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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Perugia, don Lucio Gatti indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione

Perugia, don Lucio Gatti indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Aprile 2012
in Umbria
Reading Time: 3 mins read
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Per la difesa del sacerdote l’iscrizione nel registro degli indagati è un «atto dovuto»

di Francesca Marruco

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Violenza sessuale e abuso dei mezzi di correzione. Accuse pensatissime, se confermate. Specialmente per chi ha consacrato la propria vita a Dio e si prodiga per aiutare le persone deboli. Che in questo caso sarebbero diventate vittime di chi doveva aiutarle. A sei mesi dal clamore della vicenda del sacerdote perugino denunciato per abusi sessuali da alcuni ex ospiti della sua comunità di recupero, risulta ufficiale l’iscrizione nel registro degli indagati di don Lucio Gatti, il sacerdote già rimosso dal suo incarico nella parrocchia di Cenerente mesi fa.

Due procedimenti Il titolare dei due diversi procedimenti, nati da altrettante denunce di ex ospiti delle comunità di recupero gestite da don Lucio Gatti, è il pubblico ministero Massimo Casucci. Così, mentre i parrocchiani di Cenerente in attesa del verdetto del vescovo sul futuro del loro ex sacerdote raccolgono firme per chiedere che gli venga restituito, e il vescovo è prossimo ad annunciare al sua decisione, arriva la conferma dell’indagine.

La difesa Per il legale che rappresenta il sacerdote, l’avvocato Nicola Di Mario, l’iscrizione nel registro degli indagati si tratta di un atto dovuto. Una sorta di formalità finalizzata all’accertamento reale degli eventi per come si sono verificati. Intanto don Gatti non è ancora stato convocato o ascoltato dal pubblico ministero titolare delle indagini.

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Le due inchieste Ancora, dal momento in cui le denunce sono state depositate, non sarebbero stati ascoltati nessuno dei due ragazzi che dicono di aver subito abusi sessuali da parte di don Gatti. Entrambi i giovani sono assistiti dagli avvocati Federico Mazzi e Alessandro Fratini. Don Gatti invece la sua versione l’ha raccontata alla commissione d’inchiesta della curia diocesana di Perugia istituita il 24 ottobre scorso. Secondo quanto trapelato, in quella circostanza avrebbe ammesso quanto denunciato dai ragazzi. O almeno lo avrebbe fatto in parte, sostenendo, sembrerebbe, che i giovani fossero consenzienti.

Consenzienti? Facile immaginare come un eventuale procedimento possa giocarsi tutto sulla sottile linea tra l’abuso e l’atto tra due persone consenzienti. I ragazzi hanno effettivamente aspettato molto tempo prima di presentare denuncia e lo hanno fatto solo dopo che anche la trasmissione televisiva ‘Le Iene’ si era occupata del loro caso. Qualcuno potrebbe sollevare non pochi dubbi sulla scelta comportamentale tenuta.

Il racconto di uno dei ragazzi che ha denunciato Uno dei ragazzi che hanno denunciato Don Gatti, aveva raccontato a Umbria 24 la notte in cui dice di aver subito l’abuso: «Mi venne proposto di andare a casa sua (del sacerdote indagato, ndr)per fare dei lavori il giorno seguente. Si è messo nel letto accanto a me, avevo visto mezz’ora del film Gran Torino e mi ero messo a dormire. Andare a lavorare fuori dalla comunità significava riposarsi . Invece, poco dopo si è messo nel mio stesso letto. Ha iniziato a toccarmi e ha tentato di baciarmi, io l’ho allontanato e mi sono girato dall’altra parte. Ma lui ha continuato lo stesso. Si è calato le mutande e ha iniziato a masturbarsi. Eravamo nello stesso letto, molto vicini. E’ stato tremendo». Lo stesso ragazzo aveva raccontato a Umbria 24 anche delle violenze fisiche e psicologiche che avevano messo in atto nei suoi confronti. «Uno mi teneva e l’altro mi dava schiaffi» aveva detto, aggiungendo di quando «con delle piccole forbici infuocate mi hanno cancellato un tatuaggio che avevo sul braccio» e di quando gli permettevano di mangiare solo mele destinate ai maiali.

Accuse da verificare Tutte circostanze che il pubblico ministero dovrà vagliare per decidere se procedere poi con una richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio per il sacerdote perugino. A breve verrà resa nota anche la decisione della curia in osservanza del diritto canonico, forse già domenica pomeriggio quando il vescovo mons. Gualtiero Bassetti dovrebbe incontrare la comunità di Cenerente che più volte ha difeso il suo parroco.

La lettera Lui invece, dal luogo sconosciuto in cui si è rifugiato dal momento dell’allontanamento dalla parrocchia, ha scritto una lettera al vescovo indirizzandola ai suoi parrocchiani e agli altri sacerdoti. Missiva che è stata in parte letta nella celebrazione in cui i sacerdoti rinnovano le loro promesse. Missiva in cui il sacerdote chiede scusa. Alla comunità e agli altri preti. Per quanto ha fatto? Per le sue debolezze? O per il clamore che la vicenda ha creato nonostante lui sia estraneo alle accuse? Non è dato sapere. Almeno per ora.

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http://www.umbria24.it/perugia-lucio-gatti-indagato-violenza-sessuale-abuso-mezzi-correzione/93982.html

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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