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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » PAROLE DI PAPA FRANCESCO: QUANDO I FATTI? – Riflessioni di un lettore cattolico sul caso di Rozzano

PAROLE DI PAPA FRANCESCO: QUANDO I FATTI? – Riflessioni di un lettore cattolico sul caso di Rozzano

Redazione WebNews by Redazione WebNews
17 Settembre 2017
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 7 mins read
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Buonasera, sono un lettore cattolico, praticante, attivo nella vita parrocchiale. Da qualche tempo leggo spesso tutti gli articoli che riguardano la pedofilia clericale perché nella mia Parrocchia vi è stato un caso di abuso su un minore, un caso che la vostra Associazione sta seguendo.

Anche a nome di tanti amici credenti vi ringrazio per la chiarezza e l’onestà con la quale trattate questo tema così delicato e così drammatico.

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Questa sera mi sono deciso a scrivere perché in questi giorni ho letto sui giornali l’ennesima richiesta di perdono di Papa Francesco a qualche vittima di prete pedofilo, addirittura avrebbe sussurrato al Presidente di una Associazione di vittime “perdonatemi”.

Così come il 2 febbraio 15 nella “LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE EPISCOPALI E AI SUPERIORI DEGLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA CIRCA LA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA TUTELA DEI MINORI” Papa Francesco ha  scritto: “…Le famiglie devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perché è una casa sicura. Non potrà, pertanto, venire accordata priorità ad altro tipo di considerazioni, di qualunque natura esse siano, come ad esempio il desiderio di evitare lo scandalo, poiché non c’è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori…”

Il 7 luglio 2014 durante la “SANTA MESSA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
CON ALCUNE VITTIME DI ABUSI SESSUALI DA PARTE DI ESPONENTI DEL CLERO

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO” Papa Francesco ha detto:

“…So che le vostre ferite sono una fonte di profonda e spesso implacabile pena emotiva e spirituale e anche di disperazione. Molti di coloro che hanno patito questa esperienza hanno cercato compensazioni nella dipendenza. Altri hanno sperimentato seri disturbi nelle relazioni con genitori, coniugi e figli. La sofferenza delle famiglie è stata particolarmente grave dal momento che il danno provocato dall’abuso colpisce queste relazioni vitali…”

“…Alcuni hanno anche sofferto la terribile tragedia del suicidio di una persona cara. La morte di uno di questi amati figli di Dio pesa sul cuore e sulla mia coscienza e di quella di tutta la Chiesa. A queste famiglie offro i miei sentimenti di amore e di dolore…”

“…I peccati di abuso sessuale contro minori da parte di membri del clero hanno un effetto dirompente sulla fede e la speranza in Dio. Alcuni si sono aggrappati alla fede, mentre per altri il tradimento e l’abbandono hanno eroso la loro fede in Dio…”

“…Davanti a Dio e al suo popolo sono profondamente addolorato per i peccati e i gravi crimini di abuso sessuale commessi da membri del clero nei vostri confronti e umilmente chiedo perdono…”

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“…Chiedo perdono anche per i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto in maniera adeguata alle denunce di abuso presentate da familiari e da coloro che sono stati vittime di abuso. Questo, inoltre, ha recato una sofferenza ulteriore a quanti erano stati abusati e ha messo in pericolo altri minori che si trovavano in situazioni di rischio…”

“…Non c’è posto nel ministero della Chiesa per coloro che commettono abusi sessuali; e mi impegno a non tollerare il danno recato ad un minore da parte di chiunque, indipendentemente dal suo stato clericale. Tutti i Vescovi devono esercitare il loro servizio di pastori con somma cura per salvaguardare la protezione dei minori e renderanno conto di questa responsabilità…”

“…Per tutti noi vale il consiglio che Gesù dà a coloro che danno scandalo, la macina da molino e il mare (cfr Mt 18,6)…”

Il 22 luglio 2017 a Santa Marta il Papa indica le qualità del bravo sacerdote: “Il buon prete sa denunciare con nomi e cognomi”.

“…Essere appassionato. Saper discernere. Avere la forza di denunciare il male, “con nomi e cognomi”. Sono le tre caratteristiche del buon prete che Papa Francesco indica nella Messa di questa mattina…”

“…La capacità di denunciare. Un apostolo non può essere un ingenuo: “Ah è tutto bello, andiamo avanti, eh?, è tutto bello… facciamo festa, tutti… tutto si può…”. Perché c’è la fedeltà all’unico sposo, a Gesù Cristo, da difendere. E lui sa condannare: quella concretezza, dire “questo no”…”

“…Il buon prete sa denunciare, con nome e cognome…”

“…I preti devono quindi saper denunciare ciò che “va contro la tua vita”. Molte volte perdiamo questa capacità di condanna e vogliamo portare avanti le pecore un po’ con quel buonismo che non solo è ingenuo ma fa male, è un buonismo dei compromessi, finalizzato ad attirarsi l’ammirazione o l’amore dei fedeli lasciando fare…”

COSÌ IL PONTEFICE DURANTE IL VOLO DI RITORNO DALLA TERRA SANTA, PAPA FRANCESCO: “LA PEDOFILIA COME LE MESSE NERE”

