la procura, «per troppi anni il sacro col profano». Non sono bastate, ieri, le giustificazioni fornite in aula a evitare per don Dino, all’anagrafe Placido Greco, il sacerdote di Fiumicino col pallino del sesso e ora sospeso a divinis, a risparmiargli una richiesta di condanna esemplare. Il pm Cristiana Macchiusi ha sollecitato una pena a 15 anni di carcere e 150.000 euro di multa per la doppia accusa di produzione di materiale pedopornografico e prostituzione minorile.
Col rischio che a breve gli arrivi un’altra batosta giudiziaria. Al momento dell’arresto, nel maggio 2015, don Dino, infatti, era stato ritenuto al centro di una rete di pedofili che adescava e istigava alla prostituzione baby gigolò a Termini. «Mi piacciono i giovani, ma non sono un maniaco di minorenni – ha dichiarato l’ex prete – Catalogo le foto di nudi di ragazzi perché sono un tipo molto ordinato e pure perché la carne è debole e provo piacere a rivederle». «Per quei provini mi pagavano pure, in genere dieci euro. Li facevo posare e poi consegnavo gli scatti tenendo una copia. In molti volevano togliersi dalla strada per fare marchette a casa. Li aiutavo. A tutti, però, chiedevo l’età. Se ho avuto rapporti con qualche minorenne è solo perché mi avevano mentito sull’età».
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