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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » angelo bagnasco » Don Luciano rimane prete nonostante la condanna per pedofilia

Don Luciano rimane prete nonostante la condanna per pedofilia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
16 Maggio 2013
in Città del Vaticano
Reading Time: 2 mins read
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Il Vaticano ha deciso, sarà il tribunale canonico a giudicare l’ex parroco di

Don Luciano Massaferro evita la riduzione allo stato laicale, almeno per ora. Le autorità vaticane hanno deciso che il parroco di San Vincenzo e San Giovanni dovrà essere sottoposto a un processo canonico per valutare eventuali sanzioni nei suoi confronti. Il provvedimento è stato firmato da Benedetto XVI negli ultimi giorni del suo pontificato, ma è arrivato a conoscenza della curia albenganese solo la scorsa settimana. A presiedere il collegio giudicante sarà monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova.

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Il ricorso alla giustizia religiosa rappresenta una prima vittoria per il vescovo Mario Olivieri, che si era opposto all’ipotesi di “spretare” don Massaferro senza passare attraverso il giudizio canonico. Questo provvedimento è previsto per i crimini più gravi, quando il Vaticano si allinea alle sentenze dei tribunali penali italiani perché le considera esaustive e corrette. In questo caso, evidentemente, i vertici cattolici hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento rispetto alle verifiche compiute dai magistrati del tribunale di Savona, della corte d’Appello di Genova e della Corte di Cassazione a Roma.

Lo scorso luglio, l’ultimo grado del sistema giudiziario italiano ha confermato la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per il sacerdote alassino. Don Massaferro è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale ai danni di una chierichetta undicenne nell’estate del 2009. In base al verdetto, il prete ha abusato della bambina (ora quindicenne) in tre distinte occasioni. A pesare sull’esito del processo sono stati anche i tentativi di bloccare la segnalazione della vicenda alle forze dell’ordine, effettuati nell’autunno del 2009 sia dall’imputato sia da un’amica, attraverso conversazioni con la piccola e i suoi familiari.

Purtroppo per il parroco, però, la denuncia era già stata inoltrata agli investigatori dai medici che avevano visitato la bimba dopo i primi segnali di insofferenza psicologica. Le indagini della polizia hanno confermato la tesi accusatoria e la vittima ha ribadito la versione iniziale durante l’incidente probatorio.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Nei mesi scorsi, gli avvocati del pedofilo hanno presentato ricorso alla corte europea di Strasburgo, sostenendo che il parroco è stato vittima di un caso di malagiustizia. Se il tribunale internazionale per i diritti dell’uomo accogliesse l’istanza del religioso, si aprirebbe la strada per la ripetizione del processo penale.

Nel frattempo si svolgerà a Genova il procedimento canonico per decidere se allontanare o meno don Massaferro dall’attività religiosa. Come nelle aule giudiziarie di Savona, Genova e Roma, la difesa dell’imputato punterà sull’assenza di elementi probatori oltre alla testimonianza della bambina, considerata inattendibile dai legali del sacerdote.

http://www.lastampa.it/2013/05/09/edizioni/savona/don-luciano-rimane-prete-nonostante-la-condanna-per-pedofilia-MY4HQINYnXcjy4fdvnrpLO/pagina.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.