Città del Vaticano – Senza troppa enfasi, ieri mattina, nella cappella del Governatorato, all’interno del Vaticano, è stato celebrato il funerale ad un nunzio apostolico spagnolo messo da parte per avere avuto il coraggio di denunciare a Papa Wojtyla i crimini di padre Maciel Marcial Degollado, il diabolico fondatore dei Legionari di Cristo, pedofilo seriale, tossicomane, doppiogiochista, bugiardo e corruttore. Una figura oscura e potentissima, amica di Giovanni Paolo II e del cardinale Dziwisz che, proprio per questo, riuscì a garantirsi per decenni l’impunità e il silenzio. Riuscì a coprire persino una doppia identità, con fiumi di denaro elargiti ovunque, persino alle gerarchie ecclesiastiche dell’epoca.
Fu l’allora nunzio apostolico in Messico, monsignor Justo Mullor Garcia, a mettere nero su bianco le accuse, e riferire all’allora segretario di stato, Sodano cosa stava accadendo dietro le quinte di uno dei più potenti ordini religiosi presenti in America Latina, fondato da padre Maciel a Città del Messico.
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