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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusatori » ARGENTINA: Senza vergogna, Francesco copre i preti abusatori, ma dice “ascoltate le grida di questi bambini”

ARGENTINA: Senza vergogna, Francesco copre i preti abusatori, ma dice “ascoltate le grida di questi bambini”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
4 Gennaio 2017
in World
Reading Time: 4 mins read
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Il Papa ha inviato una lettera a vescovi nel Giorno degli Innocenti, dove propone di combattere la “tentazione” dei suoi clerici con “tolleranza zero”. Dello scandalo del Provolo nel suo paese, neanche una parola.

Daniel Satur @saturnetroc

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Chissà se in un raptus di ubiquità gli assessori di Jorge Bergoglio hanno obbligato a posticipare la pubblicazione della lettera che il passato 28 di dicembre è stata inviata dal Vaticano agli indirizzi elettronici di migliaia di vescovi in tutto il mondo. È che se fosse stata diffusa lo stesso Giorno dei Santi Innocenti, probabilmente lo scherzo che “che ti basti l’innocenza” si sarebbe infiltrato in più di una abbazia o seminario.

Ciò che è sicuro è che la lettera firmata da Francesco, “con fraterno affetto”, il 28 di dicembre del 2016 è stata fatta conoscere pubblicamente recentemente, il 2 di gennaio del 2017. Curioso, per una missiva tanto “urgente” come densa in contenuto. Ma, bene, i tempi del cielo non sono gli stessi di quelli della terra.

Il contenuto della lettera è, fondamentalmente, una denuncia vaticana della situazione che vivono e soffrono milioni di bambine e bambini in tutto il mondo, prodotto dei più diversi metodi di sfruttamento ed oppressione, come la schiavitù lavorativa e sessuale, la tratta, la povertà estrema, la denutrizione e le malattie. Per coloro che conoscono Bergoglio da vari anni, niente che sorprenda poiché questo è stato sempre uno dei fulcri centrali del suo discorso pubblico.

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Ma in questa occasione il Papa ha approfittato per “infilare” nella denuncia un topico che si fa ogni volta meno schivabile e più compromissivo: l’abuso sessuale sistematico commesso da infinità di preti, vescovi e suore su bambine e bambini in tutto il mondo. Con grande diplomazia, il sommo pontefice ha incorporato nella sua scuola un’esortazione pubblica alle differenti gerarchie cattoliche, chiedendo “tolleranza zero” davanti ai casi che escono alla luce in ogni momento.

Tuttavia il talento papale è rimasto pienamente esposto al momento di spiegare il perché di questi abusi sessuali. In poche linee Francesco ha definito con precisione cosa pensa la Chiesa dei suoi sacerdoti pedofili e come crede che si debbano combattere le loro deviazioni.

“Come pastori siamo stati chiamati” ad aiutare a far crescere l’ “ allegria in mezzo al nostro popolo”, ricorda ai suoi destintari. Ed aggiunge: “Voglio rinnovare con te l’invito a non lasciarsi rubare questa allegria”. Segue un atto che afferma, facendo una comparazione con il passaggio biblico sull’assassinio massivo di bambini da parte di Erode, che “oggi nei nostri popoli, purtroppo – e lo scrivo con profondo dolore – si continua a sentire il gemito ed il pianto di tante madri, di tante famiglie”.

Dopo alcuni riferimenti al Natale, Francesco si domanda, retoricamente, se “l’allegria cristiana può realizzarsi ignorando il gemito del fratello, di bambini”, in riferimento a questi abusi e vessazioni che ricevono ogni giorno milioni di infanti in tutto il pianeta.

Infine, con una giravolta dialettica Bergoglio suggerisce: “Ascoltiamo il pianto ed il gemere di questi bambini: ascolteremo anche il pianto ed il gemito della nostra madre chiesa, che piange non solo di fronte al dolore causato nei suoi figli più piccoli, ma anche perché conosce il peccato di alcuni dei suoi membri: la sofferenza, la storia ed il dolore dei minori che sono stati abusati sessualmente dai sacerdoti”. Così, senza scali, il Papa trasforma l’istituzione che dirige quasi quasi in una vittima tanto meritevole di compassione e misericordia come queste bambine e questi bambini vessati.

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Questo sì, come è di costume, l’abuso degli infanti è molto meno un delitto grave che “un peccato che ci dà vergogna”. E come se fosse uno appena arrivato all’altare, dice “ci scusiamo profondamente e chiediamo perdono. Ci uniamo al dolore delle vittime e, allo stesso tempo, piangiamo il peccato. Il peccato per quanto successo, il peccato di omissione di assistenza, il peccato di occultare e negare, il peccato dell’abuso di potere. La chiesa piange anche con amarezza questo peccato dei suoi figli e chiede perdono”.

A questa altezza il cinismo papale non ha limiti. Come ha già dimostrato questo quotidiano, lo stesso Jorge Bergoglio sapeva che nell’Istituto per bambini sordi Antonio Provolo in Argentina si sono rifugiati per molti anni sacerdoti abusatori e non ha mai fatto niente. Nel 2014 varie vittime di abusi accaduti nella sede italiana dell’istituto hanno consegnato un video al Vaticano dove accusavano, tra gli altri preti, Nicola Corradi stesso che oggi è detenuto in Mendoza a seguito della coraggiosa denuncia dei famigliari delle vittime attuali del vecchio clerico italiano.

Vale ricordare, ancora una volta, che Francesco non ha mai risposto alle richieste e agli inviti delle decine di vittime di Corradi ed altri abusatori per far sì che il Vaticano realmente portasse alla pratica la “tolleranza zero” e ponesse tutte le prove a disposizione della Giustizia.

Ora Francesco dice ai vescovi che “ricordando il giorno dei Santi Innocenti, rinnoviamo tutto il nostro impegno per far sì che queste atrocità non tornino a succedere tra noi. Prendiamo il coraggio necessario per implementare tutte le misure necessarie e proteggere in tutto la vita dei nostri bambini, per far sì che tali crimini non si ripetano più”. Evidentemente un doppio discorso clericale.

Ancora una volta, come lo ha saputo fare nei tempi in cui in Argentina scomparivano uomini e donne dall’azione genocida della dittatura civico – militare, Jorge Bergoglio si veste da santo e, con il suo sorriso bonaccione, cerca di nascondere il suo vero volto. Niente che sorprenda ma, sí, molto che indigni un poco di più.

Tradotto per Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

http://www.laizquierdadiario.com/Sin-verguenza-Francisco-encubre-a-curas-violadores-pero-pide-oir-el-llanto-de-esos-ninos

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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