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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » La magia, i lecca-lecca e poi gli abusi. Nell'”inferno” delle Bestioline di Cerano

La magia, i lecca-lecca e poi gli abusi. Nell'”inferno” delle Bestioline di Cerano

La vicenda delle Bestioline di Cerano, al centro di un processo di primo grado per abusi sessuali, riduzione in schiavitù, associazione a delinquere

Redazione WebNews by Redazione WebNews
7 Giugno 2024
in Cronaca e News
Reading Time: 6 mins read
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I nomi di animali. Gli abusi sessuali su minorenni. La manipolazione. Sono queste caratteristiche e accuse di un processo di primo grado in corso, quello contro le Bestioline di Cerano, presunta organizzazione settaria passata al setaccio in un’indagine, guidata da Silvia Baglivo della Procura di Novara e Paola Stupino della Dda di Torino. L’indagine che ha portato 26 persone al rinvio a giudizio (su 28 indagati) – anche se alla sbarra ce ne sono solo 25 – in un processo di cui si parla troppo poco. Perché casi come questi riguardano tutti potenzialmente, ma esistono delle lacune in Italia in quando a manipolazione mentale.

“Il problema principale in questo procedimento, non essendoci una legge sulla manipolazione mentale, è un vuoto normativo che fa ancora protendere a domande del tipo: ‘Ma lei era legata quando subiva quelle cose? Quindi poteva andarsene quando voleva’. I nostri giudici non considerano assolutamente l’aspetto della manipolazione, che la letteratura scientifica invece spiega molto bene. Abbiamo fornito noi questa spiegazione in aula, cercando di far comprendere quello che accade nella testa di una persona che non è più in grado di determinarsi, perché la sua visione della realtà è completamente trasformata. Io credo che le difficoltà del giudice siano determinate dall’assenza di una legge apposita. Spesse volte la manipolazione che la scienza vede non è riconducibile a una pena giusta”. A dirlo a IlGiornale.it è Lorita Tinelli, psicologa e fondatrice del Cesap (Centro Studi sugli Abusi Psicologici).

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Nel processo alle “Bestioline” il Cesap è parte civile e Tinelli è stata ascoltata come consulente. Tra i consulenti del caso c’è anche Annamaria Giannini de La Sapienza, peraltro membro del comitato scientifico del centro studi: entrambe, Tinelli e Giannini, hanno fornito inoltre supporto scientifico anche alle altre parti civili.

Come nasce il caso delle Bestioline di Cerano

Come tutti i casi giudiziari, anche quello delle Bestioline è partito da una denuncia, anzi da due denunce, quelle di Michela e Giulia. Mediaticamente parlando i loro sono nomi di invenzione, per tutelarle in questo complesso processo che ha portato a parlare moltissimi testimoni, anche se probabilmente per la fine del 2024 ci sarà la fine del primo grado.

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Le denunce sono relative al 2010 e al 2018 e sono avvenuti in modi differenti. Come racconta PrimaNovara, l’ultima denuncia aveva portato all’indagine “Dioniso” nel luglio 2021. E sono emerse alcune storie delle presunte vittime. Come quella di Giulia, entrata a far parte delle Bestioline per scelta della zia: “Era l’inferno: sono scappata per non morire”, ha detto in tribunale. Per Giulia il momento di denunciare è giunto quando, badando alla figlia di un’adepta mentre questa era impegnata, avrebbe scoperto che la bambina sarebbe stata sottoposta ai suoi stessi rituali.

Michela invece è entrata nella cerchia introdotta dalla cugina che le faceva da babysitter: “Non sono mai stata violentata da mia cugina, lei in quei giorni era nella stessa casa ma se ne andava. Sono stata violentata da altre due donne”, ha spiegato in tribunale, come riporta Fanpage. Michela ha impiegato molto tempo a metabolizzare quanto le era successo, emerso completamente solo quando la donna, oggi 25enne, si è sottoposta a psicanalisi.

“La dinamica è sempre la stessa: è la costruzione di un mondo, separato dalla realtà, con i suoi valori, regole, modalità, anche se abusanti – chiarisce Tinelli – Le dinamiche sono riconducibili a un movimento a deriva settaria dove l’obiettivo è annullare la volontà e l’autodeterminazione dell’individuo in favore del potere che il capo ha sugli altri. Molti di questi gruppi si basano su abusi sessuali e potere economico”.

Le accuse alle Bestioline

Gli imputati al processo devono rispondere di vari capi d’accusa, tra cui i principali sono abusi sessuali, riduzione in schiavitù, associazione a delinquere. Cosa accadeva nella presunta setta delle Bestioline? A partire dalla fine degli anni ’80 un gruppo di professionisti avrebbe stuprato e torturato molte ragazze a bambine, avvicinate, oltre che da parenti e amici di famiglia, grazie ad alcuni esercizi – scuole di danza, una scuola di spada celtica, farmacie o erboristerie, un centro psicologico e una casa editrice. Le minorenni sarebbero state poi avviate a presunte pratiche magico-esoteriche.