“…Il prete deve portare il bambino o la bambina alla santità. E questo si fida di lui. Invece di portarlo alla santità, lui lo abusa. È gravissimo, è come fare una messa nera. Invece di portarlo alla santità lo porti a un problema che avrà per tutta la vita…”

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

“…Non ci sono privilegi su questo tema di minori. In Argentina dei privilegiati diciamo: questo è un figlio di papà. Ecco – promette il Papa – su questo tema non ci saranno figli di papà. È un problema molto grave. Un sacerdote che compie un abuso, tradisce il corpo del Signore…”

Il 4 giugno 2016 LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI «MOTU PROPRIO»

DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO: COME UNA MADRE AMOREVOLE

Papa Francesco ha scritto:

“…Il Diritto Canonico già prevede la possibilità della rimozione dall’ufficio ecclesiastico “per cause gravi”: ciò riguarda anche i Vescovi diocesani… Con la presente Lettera intendo precisare che tra le dette “cause gravi” è compresa la negligenza dei Vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili…”

“…Il Vescovo diocesano… può essere legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri…”

“…Nel caso si tratti di abusi su minori o su adulti vulnerabili è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave…”

E potrei continuare a citare tanti altri esempi. Papa Francesco parla molto, dice tante cose interessanti ed importanti. La mia impressione però è che nel campo della pedofilia ad esse non seguano molti atti concreti. Per quanto riguarda la nostra Parrocchia, in tanti sappiamo che il parroco ha segnalato subito il fatto al Vescovo (o meglio al Vicario Episcopale) che ha pensato bene di spostare subito il sacerdote in un’altra Parrocchia ad occuparsi dei minori di 4 oratori.

Scelta molto discutibile, direi!

Abbiamo saputo direttamente dai sacerdoti della nostra Parrocchia, che il processo canonico è iniziato dopo 4 anni dalla prima segnalazione e comunque in seguito alla denuncia alle Autorità Civili.

Che tempismo!

Nella nostra Parrocchia molte persone conoscono bene i fatti relativi al caso di abuso al quale mi riferisco perché la famiglia del ragazzino è credente e praticante; potete facilmente immaginare come risulti a loro assolutamente incomprensibile vedere nominato a capo della Diocesi il Vescovo che aveva gestito così male tutta la vicenda!

Premiato con una promozione nonostante il Papa e la Congregazione per la Dottrina della fede fossero stati completamente e tempestivamente informati, e da molto tempo per giunta.

Mi chiedo invece cosa sia stato fatto per il ragazzino ed i suoi familiari da parte della Diocesi e del Vaticano; a quanto mi risulta assolutamente nulla!

Il Parroco ha informato anche il Consiglio Pastorale del fatto che sia la Diocesi che la Parrocchia sono state citate come Responsabilità Civile nel Processo, come atto dovuto, e ha chiesto di stare vicino alla famiglia del ragazzino.

Credo che ciò sia veramente il minimo che ci si possa attendere così come sia da ritenersi doveroso che il Papa chieda perdono.

Io, pur non essendo né vittima né familiare ma semplice cristiano cattolico praticante, mi aspetto ben altro.

Commettere un abuso sessuale su un minore è un reato che va assolutamente denunciato affinché possa essere adeguatamente gestito e la giustizia faccia il suo corso. Perché un sacerdote dovrebbe essere impunito e trattato diversamente da qualsiasi altro cittadino? Anzi, riflettendo meglio, che l’abuso sui minori lo commetta un Sacerdote deve essere considerata una cosa ancor più grave perché alla infamia dell’atto si aggiunge l’evidente tradimento della fiducia delle famiglie che gli avevano affidato i loro figli, facendo perciò leva su un’innegabile posizione di forza …..
Scusate lo “sfogo”, ma è davvero troppa questa ostentazione di grandi manovre nella Chiesa rispetto alla pedofilia, a fronte di un colpevole e consapevole immobilismo.
E’ inaccettabile questa manifesta ipocrisia: mi chiedo per quale ragione da un lato il Papa proclami di essere intollerante verso i Vescovi che non rispondono in modo adeguato alla denuncia di un reato di pedofilia da parte di un sacerdote, chiedendo perdono egli stesso per questi gravi reati di omissione, e dall’altro, lo stesso Papa che era adeguatamente informato di tale comportamento omissivo del Vicario generale di Milano, lo promuova a Vescovo della stessa diocesi.

Cosa mi sfugge? C’è qualche elemento che non riesco a capire oppure forse la strada da percorrere è ancora lunga affinché la Chiesa sia considerata la comunità di tutti i battezzati e non la comunità dei soli sacerdoti, religiosi e religiose.

Io, pur riconoscendo il doveroso diritto alla difesa da parte di coloro che sono accusati di avere commesso abusi, mi sarei aspettato e continuo ad aspettarmi dalla Chiesa una completa ed assoluta vicinanza ed attenzione nei confronti delle vittime.

Continuo a sperare che le cose possano migliorare e continuo a rimanere ottimista perché credo profondamente che la chiesa si fondi su Gesù.

Riflessioni di un lettore cattolico

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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