Certo ci va del coraggio nel chiedere ai lettori di abbonarsi alle vostre testate (già sostenute dal finanziamento pubblico – tranne le poche indipendenti), mi domando perché mai qualcuno dovrebbe gettare denaro (i commenti sulle pubblicità ai vostri abbonamenti non la lasciano immaginare), quando poi puntualmente anziché fare il vostro lavoro, producete bufale e censure come quella in questione.
Sarebbe stato onorevole oltre che deontologicamente corretto, aveste scritto obbiettivamente su don Pietro Pinetto, dicendo che ha pure querelato le vittime calunniandole, il sottoscritto e due di voi giornalisti…
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