Dopo il comunicato ufficiale di giovedì scorso, 4 maggio, don Gianni Sacchi, vicario generale, ammette che solo in un secondo momento, il Consiglio Episcopale è venuto a conoscenza della sentenza d’appello emessa dal tribunale brasiliano a carico di don Piergiorgio Albertini.
Nel giro di poche ore è decisamente cambiata la posizione della Diocesi di Biella sulla delicata vicenda che vede don Piergiorgio Albertini, ex missionario in Amazzonia, Brasile, al centro di una polemica legata ad una condanna per pedofilia. Se in un primo momento, infatti, il Consiglio Episcopale della Diocesi aveva risposto con un lapidario comunicato in cui affermava che “La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi”, è di ieri un’intervista pubblicata da una testata giornalistica locale in cui don Gianni Sacchi, vicario generale, ammette che in questi casi la palla passa alla Congregazione della Dottrina della Fede. La trasmissione degli atti alla Congregazione evidenzia un netto cambiamento di rotta rispetto alla posizione iniziale e l’ammissione di responsabilità da parte della Curia biellese; una responsabilità legata anche alla carenza e alla frammentarietà delle informazioni ricevute dal vescovo di Borba, Dom Eloi Roggia.
A questo punto, la procedura è chiara e, di conseguenza, non lascia spazio ad interpretazioni di sorta. Il Vescovo di Biella, Monsignor Gabriele Mana, dovrà attendere che venga compiuta questa valutazione in modo da recepire la decisione che gli verrà comunicata da Roma.
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