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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia, il fratello del papa si scusa con gli ex alunni

Pedofilia, il fratello del papa si scusa con gli ex alunni

Redazione WebNews by Redazione WebNews
13 Marzo 2010
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Pedofilia, il fratello del papa si scusa con gli ex alunni

di Alessandro Bongarzone

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ROMA – Dopo quelle del vescovo di Ratisbona, arrivano – oggi – anche le scuse pubbliche del fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger, già direttore del “Regensburger Domspatzen”, il coro delle voci bianche della Cattedrale di Ratisbona, dal 1964 al 1993.
Monsignor Ratzinger racconta
Lo fa con un’intervista, rilasciata al quotidiano tedesco “Passauer Neue Presse”, con cui chiede perdono agli ex ragazzi del coro, vittime di abusi sessuali da parte di alcuni sacerdoti della scuola e del collegio, ribadendo, però, di non essere mai stato a conoscenza di tali episodi.
Il fratello del pontefice, invece, ha raccontato nell’intervista di essere a conoscenza delle punizioni corporali che erano in uso nel collegio e che, lui stesso, in taluni casi ha “dovuto” distribuire qualche schiaffo ai ragazzi del coro affermando, infine, di essere stato “sollevato” quando questa pratica venne vietata da legislatore tedesco nel 1980 precisando, dopo aver rinnovato le scuse, questa volta per gli schiaffi assestati per intemperanza verso “manchevolezze o per un consapevole rifiuto di prestazioni”, di essersi in seguito sempre attenuto a tale divieto.

L’86 enne monsignor Ratzinger ha anche affermato che alcuni ragazzi gli avevano raccontato degli episodi che si verificavano nel convitto di Etterzhausen, da dove venivano reclutati i cantori, soprattutto da parte del direttore John M., ma niente che gli facesse presumere fatti di tale gravità: “Se avessi saputo – ha detto – dell’eccessiva violenza con cui si agiva, già allora avrei detto qualcosa” anche se – ha spiegato – non sarebbe servito a modificare la prassi in atto visto che la scuola è “un istituto a parte” e non si può intervenire sulla sua gestione.

Le iniziative del Governo
La ministra federale della Famiglia, Kristina Schröder e quella dell’Istruzione, Annette Schavan hanno organizzato, intanto, per il prossimo 23 aprile una tavola rotonda sul tema degli abusi sui minori dove – hanno annunciato – saranno discusse anche le questioni degli aiuti alle vittime e le misure preventive. All’incontro dovrebbero partecipare rappresentanti di varie istituzioni che si occupano dell’infanzia, dalle famiglie, alle scuole, alla Chiesa cattolica e protestante.

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L’incaricato della Conferenza episcopale tedesca per le vicende di abuso sui minori, monsignor Stephan Ackermann, ha accolto con favore tale iniziativa, definendo “molto utile” un incontro di questo tipo tra realtà associative e istituzioni che operano nel settore dell’infanzia e della gioventù.

La posizione del ministro della giustizia
Non si placano invece le critiche della ministra federale della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, nei confronti della Chiesa cattolica che la stessa ministra accusa di aver coperto colpevolmente i casi di abuso verificatisi all’interno delle sue strutture.
Già nei giorni scorsi tale posizione era stata motivo di frizione con il presidente della conferenza episcopale e solo l’intervento diretto della cancelliera Angela Merkel era riuscito a riportare un minimo di “serenità” tra le due istituzioni.

Oggi, però, dalle colonne della “Suddeutsche Zeitung”, la titolare della Giustizia torna ad attaccare la Chiesa tedesca chiedendo, perdippiù, che la Chiesa risarcisca le vittime degli abusi sessuali anche nei casi in cui siano scaduti i termini di prescrizione (20 anni dalla maggiore età).
“Sarebbe questo – afferma la ministra – un “segnale chiaro” e una “parte di giustizia, anche se le ingiustizie sofferte non possono essere compensate mai del tutto”.

Dello stesso avviso si dice il segretario della SPD, Andrea Nahles, cattolico praticante, che propone di estendere questa richiesta anche agli istituti scolastici secolari, nei quali ugualmente stanno cominciando a emergere casi sistematici di abuso, come a Odenwald. Un risarcimento, anche simbolico, “sarebbe una offerta adeguata per le vittime di allora”.

Sul versante vaticano, intanto, resta confermato il viaggio del prossimo 12 marzo di monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca per l’incontro con Benedetto XVI. Si tratta di un’udienza fissata da tempo – in coincidenza con i lavori dell’assemblea generale dei vescovi – in cui, ovviamente, è entrato di prepotenza il tema degli abusi: argomento su cui il pontefice sembra intenzionato ad intervenire personalmente e con decisione come ha già dimostrato nel caso “Irlanda”.

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http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=9049:pedofilia-il-fratello-del-papa-si-scusa-con-gli-ex-alunni&catid=81:europa&Itemid=198

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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