“Perché non denunciai il prete che abusò di mia figlia di 11 – 12 anni”
“L’orco non si può perdonare” "La storia di Lucia che a 11 anni ha subìto molestie da un prete. Nessuno ...
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Read moreDetails"Se chiudete significa che conoscete la verità, ditecela", è scritto nella lettera indirizzata a monsignor Becciu "Emanuela Orlandi non è ...
Read moreDetailsCosa avveniva dietro le alte mura della "Casa di St. Mary per mamme e bambini"? Una ricostruzione agghiacciante “Ho provato ...
Read moreDetailsSu Repubblica in edicola la prefazione scritta da Francesco per il libro in cui lo svizzero Daniel Pittet racconta gli ...
Read moreDetailsOltre 400 bambini erano i residenti di questa mega struttura e ognuno di noi aveva un qualcosa in comune agli ...
Read moreDetailsDiego Dalla Palma da qualche anno ha preso coraggio e ha raccontato pubblicamente la sua storia di ragazzino abusato da ...
Read moreDetails20/02/2012 - Il ricorso proposto da un sacerdote - condannato in primo grado per atti di violenza sessuale in danno ...
Read moreDetailsLa Corte di Cassazione lo scorso novembre ha reso definitiva la condanna a due anni di reclusione inflittagli per abusi ...
Read moreDetailsVaticano/ Card.Hummes: Preti pedofili vanno puniti, ma minoranza di Apcom Stragrande maggioranza di sacerdoti sono persone molto degne Città del ...
Read moreDetailsdi EUGENIO SPADAFORA - ACRI - Ora il verdetto è definitivo: padre Kevin Chukmwka è stato condannato a 2 anni ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



