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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Castellammare di Stabia » “Lea ha dovuto morire per essere credibile”: la lezione di coraggio di Lea Garofalo apre la 4a edizione del Premio Nazionale a lei intitolato. La presentazione al Manin

“Lea ha dovuto morire per essere credibile”: la lezione di coraggio di Lea Garofalo apre la 4a edizione del Premio Nazionale a lei intitolato. La presentazione al Manin

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Novembre 2025
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
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Tre giornate dedicate al Premio Nazionale Lea Garofalo, la giovane donna di origine calabrese che si è ribellata alla ‘ndrangheta, diventando testimone di giustizia e pagando con la vita la sua scelta di libertà e legalità. Quest’anno sarà Cremona la location scelta per celebrare questi tre giorni che tra cerimonie e momenti di riflessione, porteranno la memoria di Lea come esempio ancora vivo e vitale di legalità e di libertà, ma anche come momento di riflessione anche sul tema della violenza contro le donne, proprio in occasione della giornata contro la violenza sulle donne che si celebra domani.

Organizzata dall’associazione Dioghenes A.p.s, l’iniziativa è stata presentata stamattina presso la Biblioteca “Pier Paolo Pasolini” del Liceo Ginnasio Statale “Daniele Manin” in una conferenza stampa per illustrare il programma delle tre giornate. “Un paese senza memoria è un paese senza storia, per citare proprio Pasolini -ha esordito Paolo de Chiara, presidente di Dioghenes- Questa quarta edizione è qui a Cremona, a un’ora da Milano, da quel viale Montello, strappato alla mafia e dedicato a lei“.

presente per l’occasione anche Marisa Garofalo, sorella di Lea, che ha presentato la sua commossa e toccante testimonianza diretta: “Lea è sempre stata una donna coraggiosa, fin da bambina. La sua è una storia di coraggio e di denuncia, ma anche una storia di amore per la figlia. Lea ha denunciato, ma ha dovuto morire per essere creduta. Sono felice oggi di essere qui –ha commentato Marisa, ripercorrendo i momenti drammatici vissuti da quel 24 novembre 2009– ho capito sin sa subito dopo la scomparsa di Lea che le era accaduto qualcosa di tragico. Il processo ha portato a 4 ergastoli, ma in realtà non c’è stata giustizia: manca la certezza della pena, quegli uomini tra permessi premio e altro hanno potuto tornare anche a casa. Ma non mi meraviglio di ciò, perchè Lea non è stata tutelata nemmno quando era ancora in vita” parole amare e taglienti come lame, che raccontano ancora una volta il dramma di una vita spezzata per mano malavitosa e di una giustizia che non sempre tutela le vittime.

“Emozione e commozione” sono state le parole della Dirigente scolastica del “Manin” Maria Grazia Nolli “Un’iniziativa che incoraggia noi scuole a promuovere la legalità ed a sensibilizzare gli studenti verso una cittadinanza attiva, consapevole e monitorante. Lea, donna e madre coraggiosa, ha gettato un seme di speranza, che i giovani colgono con entusiasmo e passione nel promuovere la cultura della legalità e della giustizia”.

Presente anche il sindaco Andrea Virgilio, che ha ringraziato la scuola per la sensibilità nel cogliere ed accogliere questa iniziativa : “E’ importante e faticoso trasmettere una storia come questa. C’è differenza tra storia e memoria: la memoria è ancora calda e scottante, mentre la storia ci permette di razionalizzare il racconto. Siamo davanti anche ad una sfida di carattere culturale, per sgretolare una società patriarcale. Anche in ambito politico, dobbiamo dare il giusto valore al tema della sicurezza, andando a scardinare quelle infiltrazioni malavitose di cui non si parla quasi mai, lasciando spazio a notizie “minori”, quando invece si dovrebbe aprire un dibattito politico allargato anche su queste tematiche”.

Dopo le riflessioni di apertura, la parola è passata a Giusi Rosato, docente del Manin e responsabile nazionale Scuole e Università Dioghenes APS, che ha spiegato nel dettaglio i dati relativi al concorso, partendo dal numero cospicuo di lavori svolti, ben 88, giunti da tutta Italia, molti dalla Lombardia e molti anche da regioni come Calabria, Puglia e Campania, terre in cui le associazioni malavitose sono particolarmente infiltrate. “La mafia teme più la scuola che la giustizia”, una citazione del magistrato Antonino Caponnetto e ripresa per sottolineare come la vera differenza si faccia proprio partendo dai ragazzi e dalla cultura. Rosato ha quindi elencato i nomi delle scuole e delle classi premiate.

