Il Coordinamento delle famiglie dei sopravvissuti agli abusi da parte del clero italiano esprime il proprio pieno e convinto sostegno alla Dott.ssa Carla Puligheddu, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Sardegna.
Le dichiarazioni con cui le autorità ecclesiastiche sarde hanno reagito alle parole della Garante non possono lasciarci indifferenti. I toni utilizzati per delegittimare il suo lavoro e per screditare i dati sugli abusi risultano profondamente offensive non solo nei confronti della Dott.ssa Puligheddu, ma soprattutto nei confronti delle vittime e delle loro famiglie.
Nel comunicato diffuso dai vescovi si parla infatti di «superficialità e disinvoltura con la quale sono state esposte dalla stessa Garante numeri e dati senza nessun reale fondamento» e si definiscono le informazioni dell’Osservatorio come «notizie destituite da qualsiasi fondamento».
Parole di questo tipo non colpiscono soltanto chi ha svolto il proprio dovere istituzionale portando all’attenzione pubblica un problema grave. Colpiscono soprattutto le vittime che hanno trovato il coraggio di parlare e le famiglie che da anni chiedono verità e giustizia.
In qualità di genitori di figli abusati, sappiamo bene cosa significhi vedere la sofferenza dei propri figli trasformata in numeri o statistiche. Ma dietro quei numeri ci sono volti, storie, vite segnate per sempre. Ci sono bambini e adolescenti che hanno subito violenze fisiche e psicologiche proprio da parte di persone alle quali noi genitori avevamo affidato i nostri figli con fiducia.
Per questo riteniamo particolarmente grave che, di fronte a denunce così dolorose, la prima reazione sia stata quella di mettere in dubbio i dati e attaccare chi li ha resi pubblici, invece di interrogarsi sulle responsabilità e sulla sofferenza delle vittime.
Vorremmo ricordare alle autorità ecclesiastiche sarde una verità semplice: i nostri figli non sono “dati”. Sono esseri umani. Sono bambini che hanno subito violazioni profonde della loro integrità e della loro fiducia nel mondo degli adulti.
Se oggi molti casi restano ancora invisibili, non è perché non esistano. È perché per troppo tempo si è preferito non vedere, non ascoltare, non intervenire. Il vero scandalo non è che qualcuno raccolga e renda pubblici i dati sugli abusi. Il vero scandalo è che ancora oggi si reagisca cercando di delegittimare chi svolge il proprio dovere nel difendere i minori.
Per questo esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno alla Dott.ssa Carla Puligheddu per il lavoro svolto e per il coraggio dimostrato nel portare alla luce una realtà che riguarda la tutela dei bambini.
Le vittime non sono numeri da contestare.
Sono bambini che chiedono verità, giustizia e rispetto.
E finché queste tre parole non diventeranno realtà, nessuna istituzione potrà dirsi davvero dalla parte dei minori.
Coordinamento delle famiglie dei sopravvissuti agli abusi da parte del clero italiano

