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Una volta all’interno della cerchia, le bambine e le ragazzine venivano sottoposte a rituali, e questi rituali in tribunale sono diventati accuse di abusi sessuali. Le bambine sarebbero state “invitate” a fare dei bagni e lavande vaginali o anali, accarezzate con una frusta, portate a inserire nelle parti intime dei lecca-lecca, appese a ganci posti sul soffitto e marchiate nelle pudenda.

All’interno dell’organizzazione delle Bestioline, le persone erano ribattezzate con nomi di animali, tranne il leader, che veniva chiamato con appellativi riconducibili al potere o più semplicemente il “dottore”: Gianni Maria Guidi, accusato di essere il capo della presunta setta, è morto nella primavera 2023 a 79 anni e quindi non sarà a giudizio.

“Possiamo definire – dice Tinelli – quello delle Bestioline un fenomeno settario perché i membri del gruppo assumevano nomi diversi – quelli di animali. Queste persone, prevalentemente donne, venivano introdotte in tenera età, e venivano iniziate sessualmente, ma quella sessualità era intesa in termini diversi da quello che comunemente si intende per sessualità e moralità. Venivano cambiati anche tutti i valori e il senso della realtà di persone inserite in un sistema chiuso, dove c’erano dei codici di comunicazione e dove la realtà assumeva un senso diverso”.

Le pratiche delle Bestioline avrebbero portato a un attacco alla persona, che sarebbe stata manipolata e annullata. Le donne adulte venivano chiamate mami, mentre i messeri avrebbero avuto il compito di individuare nuove prede, separandole di fatto dal mondo esterno, promettendo un processo di crescita che sarebbe passato attraverso i presunti abusi di cui ora la presunta setta deve rispondere.

Il problema del silenzio

Si parla, come detto, molto poco delle Bestioline. Dopo la messa in onda di un doppio episodio molto dettagliato del podcast “Nella setta” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, c’è stata anche un’interrogazione parlamentare, per capire il perché dietro al silenzio. Certo, si tratta di un processo a porte chiuse, ma probabilmente c’è anche dell’altro, come per esempio un vuoto normativo che di recente psicologi, criminologi ed esperti chiedono di colmare.

“L’ultimo disegno di legge – dice Tinelli- che appartiene alla scorsa legislatura, è stato depositato dal senatore Totaro di Fratelli d’Italia. Si trattava di un disegno di legge che ha attinto anche alle notizie scientifiche del Cesap in cui si faceva un bel ragionamento giuridico sui ragionamenti desumibili sui manipolatori di diverso genere. Non si parlava solo di sette ma di manipolazione a 360 gradi. E venivano individuate pene corrette, sulla base di quello che accade in Europa. Quel disegno di legge purtroppo non è mai stato calendarizzato. Recentemente la deputata Stefania Ascari ha ritenuto di chiedere una commissione d’inchiesta sul fenomeno settario: i dati oggi sono nelle mani delle associazioni e per la prima volta anche la politica vuole arrivare a una legge a tutela delle vittime”.

A fronte della necessità di una legge sul reato di manipolazione, le sette proliferano, aiutate anche dai social network e dal web in generale. “L’esperienza del web e dei social oggi aiuta moltissimo la diffusione della manipolazione e aiuta i guru a entrare nelle nostre case indisturbati. Ma aiuta anche nell’informazione: i media si mobilitano tantissimo, purtroppo quando già accadono i casi di cronaca nera, che a volte finiscono nel dimenticatoio. La manipolazione mentale esiste, come esiste nelle relazioni a due e c’è un Codice Rosso che interviene, ma con la manipolazione mentale fatta in ambito sociale, con piccoli e grandi gruppi, diventa un problema soprattutto perché c’è una controinformazione fatta da gruppi settari molto potenti in Italia e loro sostenitori, spesso studiosi, che fanno di tutto per occultare la voce delle vittime e dei critici di questi gruppi, arrivando a denigrare chi sta nelle associazioni e si occupa delle vittime”. La stessa Tinelli è da sempre, per il suo lavoro, attaccata per il suo studio dei fenomeni di manipolazione.

C’è poi il fattore incredulità. Quando il genitore o l’amico di una persona maggiorenne sporge una denuncia in un presunto caso di manipolazione, il caso viene registrato come allontanamento volontario. Con le Bestioline di Cerano nello specifico sono “coinvolte persone di spicco. Parliamo di soggetti anche dal punto di vista sociale conosciuti”, e questo “potrebbe aver limitato la diffusione della notizia, ritenuta incompatibile rispetto alle persone che si conoscevano”.

Tinelli è fiduciosa in relazione al lavoro scientifico svolto in questo caso, così come lo sono i legali delle parti civili.

Non resta che attendere. “Io credo che anche alcuni carnefici siano stati in qualche modo vittime. Ma finché non fanno il passaggio dall’altra parte, assumendosi le proprie responsabilità, continueranno a rimanere carnefici”, conclude Tinelli.
https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-nera/magia-i-lecca-lecca-e-poi-abusi-manca-legge-contro-2326488.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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