SCUOLA DELL’INFANZIA

1° classificato: Scuola dell’infanzia “Sant’Angelo” – Cremona – Titolo del lavoro: “AL.LEA.TI: Lea, piccola storia, grande cuore”

SCUOLA PRIMARIA

1° classificato: Istituto Comprensivo Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio plesso Primaria “Papa Giovanni XXIII” – Trani (BA) – Titolo del lavoro: “Rosario Livatino, testimone di legalità”

2° classificato: Istituto Comprensivo Ugo Foscolo di Vescovato, Scuola Primaria G. Lonati di Ca’ de Mari – Gadesco Pieve Delmona (CR) – Titolo del lavoro: “Parole idelebili”

3° classificato: Istituto Comprensivo Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio plesso Primaria “Papa Giovanni XXIII” – Trani (BA) – Titolo del lavoro: “Testimoni della legalità”

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

1° classificato: Istituto Comprensivo G. Diotti- Casalmaggiore (CR) – Titolo del lavoro: “Nel silenzio il suono dei tamburi”

2° classificato: Istituto Comprensivo Denza – Castellammare di Stabia (NA) – Titolo del lavoro: “Uno scrigno foriero di parole salvifiche”

3° classificato: Istituto Comprensivo Cremona 2 – Scuola secondaria di I grado “Virgilio” – Cremona – Titolo del lavoro: “La voce di Lea”

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

1° classificato: Liceo Ginnasio Statale D. Manin – Cremona – Titolo del lavoro: “La chiamata”

2° classificato: IIS G. Falcone – Palazzolo sull’Oglio (BS) – Titolo del lavoro: “La sedia vuota”

3° classificato: IIS J. Torriani – Cremona – Titolo del lavoro: “Lea! Una donna, una testimone!”

MENZIONI SPECIALI 

– Istituto Comprensivo Ugo Foscolo di Vescovat, scuola secondario di I grado “Don gaetano Portioli, Ostiano (CR), gruppo interclasse (classi 2A e 2B): Lea Garofalo, un nome che non tace. Affinchè la memoria diventi futuro

– IIS G. Romani – Casalmaggiore, Gruppo di studenti della classe 5A Classico: Diario, la storia di Emanuela Loi

– Liceo Ginnasio Statale D. Manin – Cremona: La parola come atto di resistenza

– IIS G. Falcone – Palazzolo sull’Oglio (BS): La sedia vuota

– IIS J. Torriani – Cremona: Lea! Una donna, una testimone!

– IC Dedalo 2000 –  Scuoal secondari di I grado “A. Roncalli” –  Gussola: Intervista a un mafioso.

Nel corso della presentazione sono stati elencati anche i nomi dei “Testimoni del nostro tempo“, familiari vittime di mafie, appartenenti alle forze dell’ordine, magistrati e procuratori della Repubblica, Testimoni di Giustizia, giornalisti di organi di stampa nazionali, rappresentanti sindacali e rappresentanti di associazioni:

  • Michelangela Barba
  • Marco Rizzollo
  • Giancarlo Costabile
  • Corrada Pomilio
  • Giorgio Mogola
  • Maurizio Landini
  • Mauro Esposito
  • Pellegrino Passariello
  • Silvia e Claudia Pinelli
  • Pasquale Chirichella
  • Elia Milani
  • Francesco Zanardi
  • Vincenzo Infantino
  • Mario Coppetti

Il programma si articola in tre giornate, da oggi a mercoledì, in diverse location della città, dal liceo Manin al Teatro Monteverdi, dalla premiazione nell’Aula Magna del Campus Santa Monica a Palazzo Comunale fino all’ex chiesa di San Vitale.

Michela Garatti
https://cremonasera.it/cronaca/-lea-ha-dovuto-morire-per-essere-credibile-la-lezione-di-coraggio-di-lea-garofalo-apre-la-4a-edizione-del-premio-nazionale-a-lei-intitolato-la-presentazione-al-main

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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