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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia: parla la suora detenuta in Argentina

Pedofilia: parla la suora detenuta in Argentina

Redazione WebNews by Redazione WebNews
9 Maggio 2017
in World
Reading Time: 2 mins read
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‘Il diavolo con viso da donna’ respinge le accuse: ecco la testimonianza di Suor Kumiko.

Il caso Provolo tiene banco da qualche anno sia in Italia che in Argentina. Una sconvolgente vicenda di #abusi sessuali nei confronti di minorenni sordomuti. Nei giorni scorsi infatti, dopo una lunga latitanza, gli investigatori della Polizia Federale Argentina hanno arrestato Suor Kosaka Kumiko. Sulla religiosa giapponese di 42 anni, pesano diversi capi di imputazione; favoreggiamento, corruzione di minori non udenti, possesso di materiale pedo pornografico, tra i quali un gran numero di inquietanti fotografie e riprese video.

Una indagine complessa che era partita in contemporanea sia a Verona, sede dell’#Istituto Provolo, che a Buenos Aires e Mendoza, in Argentina.

Inchiesta che coinvolgeva anche i sacerdoti Nicola Corradi e Horacio Corbacho, e gli amministrativi Jorge Bordon, José Luis Ojeda e Armando Gómez. Tutti consegnati alla giustizia per aver partecipato ad almeno 27 casi abusi sessuali sui minori che si sarebbero consumati all’interno dell’Istituto Antonio Provolo di Lujan, centro abitato vicino alla capitale sudamericana.

‘Non so nulla degli abusi’

Accompagnata dall’avvocato difensore Carlos Varela Alvarez, l’imputata Kosaka Kumiko si era avvalsa dalla facoltà di non rispondere. Solo in secondo momento la suora ha deciso di raccontare alcuni fatti ininfluenti rispetto alle pesanti accuse formulate. Secondo fonti del Tribunale argentino, ha iniziato a descrivere quei lontani tempi del 1977, e che aveva lavorato al Provolo dal 2004 al 2012.

Nessuna parola che potesse compromettere lei e gli altri è uscita dalla bocca dell’imputata. Nonostante ciò, e mentre il suo legale chiedeva gli arresti domiciliari, il pubblico ministero Gustavo Stroppiana firmava lo stato di fermo e la conseguente carcerazione preventiva nella Casa Circondariale femminile di Cacheuta.

Nel frattempo, un altro avvocato, Sergio Salinas portavoce dell’ONG Xumek che assiste le famiglie delle vittime avrebbe depositato un importante documento che descrive alcune ammissioni da parte della direzione dell’Istituto in questione. E dove apparirebbero i nomi della suora incarcerata, di almeno uno degli amministrativi e di un importante prete.

La supertestimone

Come in ogni indagine, il buon olfatto degli investigatori trova sempre un fiancheggiatore e magari anche un punto debole nella lunga catena di omertà. La donna in questione sarebbe un’altra suora, Asunción Martínez, ex compagna della Kumiko all’Istituto Provolo. La suora paraguaiana avrebbe confessato al pm Stroppiana, di aver parlato più volte con la profuga nel corso della latitanza, e consegnato inoltre, validissimi numeri telefonici.

Testimonianza che arricchisce il filone d’inchiesta e che in aggiunta alle raccapriccianti descrizioni fornite delle giovanissime vittime possano essere utili per inchiodare la cosiddetta ‘monaca degli abusi’ e dei preti pedofili.

http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/05/pedofilia-parla-la-suora-detenuta-in-argentina-001681611.html

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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