Introduzione
Agli inizi degli anni ‘60 del secolo scorso, il sacerdote G. A. fu condannato a due anni di carcere per “atti immorali ripetuti e continuati con e di fronte a fanciulli”. Si trattava della sua seconda condanna: prima in un comune della Svizzera centrale, nella diocesi di Coira, poi nell’altipiano, nel territorio di competenza della diocesi di Basilea, egli aveva abusato sessualmente di almeno 67 bambini e bambine, stando alle informazioni fornite dagli atti giudiziari.
I responsabili della Chiesa cattolica non lo avevano rimosso dal suo incarico dopo la prima condanna, continuando invece ad affidargli mansioni nell’ambito della cura pastorale che comprendevano il contatto con minori e, inoltre, avevano deliberatamente tentato di nascondere il crimine mediante un trasferimento. Così, all’uscita dal carcere, si profilava per G. A. una carriera di successo: fu nominato parroco e operò in diverse comunità parrocchiali per quasi quarant’anni.
La carriera del sacerdote G. A. non costituisce un’eccezione: sono numerosi i casi di abuso sessuale commessi dal clero cattolico e da dipendenti ecclesiastici in Svizzera nel corso del XX secolo. Numerose persone abusate subiscono ancora oggi le drammatiche conseguenze di queste esperienze. Per molto tempo, i responsabili ecclesiastici non hanno riconosciuto queste sofferenze, banalizzandole, tacendole e insabbiandole. Così facendo, hanno protetto i colpevoli e hanno preso in conto che si verificassero ulteriori abusi.
Nel dicembre del 2021, i rappresentanti della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), della Conferenza delle Unioni degli Ordini religiosi e delle altre Comunità di vita consacrata in Svizzera (KOVOS) e della Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) da una parte, e del Dipartimento di Storia dell’Università di Zurigo dall’altra, hanno sottoscritto un contratto al fine di indagare gli abusi sessuali avvenuti nel contesto della Chiesa cattolica romana (in seguito:
Chiesa cattolica) a partire dalla metà del XX secolo.
A differenza di studi simili commissionati in altri Paesi, il presente progetto pilota ha incluso nella sua analisi tutte le diocesi in ogni area linguistica svizzera, così come le strutture di diritto pubblico ecclesiastico e gli ordini religiosi, al fine di esaminare la Chiesa cattolica in Svizzera nel suo complesso. Ciò ha permesso per la prima volta ad un gruppo di ricerca indipendente di indagare sistematicamente gli atti relativi ai casi di abuso sessuale nell’ambiente della Chiesa cattolica conservati nei diversi archivi ecclesiastici.
La presente analisi pone così le basi per future ricerche sulla storia degli abusi sessuali commessi dal clero cattoli
co, dai dipendenti ecclesiastici e dai membri degli ordini religiosi in Svizzera a partire dalla metà del XX secolo. Il presente rapporto offre una panoramica delle fonti disponibili e accessibili, fornisce risultati preliminari relativi allo stato degli archivi e suggerisce di conseguenza possibili piste di ricerca per ulteriori indagini. In questo modo vengono formulate proposte sulle modalità e sulle fonti in base alle quali continuare il lavoro sul tema in modo …
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